In evidenza

Terza decade Luglio, un mese dopo potrebbe tornare il caldo ESTREMO!

euhd3DECLUGLIO2019.jpg

 

Siamo ormai giunti al giro di boa stagionale, metà trimestre se ne andato e gli estremo meteo ormai sono realtà sotto i nostri occhi, da Nord a Sud hanno sperimentato un’Estate praticamente “pazza”!

Se iniziavamo con un Giugno praticamente anomalo per molte zone europee, con la più forte ondata di caldo della storia per molte aree, poi passavamo alle devastanti grandinate e maltempo e adesso potremmo ritornare ai canoni di un mese fa.

Stiamo parlando del ritorno del caldo estremo, quello che con asse similare alla stagione 2003 ha scatenato anche la recente ondata di super caldo a Giugno, simile se non identico asse.

Lo fiutano ormai da giorni i modelli fisico-matematici, fidatevi, quando accade che i simulatori numerici migliori si intestardiscono verso la via del gran caldo, quasi mai falliscono.

Vi chiederete se sarà come un mese fa anche in Italia.

Al momento appare impossibile rispondere con certezze, anche perchè il tutto è riscontrabile sulle carte dal 22-23 Luglio in poi, e al momento come allora, si aspettavano gli ultimi giorni per inquadrarne l’asse.

Il fulcro del grande caldo al momento è visto sempre tra Penisola Iberica, Spagna e Francia, per poi arrivare fin nel Sud della Gran Bretagna e aggirare le Alpi e mittel Europa.

Uno scenario che ad oggi appare lievemente inferiore come portata, almeno per le isoterme della media modellistica, tranne che per il modello canadese GEM che col suo run giornaliero evidenzia un remake del caldo record di un mese fa.

Vedremo dunque se confermare o meno tale tendenza anche per alcune Regioni italiane, segnatamente quelle del Nord, anche perchè per il resto della Penisola, pur facendo caldo o molto caldo, al momento non sono viste nel vero obiettivo.

Annunci
In evidenza

Zoom Sicilia: fenomeni temporaleschi anche forti tra lunedì e martedì!

siciliasudcalabria15LUGLIO2019

 

Una goccia d’aria fresca in quota tenderà a ridiscendere da Nord/Ovest verso Sud/Est e punterà il basso tirreno entro l’alba di martedì, apportando una crescente fase instabile anche all’estremo sud e Sicilia.

Già dalla prossima notte e alba di domani il tempo tenderà a divenire instabile con possibili primi rovesci di difficile localizzazione, visto che lo sviluppo di certe aree convettive in questo periodo dell’anno risulta molto arduo anche da parte dei migliori lam.

In linea di massima il peggioramento dovrebbe avere 3 fasi, quella della prossima notte con un’area convettiva che tenderebbe ad evolvere da ovest verso est dell’isola, più attiva nelle aree centro-settentrionali.

La seconda occasione, la più temibile, potrebbe svilupparsi entro il pomeriggio-sera principalmente nelle zone centro-orientali, sia interne che costiere tra comparto peloritano ed etneo.

Sarebbe questo il momento più intenso del peggioramento con il rischio di qualche isolato episodio violento, con elevato rischio di temporali e grandinate su tali settori, anche localmente da monitorare in sede di nowcasting.

Ricordiamo ancora una volta che risulta praticamente impossibile stimare i quantitativi pluviometrici nei settori indicati, per lo sviluppo improvviso di temporali che risultando anche violenti con rischio nubifragi, riguarderanno aree molto ristrette.

Indicativamente possiamo tracciare come aree a rischio, ma non possiamo scendere nei dettagli includendo o escludendo nessuna zona della Sicilia centro-orientale, dove sarà anche alto il rischio di grandinate nei fenomeni più intensi.

La terza fase riguarderà poi parte delle zone tirreniche e anche alto ioniche del Nord/Est siculo entro martedì, dove lo spostamento della blanda depressione nello Ionio, causerà il rientro di correnti da grecale e maestrale nei settori indicati con altre piogge e rovesci in esaurimento entro il pomeriggio.

Evitate di spostarvi durante i forti temporali, massima prudenza anche nel caso in cui per necessità dovreste farlo, raccomandando anche di non sostare vicino a corsi d’acqua e fiumare nel caso in cui si riempissero repentinamente per via delle forti piogge.

In evidenza

Meteo prossimi giorni: raffica temporalesca e di grandine, rischio nubifragi fino in Sicilia!

italinera1516LUG2019.jpg

 

 

Inutile girarci troppo attorno, le ultime estati stanno ancora una volta dimostrando, in questi anni 2000′, come gli estremi meteo ormai sono realtà e solo chi ormai ha le bende agli occhi non si accorge che qualcosa è cambiato.

E’ cambiato in eccessi, estremi che fanno ormai parlare di se anche nel cuore della bella stagione o ex bella stagione a secondo dei punti di vista di come la si vede, dove a regnare ormai è tutto tranne che la normalità.

Eccessi di caldo si avvicendano e si danno il cambio a repentine dinamiche opposte, quelle che apportando severissime condizioni di maltempo, del resto lo abbiamo visto tutti cosa è capace di fare madre natura al minimo sbuffo fresco in quota in Italia.

Le ultime estati per intenderci sono state molto significative da questo punto di vista anche perchè normalmente nel cuor dei mesi più stabili dell’anno, quali Luglio e Agosto, almeno la sua prima parte, si è visto tutto e il contrario di tutto.

Anche la dove questa soluzione media era evidente, con questo non vi sto dicendo che era impossibile che piovesse ma che certi eventi non rientrano nel canone di questo periodo a cosi basse latitudini.

Sto parlando delle estreme Regioni meridionali, Sud in genere e versanti costieri, assodato che nei monti le azioni termo-convettive era pur sempre una possibilità estiva in codesto periodo anche nel passato.

A partire quindi dal prossimo week-end entrerà in azione un’altra goccia d’aria fresca in quota, quella che probabilmente sancirà un break più esteso a quasi tutte le Regioni, includendo anche quelle che sono state saltate nei precedenti.

Sicilia e Calabria potrebbero dunque esser raggiunte da piogge, temporali e locali fenomeni localmente intensi anche sotto forma di nubifragio con grandine di un certo peso.

Il tutto a partire da lunedì 15 e fin verso martedì 16 Luglio, dove le simulazioni numeriche propendono per un momentaneo stop clamoroso dell’Estate.

Badiamo bene che a differenza di altre Regioni dove l’energia in parte si è dissipata, con quell’accumulo di calore latente che poi è stato in parte rilasciato con i temporali violentissimi e quelle enormi grandinate, nelle nostre zone ancora nessun fenomeno è avvenuto.

Detto questo ci si aspetta purtroppo come possano esserci le condizioni per forti temporali a macchia di leopardo di difficile localizzazione, dove i vari parametri analizzati propendono per un’alta possibilità di temporali e grandinate localmente intense tra lunedì e martedì.

Ecco dunque che anche nel cuore dell’Estate e nelle zone dove non ti aspetti chissà quali fenomeni sulle zone costiere, potrebbero esserci quelle caratteristiche del tutto similari a mesi autunnali e non di Luglio, dove le vere pertubazioni sono rare per le nostre lande.

Ennesima prova di come ormai gli eccessi meteo fanno già parte del nostro clima e la frequenza e intensità dei fenomeni atmosferici ne è la prova lampante, anche la dove prima erano solo un lontano miraggio.

Ai prossimi aggiornamenti.

 

In evidenza

Calo termico dal 10 anche al Sud e Sicilia, Estate break!

2DECLUGLIO2019.jpg

 

L’andamento meteorologico dei prossimi giorni vedrà ancora un clima caldo a tratti anche molto caldo al Sud e isole, specie dal 7 Luglio e fino alle prime ore del 10 con l’avvento di aria torrida africana.

Essa sarà l’ultima fiammata africana, pre-frontale, che innalzerà i termometri sopra la media in molte zone italiane ma soprattutto su quelle meridionali, con picchi qui sui 40°C nelle aree interne.

A seguire finalmente si vede la fine della calura intensa per tornare a un clima più piacevole su tutta la Penisola, ma lo sconto da pagare sarebbero i forti temporali oltre al calo termico generale.

C’è ancora molta incertezza per poter definire quella che probabilmente sarà una pausa estiva, un piccolo break insomma della stagione, con i fenomeni che da Nord a Sud potrebbero conquistare la scena in 2^decade in una o due occasioni.

Innanzitutto bisognerà valutare l’efficacia della saccatura fresca in quota e se poi essa entrerà franca in area italica, formando magari una blanda azione depressionaria anche al suolo, dalla quale dipenderebbe anche l’intensità e collocazione dei fenomeni.

Difficile dire se anche l’estremo Sud ne verrà interessato ad oggi, mancando circa una settimana, ma alcune proiezioni come il FV3 e GEM lasciano intendere che possa essere incisiva quanto basta per poter inglobare tutta Italia, specie i versanti tirrenici e adriatici.

Un passaggio temporalesco, magari anche con dei fenomeni molto violenti, dove l’elevata energia in gioco manifesterebbe tutta la sua potenza a suon di temporali anche di un certo peso.

Ai prossimi aggiornamenti.

In evidenza

Altra ondata intensa di caldo dal week-end al Sud.

hdeuro1decluglio2019.jpg

 

L’ondata di caldo storica per molte zone del settore centro-occidentale europeo, Nord Italia e mittel Europa è archiviata ma non per questo il tempo è rinfrescato, fa ancora caldo anche se il peggio è passato.

Adesso rimarrà caldo e soprattutto afoso o molto afoso su molte zone della Penisola, anzi, ci attende una nuova risposta sub-tropicale principalmente relegata alle zone del Sud e Sicilia.

Il tutto inizierà dal week-end, tra 7 e 10 Giugno, sancendo così di fatto un lungo periodo di temperature sopra media per molte zone italiane.

Saranno comunque fiammate di breve durata, massimo 2 o 3 giorni, anche se con i mari ormai caldi sarà molto afoso il clima vicino le aree costiere e meno sopportabile rispetto a Giugno.

Ricordiamo che i mari hanno subito nel giro di 2 settimane un vistoso aumento, passando dal sotto media netto al sopra media (ora anche anomalie superiori ai 3-4°C).

Ai prossimi aggiornamenti.

In evidenza

Tra oggi e domani il caldo record al Nord, temperature ed afa un mix micidiale per la Pianura Padana! Intanto crollano alcuni record assoluti in quota!

2728GIUGNO2019.jpg

 

Ormai siamo giunti alla giornata del 27 Giugno 2019, data che potrebbe essere storica per molte zone, dove in qualche caso si potrebbero registrare record di caldo anche assoluti, perfino superiori alle tremende ondate storiche citate come 1983 o 2003.

Il Nord sarà senza dubbio la zona più colpita, ma farà caldo forte anche al Centro, meno coinvolto il Sud e la Sicilia, ma pur sempre con clima assolutamente estivo e caldo.

Dicevamo dei possibili picchi estremi, oggi infatti a 1500 mt circa  (850hpa), isoterme da record potrebbero alla fine esser registrate nei radiosondaggi, dove per altro si è stabilitò un valore record già come geopotenziale al Nord di sempre con 597dam.

I precedenti maggiori si sono avuti nel 2015 e 1983 rispettivamente con 594.6 e 594.5, mentre il 2003 ebbe un 594.0 dam.

Altro record alla quota di 850hpa (in questo caso 1620 mt) per Linate Milano che con un 24.2°C batte perfino l’Agosto 2003 di 0.2°C di grado.

Zero termico a 4600 mt e temperatura di 13.7°C a 3090 mt, incredibile, con i 500hpa rilevati alla quota di 5980 mt.

I gpt sono superiori ai 588 dam in tutta Italia…

A presto!

In evidenza

COLOSSALE ONDATA DI CALDO in arrivo per Spagna,Francia, Paesi bassi e Nord Ovest italiano. SARA’ STORICA!

15de45a7-a575-4ffd-8640-4ddfa2f98524.jpg

 

 

Le mappe non fanno altro che confermare, ormai mancano poco più di 48 ore al manifestarsi della potenza di un mostruoso anticiclone sub-tropicale che dal comparto algerino tenderà a gonfiarsi con una lingua di aria torrida verso le zone francesi, spagnole e del Nw italiano.

Queste le zone più esposte e dove si rischieranno molti record sia mensili che assoluti, per via di alcuni parametri che coincidono anche nel periodo di massima quantità di luce solare a disposizione.

Da oggi 25 Giugno 2019 sarà un crescendo di temperature estreme, prima localizzate, oggi in aree non consuete a veder simili picchi, poi da domani via via più estesi fino a raggiungere il culmine tra il 27 e 30 a secondo delle varie zone colpite.

Diciamo subito che per quel che riguarda il nostro orticello italico il Nw rischia decine di record mensili e assoluti tra zone piemontesi e lombarde occidentali soprattutto, tra 27 e 28 Giugno, con picchi estremi che alcuni lamma intravedono oltrepassare la soglia dei +40-42°C.

Sono temperature degne del Continente africano e non di quelle che normalmente dovrebbero registrarsi in codeste aree, soprattutto visto e considerato la latitudine dove si trovano.

itcz25giug2019

Fa davvero impressione anche vedere i massimi di geopotenziale, quasi a fondoscala, dove l’aria infuocata verrà schiacciata verso tali zone, avvitandosi verso il basso e senza alcuna possibilità che vi siano sviluppi termoconvettivi.

Aria quindi secca, stabilissima, torrida con bassi indici di U.R., con correnti favoniche che dalle zone alpine ridiscenderebbero verso il Nw italiano creando la condizione ideale, quasi perfetta, per la possibile demolizione di tantissimi record storici, superiore come portata a singolo evento anche alle temibili ondate del 1947 -1983 -2003 tanto per fare degli esempi.

Vedere sulle proiezioni picchi fantascientifici di 42-44°C in  Pianura Padana, anche nelle sole simulazioni numeriche, fa più che impressione e mai soli 50 anni fa qualcuno ci avrebbe scommesso che si sarebbero potuti neppure vedere nelle mappe come ipotesi.

Se da un lato la situazione per noi è sulla carta di tipo eccezionale, lo sarebbe perfino di più per la Francia, soprattutto la parte centro-meridionale della Nazione, con picchi che arpage 0.1 vede perfino superiori anche di 45-46°C.

ea9e6f39-5593-4ee7-abb6-aee783f4fa4d

Facile dedurre che se le reali isoterme che entreranno saranno quelle effettivamente intraviste dai super calcolatori, con il colossale ecmwf che vede una pazzesca temperatura di +30°C a 850hpa arrivare in area francese, simili temperature sarebbero veramente possibili.

Staremo a vedere poi dagli effettivi radiosondaggi quali isoterme nella libera atmosfera avranno abbordato tali aree, così da annotare a fine ondata tutti i record di caldo che con altissima probabilità sconvolgeranno intere aree menzionate.

In evidenza

Europa dentro la fornace, sarà più forte del 2003 in molte zone come “singolo evento”!

64743242_2250684754966843_9157726725910560768_n.png
Ecco una stima delle temperatura massime ipotizzate al Nord Ovest per la giornata più cocente, prevista il 28 Giugno 2019, la quale rischia di esser ricordata come la più “incandescente” della storia di queste zone.

 

Le mappe che da giorni osserviamo nei centri di calcolo internazionali stanno confermando e ampliando, sia in durata che intensità, la lingua di fuoco algerina che prenderà cammino fin dentro il cuore del vecchio Continente.

Adesso possiamo ben dirlo, man mano che il cerchio si stringe e la tendenza acquista sempre più forma in accuratezza verso un parametro, quale la temperatura, con i modelli fisico-matematici che affinano la previsione man mano che ci si avvia all’evento.

Evento di caratura STRAORDINARIA, oserei dire di natura mai vista da quando abbiamo l’opportunità di vedere in rete le mappe, con pure gli archivi storici alla mano.

Certamente fa paura come un HP Sub-Tropicale così maestoso possa compiere un giro del genere, innalzandosi dal settore algerino fin verso le Baleari prima, passando per Spagna, Francia e fin a ridosso dell’Inghilterra, finendo la sua corsa tra la Mittel Europa e le nostre zone più settentrionali.

Questo percorso è quello relativo alle zone a maggior rischio di temperature straordinarie, in luoghi dove è rarissimo o non è mai avvenuto prima vedere certi valori, almeno sulla carta alle quote di 850hpa e 500hpa.

Certamente la storia va prima scritta, è giusto anche questo, ma a vedere i vari parametri fa davvero impressione e ci conferma sempre di più come il cambio climatico, la natura non ci interessa in questa sede, sia ormai realtà sotto i nostri occhi.

Dicevamo dell’hp che compierà una mossa schietta e senza pietà, dove aggirerà varie Nazioni centro-occidentali europee e poi, con senso orario sprofonderà verso Sud, come avevo scritto in questo precedente articolo: https://meteogiovannimicalizzi.wordpress.com/2019/06/19/terza-decade-di-giugno-analisi-sulla-possibile-ondata-sub-tropicale-a-livello-emisferico/

Ecco, tale mossa sarà causa di una delle più forti ondate di caldo della storia europea, quella del 2019 rischia di far impallidire perfino il 2003, ma come “ondata singola“, non come trimestre estivo, sia chiaro questo!

Dicevamo delle mappe, esse sono assurde, quasi da sconforto per chi non ama la canicola e vive in Città senza poter aver dei benefici rinfrescanti, con picchi che in varie Nazioni potrebbero stabilire record sia mensili che addirittura assoluti in modo esagerato, surclassando anche di parecchi gradi quelli precedenti.

Lo dicono le mappe sia chiaro, soprattutto visto un parametro come la temperatura che di certo non è come quello della pioggia, dove risulta molto arduo poter stabilire se e quanto pioverà, dove la predicibilità è molto elevata di successo.

Vedere soprattutto valori oltre i 40°C con picchi di 42-43°C se non oltre tra Francia, Mittel Europa e alcune zone del Nord Italia, fa una certa impressione, con ghiacciai che potrebbero subire un grosso affanno anche per la durata di tale ondata di fortissima calura.

Si sperava che i modelli potessero quanto meno stemperarne la durata, ma a quanto pare, sembra confermato anche quello, parliamo di un inizio di ondata di caldo che dal 24-25 tenderà a nascere e via via prenderà possesso di parte del Continente.

64829872_1721530984812841_801346648671256576_n
Quota di 850hpa (circa 1500 mt s.l.m.)

Acquisterà forza, e sposterà il suo asse d’azione fin verso le zone menzionate, compiendo un  giro stile terribile annata 2003, ma stavolta appunto, come singola ondata di calore, essa potrà essere perfino più forte, stracciando molti record di caldo sia assoluti che mensili.

PS. Per l’Italia, seppur non presa in pieno come zone tipo la Francia, dobbiamo riconoscere che i modelli negli ultimi due giorni hanno intensificato la calura al Centro-Nord, specie in aree del Nord.

Zone come la Pianura Padana rischiano di esser avvolte dalla fornace storica, ad oggi il nuovo VF3 conferma isoterme di fuoco mai arrivate prima d’ora in Giugno per questa zona, dove si tratterebbe della più forte ondata di caldo di sempre per questo mese e forse, della storia. (ma su questo dovremo aspettare i dati per stabilirlo).

Una cosa è certa, arriva una massa d’aria infuocata che ingloberà diverse Nazioni con criticità da bollino rosso e nero per alcuni luoghi soprattutto vista la durata, pericolosa per soggetti deboli come bambini e anziani.

Ci aggiorneremo.

In evidenza

Confronto a 850-500hpa con l’ondata storica Agosto 2003 e imminente Giugno 2019

agosto 2003
Agosto 2003 la carta che ad oggi detiene i recor di caldo per buona parte del Continente centro-occidentale.

 

L’imminente ondata di caldo sub-tropicale che potrebbe apportare un severo innalzamento termico dai connotati storici su buona parte dell’Europa occidentale, con l’Italia al momento solo sfiorata, prenderà corpo a partire dalla parte centrale della 3^decade.

Carte Agosto 2003

 

agosto 2003agosto 2003

Confrontiamo le carte a 850-500hpa che ci elargiscono i run modellistici con quella colossale del 2003 per vedere se almeno sulla carta questa batte quella di allora, che e’ rimasta storica per buona parte dell’Europa centro-occidentale.

Ecco ora le carte relative in linea di massima a quella che dovrebbe manifestarsi entro fine mese Giugno 2019

GFSOPEU00_144_1GFSOPEU00_144_2

Come possiamo vedere questa imminente che i modelli fisico-matematici ci mettono in evidenzia, rappresenta una pura follia meteoclimatica, dove già all’occhio balza una maggiore e netta estensione con forza  rispetto a 16 anni fa.

Sulla carta quella che si prospetta ha tutte le potenzialità, per alcuni Paesi come la Spagna, Francia e Mittel Europa soprattutto, per avere la supremazia ed esser catalogata come la più forte della storia da quando si archiviano i dati.

Resterà ora alla natura confermare quanto sulla carta noi riusciamo a immaginare, con molte Città tra Europa centro-occidentale che rischiano non solo i record mensili ma anche quelli assoluti.

Fa davvero impressione come la lingua di fuoco con l’isoterma di +25°C si spinga così in alto nell’area francese e a nord delle Alpi, sintomo dell’immane forza di un HP SUB-TROPICALE MAI VISTO con tale potenza, sia per la grandezza sia per durata, nelle zone prese di mira così alte di latitudine.

Ancora la configurazione deve esser inquadrata nei dettagli, sia per quanto concerne la durata che per la sua estensione, ma già appare subito molto più forte di quella record avuta molti anni fa nell’Estate tremenda che mezza Europa ricorda.

Non ci resta che attendere la fine dell’evento per vedere poi, dati alla mano, se l’Agosto 2003 verrà stracciato per molte Città di paesi come Spagna, Francia e Mittel Europa.

PS. Per l’Italia al momento, tranne le zone a Nord che potranno avere caldo intenso, non si vede uno scenario dantesco, ciò non toglie che le zone settentrionali possano subire pesanti anomalie positive localmente di portata storica, ma molto meno intense ed estese rispetto alle aree citate.

In evidenza

Terza decade di Giugno, analisi sulla possibile ondata sub-tropicale a livello emisferico!

3DECGIUGNO2019

 

 

Siamo alle soglie dell’Estate astronomica, che scatterà tra due giorni 21 di Giugno e terminerà il 23 Settembre, dove in questo periodo si ha la maggior insolazione e luminosità.

Questo è un periodo dove iniziano le dinamiche atmosferiche improntate all’innalzamento della Cella di Hadly, conosciuto come (itcz) in ambito meteorologico.

Questo quando si innalza ed è sopra media, accresce le possibilità che l’anticiclone africano possa espandersi verso Nord, raggiungendo anche il nostro Paese e le zone europee meridionali.

Ma l’anomalia vista soprattutto negli anni 2000, dove si sta raggiungendo il picco di frequenza e intensità delle masse d’aria caldissime e torride è ormai a livelli ragguardevoli con a capo il trimestre 2003, annata terribile per molte zone europee e italiane.

Proprio l’anomalia barica di quell’annata, che partì già dalla seconda parte della Primavera e perdurò per i mesi successivi, con pochissime pause, vide un anticiclone africano elevarsi con intensità e frequenza mai viste prima.

Paesi come Francia, Italia soprattutto del Centro-Nord e Mittel Europa, furono preda di assalti maestosi di un impianto anticiclonico epocale soprattutto per durata ma in alcune fasi anche per intensità.

Meno esposto invece fu il settore del Mediterraneo orientale e dei bassi settori balcanici e estremo Sud Italia, anche se fu caldissimo ma non estremo come nelle zone menzionate.

Detto questo, facendo un rapido amarco di allora e volendo solo analizzarne l’aspetto barico in generale medio di ciò che i modelli fisico-matematici ci elargiscono in questi giorni, come impianto la prossima ondata di caldo è riconducibile proprio come asse d’entrata a quella terribile annata.

Dal 22-23 Giugno si prospetta infatti l’innalzamento dell’hp africano, dapprima nelle zone insulari italiane con le due isole maggiori che sperimenteranno un aumento del caldo torrido e di valori che solo nelle zone interne potranno lambire la fatidica soglia dei 40°C se non oltre.

Ma il vero sconvolgimento, se confermato, (ad oggi sia i modelli europei che l’americano VF3 il gfs per intenderci) ci fanno notare come a partire dalla giornata del 25 ma con enfasi tra 26 e 28 Giugno, possano manifestarsi le basi per una forte o fortissima ondata di caldo in alcune zone europee.

L’impianto appare proprio similare come nel 2003, quando l’entrata del caldo fu tramite una dinamica che vedeva un hp molto forte con geopotenziali elevati tra l’area marocchina, algerina e che si espandeva fin verso la Penisola Iberica, l’area francese e i settori del Mediterraneo centro-occidentale, per poi finir la sua corsa in Mittel Europa.

Questi erano i principali obiettivi della fornace che sconvolse con centinaia di vittime vari Paesi europei e che a giudicar dalle mappe, alcuni run sembrano voler ripercorrere la similare strada della massa caldissima africana.

Certamente dobbiamo esser prudenti, mancano ancora molti giorni, circa 6, e molte cose potrebbero cambiare, anche perchè alcune proiezioni dei giorni scorsi sono state a dir poco sconvolgenti e che sono state limate per fortuna almeno per il nostro Paese.

Ma volendo analizzare nello specifico alcuni run di VF3 o ECMWF, stamane concordi nell’onda africana di intensità almeno moderata-forte per le Regioni Centro-Settentrionali italiane, vediamo effettivamente al momento quali sarebbero i risvolti e le giornate peggiori.

A giudicare dalla media modellistica dei due migliori centri di calcolo mondiali la situazione dello spostamento dell’ondata di caldo sia per l’Italia che per alcune zone d’Europa potrebbe essere la seguente:

Tra 21 e 24 Giugno: si innalza l’hp sub tropicale nelle zone insulari, isoterme comprese tra una +20 e una +26 tra Sardegna e Sicilia.

Tra 24 e 27 Giugno: il fulcro dell’hp sub-tropicale tende a spostarsi verso il Mediterraneo occidentale, tra Spagna, Francia e Mittel Europa e zone oltr’alpi con valori di gpt e nella libera atmosfera ragguardevoli e localmente da record per il periodo.

Tra 27 e fine Giugno: la bolla caldissima tende a ruotare in senso orario e ad interessare il Centro-Nord Italia (picco tra 28 e 29) e poi si estenderebbe anche al resto d’Italia ma non sarebbe da record per il Sud e la Sicilia dove ricordiamo a tutti resta imbattibile il Giugno 2007.

Vedremo se sarà confermata tale dinamica intanto e per quanto riguarda le vere isoterme che verranno raggiunte bisognerà poi attendere i radiosondaggi, dove confermeranno o meno le proiezioni dei centri di calcolo.

Prendendo come veritiere quelle di VF3 o anche ecmwf, alcuni settori europei menzionati in questo articolo potrebbero davvero stabilire dei veri e proprio record sia mensili che assoluti qualora fosse realmente confermata la portata di questa ondata di caldo.

Infatti se già per alcune zone europee certe isoterme e geopotenziali sono rarissimi per la latitudine nella quale si trovano, figurarsi per Giugno, dove sarebbe inusuale vedere picchi così estremi in aree così a nord del Continente europeo.

Vedremo dunque nei prossimi giorni se verrà smentita o confermata tale portata, assodato che l’ondata di caldo è ormai certa almeno per molte zone mediterranee e Italia.

In evidenza

Confronto ondata di calore Giugno 2007 – Giugno 2019

53abe993-0bc8-4a29-ab9f-56ab10a5adaf.jpg

 

L’ondata di caldo che sta interessando il Sud e isole alla fine potrebbe risultare seconda in termini di durata solo al famoso e terribile e forse irripetibile Giugno di 12 anni fa per tale porzione di territorio italiano.

Allora secondo il calcolo delle carte in rianalisi consultabili nell’archivio storico di wetterzentrale, l’ondata di caldo di quell’anno fu un terribile incubo per molte aree delle zone meridionali con picchi storici di caldo stracciati.

Ad oggi il paragone potrà esser fatto a ondata di caldo terminata, dove almeno clamorosi colpi di scena, l’ondata di caldo che si sta manifestando al Sud e Sicilia è solo lontanamente vicina per intensità ad allora.

Solo in termini di durata forse ci si avvicina ma neanche in questo potrà superarla, dato che ad oggi l’isoterma di +20°C è entrata in terra sicula giorno 7 e presumibilmente ci resterà fino a giorno 16 (Ps. tale valore alla quota di 1500 mt circa s.l.m. è presa in esame solo come indicativa per stabilire un paragone).

Come vediamo sarebbero solo 10 giorni consecutivi in questo Giugno 2019, mentre il discorso nel 2007 cambia, dato che nella ricerca su rianalisi del modello fisico matematico GFS i giorni consecutivi con tale valore furono 13.

Ma cosa cambia rispetto ad allora? Beh, cambia anche e soprattutto l’intensità “MOSTRE” di certi valori per giorni consecutivi, dove per circa una decina di giorni isoterme paurose e terribili afflissero tutto il Mezzogiorno e isole.

Dalle rianalisi si nota come per 9 giorni consecutivi, isoterme a quota di 850hpa (1500 mt) di almeno +25°C fino a un max di +30°C a tale quota stazionarono in modo duro con record di temperature che caddero come birilli sia in quota che al suolo in molte aree.

Furono giornate difficilissime, dove non si respirava nemmeno di notte, e con effetti di venti di caduta che in Sicilia furono asprissimi nell’area tirrenica dove si stabilì il record di temperatura media minima più alta d’Europa ( dopo la mezzanotte alcune stazioni del litorale tirrenico palermitano segnalavano ancora oltre 41°C tanto per render l’idea).

Riepilogando questo paragone possiamo riassumerlo così almeno per la nostra zona SICULA:

DURATA

Giugno 2007 per durata di isoterme oltre la soglia di +20°C a 850hpa ( 13 circa)

Giugno 2019 per durata di isoterme oltre la soglia di +20°C a 850hpa ( 10 circa)

INTENSITA’

Giugno 2007 isoterme di  +25°C o oltre (per almeno 9 giorni consecutivi)

Giugno 2019 isoterme di  +25°C ( per almeno 4 giorni consecutivi)

Giugno 2007 straccia il Giugno 2019 sia in intensità che durata.

 

In evidenza

Maggio si chiude senza ondate calde di rilievo, anzi potrebbe tornare l’instabilità.

26272019MAGGIO

 

 

Un mese ampiamente anomalo su buona parte della Sicilia sotto il profilo termico soprattutto, almeno per quel che concerne gli ultimi anni dove spesso anche da Aprile iniziavano le prime soffiate sub-tropicali.

Quest’anno la musica è ben diversa, molto è dipeso da quel final warming avvenuto in modo tardivo e a livello estremo, come avvenne in fine Dicembre ma come detto nello scorso intervento, stavolta a livello troposferico vi è stata una netta comunicazione.

Tale susseguirsi di vicende atmosferiche ha dunque manifestato nelle zone europee e con riflessi più o meno marcati anche nel nostro orticello siculo, ciò che da anni o forse decenni non si è più avuto con tale intensità.

Stiamo parlando di anomalie termiche sia a livello di temperature medie finali e sia per quelle superficiali marine, che sono tutte al disotto della media trentennale, con Mediterraneo centrale che funge poi da “calamita” per attirar a se gocce fresche in quota.

Esse poi dipanano instabilità o in qualche caso anche episodi di tempo pertubato con le alluvioni che hanno sconvolto l’Emilia per esempio o che hanno apportato le invernate con la dama bianca che è caduta a quote similari del trimestre più freddo anche sull’Etna in Sicilia e Nebrodi.

rh700z1_web_24

Adesso il mese “pazzo”, roba da Marzo per capirci, vuole continuare a stupire ed arrecare l’ennesima pertubazione, con la formazione di un’area di blanda bassa pressione in quota e che potrebbe formare altresì un minimo anche ben strutturato al suolo.

Tutto questo tra sabato e domenica, con ultimi riflessi entro lunedì 27, apportando condizioni di instabilità atmosferica sparsa nella nostra isola, mentre appare colpire in modo più deciso la Sardegna specie orientale, dove li il tempo sarebbe anche momentaneamente pertubato.

Rovesci quindi e temperature ancora al disotto della media almeno fino al 27, con la quasi certezza che Maggio possa finire senza alcuna ondata di caldo africano, roba da guinness anche perchè il trimestre primaverile meteorologico sarebbe clamorosamente a secco di fiammate.

Per fiammate africane intendiamo ovviamente hp sub-tropicali che stazionano almeno 2-3 giorni, ,mentre tutto questo nell’intera stagione ancora non si è visto e probabilmente non si vedrà almeno fino al 31 Maggio.

Abituati in questi anni 2000′ di certo fa notizia, lo fa ancora di più se ti trovi in terra sicula. ai prossimi aggiornamenti!

In evidenza

La bella stagione? Non e’ ancora tempo di mare ma di piogge anche intense.

21e15aae-e8b4-4b52-bb56-e2d505702ea6.jpg

 

Domani una goccia fredda tenderà ad approssimarsi all’area sicula apportando marcate condizioni di instabilità se non tempo localmente pertubato, condizionando pesantemente il quadro meteorologico di molte zone centro-orientali fin quasi al tardo pomeriggio.

La differenza con quanto avvenuto in questi ultimissimi giorni sarà proprio il passaggio di un vero e proprio fronte, una pertubazione come in pieno Autunno, con piogge, temporali e locali intensi rovesci anche a carattere esteso e non localizzato.

La giornata di domani quindi si preannuncia addirittura la più piovosa per le zone centro-orientali dell’isola, dove tra messinese e catanese in modo particolare, si avranno locali manifestazioni temporalesche anche di moderata o forte intensità.

Il tutto sarà associato a un calo termico durante i fenomeni e quota neve addirittura fin sotto i 1600 mt su Etna, quota davvero inusuale per questo periodo, dove potrebbero cadere diversi cm di neve fresca dai 1700-1800 mt e imbiancate fin sotto tale livello altimetrico.

piogge16maggio2019

Sembrerà di essere a fine Ottobre o Novembre, specie durante i fenomeni, attesi anche con qualche grandinata localizzata nelle aree temporalesche, tra comparto peloritano ed etneo.

Attesi picchi pluviometrici di tutto rispetto, visto il periodo in essere, che normalmente dovrebbe essere poco piovoso e che in media trentennale elargisce una pluviometria di poco superiore ai 20-30 mm rispettivamente per la zona di Catania Fontanarossa e per Messina.

Detto questo, a fine mese tali valori potrebbero essere ampiamente superati, dunque risulterebbe un mese al quanto piovoso e sopra media pluviometrica, nonchè una delle primavere più fredde degli ultimi anni e forse decenni.

Infatti la cosa strabiliante per le lande sicule è il dato inequivocabile che vede finora  nessuna ondata di calore sub-tropicale in quasi 3 mesi in questa Primavera, semmai al massimo dei rapidissimi e isolatissimi pre-frontali miti.

In evidenza

In arrivo un periodo instabile e fresco, temporali e molto vento. Sembrerà Autunno inoltrato.

12MAGGIO2019

 

Una goccia d’aria fresca in quota tenderà a evolvere verso le Regioni italiane e con perno soprattutto in quelle centro-meridionali della Penisola, apportando vari giorni di tempo instabile e al quanto fresco.

L’aria di origine polare marittima sarà difficile da scalzare e probabilmente dissiperà molta energia in loco per vari giorni, a causa del suo stazionamento nei nostri mari meridionali.

Il cut-off sarà lento e ci saranno ben due o più alimentazioni susseguenti che lo alimenteranno nuovamente in entrata da Nord-Nord/Est, con aria decisamente fresca per il periodo in essere.

Sembrerà di vivere un fine Ottobre o inizio Novembre per intenderci, specie durante i fenomeni atmosferici che non mancheranno, visto lo scontro tra l’aria mediterranea più mite e quella più fresca in discesa dalle latitudini nordiche.

Tra domenica 12 e per un periodo di almeno tre o quattro giorni le temperature rimarranno decisamente inferiori alla media del periodo e i temporali non mancheranno nelle giornate per molte zone dell’Italia centro-meridionale.

Per avere un deciso miglioramento e un rialzo termico probabilmente si dovrà attendere ancora qualche giorno, anche se vi è molta discrepanza in merito, visto anche dall’enorme spread oltre le 144-168 ore.

ECI1-48

Ma fino al 17 la previsione termica è sostanzialmente molto affidabile e dunque quasi certa 95% nella sua realizzazione, mentre poi i dettagli sul quadro pluviometrico dipenderanno sostanzialmente dall’esatta collocazione del minimo al suolo e dalle correnti alle varie quote.

Riassumendo, ci attende un periodo molto instabile e con fenomeni quali piogge, rovesci e temporali e qualche grandinata, ma anche con ampie pause durante il corso della giornata, dato che non pioverà tutto il giorno.

Di certo non saranno giornate da mare, per questo ci sarà tempo.

In evidenza

Lo SW e il FW tra i più forti mai registrati a distanza di pochi mesi, conseguenze nel lungo termine?

final-warming-atto-finale-stagione-fredda-conseguenze-su-meteo-maggio-58069_1_2.jpg

 

La Natura fa ciò che vuole e a volte rende tutto strabiliante agli occhi di tutti noi meteo appassionati, ma ancor di più per la comunità scientifica che studia l’andamento meteo-climatico da una veste più tecnica.

A distanza di pochissimi mesi abbiamo avuto uno dei più forti se non il più intenso riscaldamento stratosferico SW e il più forte riscaldamento tardivo della storia Final Warming FW.

E se da un lato il tutto è studiato e verrà approfondito dagli esperti, l’altra faccenda riguarderà le possibili ripercussioni di quest’ultimo avvenuto in ritardo di circa una decina di giorni.

La differenza tra i due è principalmente relegata alla collaborazione tra le quote inferiori (la troposfera), quella che a noi interessa e dove avvengono i fenomeni atmosferici per capirci meglio.

Tra fine Dicembre e Gennaio tale accoppiata non ci fu e quindi l’episodio invernale estremo fallì su larga scala, mentre in quello in atto l’accoppiata Stratosfera-Troposfera è stata eseguita.

Ed ecco che molte zone del vecchio Continente stanno sperimentando l’invernata tardiva che ha apportato nevicate su molte zone con un possibile replay entro metà mese sui settori orientali.

Maggio, ultimo mese della stagione primaverile è iniziato con connotati espressamente invernali in  aree del centro-settentrionali del vecchio Continente e da circa 48 ore anche il nostro Paese sta assaporando un ritorno invernale.

Un fatto non raro ma eccezionale, dove nel passato perfino in Giugno si ebbero raffreddate anche notevoli, seppur rappresentano appunto l’eccezione e non la regola, con uno sbalzo termico che in alcune Regioni hanno toccato i 10-12°C se non di più rispetto le medie trentennali.

Adesso questo sconquasso ai piani alti dell’alta atmosfera si ripercuoterà ancora per diversi giorni anche nelle nostre lande, con un sali e scendi termico e con altre occasioni di irruzioni d’aria artica anche se non intense come quest’ultima che ha portato la neve a quote basse per il periodo in molte zone dell’Appennino.

I modelli fisico-matematici individuano un’altra azione meridiana ad opera delle correnti di matrice artica entro metà mese, tra 12 e 14 Maggio, con risvolti principalmente relegati al settore adriatico-balcanico.

Sarà un’altra sortita invernale dunque a continuare un trend molto fresco se non freddo, visto il periodo in essere, che potrebbe apportare ennesime nevicate sui monti a quote definibili “basse” su molte zone balcaniche e magari dell’Appennino centro-meridionale.

ITCZ_january-july

Ma ciò che importa è anche i risvolti che tale situazione potrebbe apportare anche a lungo e lunghissimo termine, condita da altri fattori concatenati, come un dormiente fronte di convergenza intertropicale ITCZ, sotto media.

Anche le anomalie termiche mediterranee, sotto media, potrebbero contribuire a un ritardo stagionale e che comporterebbe un mese di Maggio in media sia termica che pluviometrica su buona parte delle Regioni centro-settentrionali e parte di quelle meridionali.

Non ci stupiremmo se anche il mese in questione finisse senza ondate di caldo rilevanti, con un anticiclone africano che potrebbe avere delle difficoltà a risalire la china in serbo a tale andamento stratosferico.

E l’Estate?

Beh adesso chiedete troppo, ai prossimi aggiornamenti.

In evidenza

Tempesta di scirocco, raffiche possibili anche di uragano di 1-2^ categoria!

2122APRILE2019

 

L’attesa sciroccata entrerà nel vivo da domani sera, ma il picco massimo dell’intensità dei venti per alcuni versanti esposti dell’area tirrenica sicula sarà a Pasquetta, quando molti snobberanno le previsioni e si ritroveranno probabilmente in modo incosciente sotto un’autentica burrasca in zone potenzialmente pericolose.

Come detto, analizzando lunedì 22, dove di consuetudine è per tradizione la giornata dei pic nic all’aperto, che sia mare o in collina e montagna, sarà da attenzionare per alcune aree del versante tirrenico soprattutto nella mattinata e ora di pranzo per possibili raffiche violentissime.

Ho voluto bonariamente creare una cartina approssimativa delle zone più a rischio con i vari gradi di livello, dove ho esplicitamente suddiviso il versante tirrenico siculo in 2 fasce, una rossa e l’altra viola.

Rossa e Viola sono le aree dove si correrà il rischio maggiore di raffiche che in base alle analisi modellistiche saranno potenzialmente rovinose, capaci di poter raggiungere picchi di oltre 110-120 km/h, con picchi anche maggiori in aree particolarmente esposte.

Non sarà quindi raro assistere a una forte burrasca a limite della tempesta (F11-f12 della scala Beaufortlunedì in aree a ridosso dei rilievi collinari o montani tra comparto nebroideo – peloritano e fascia tirrenica messinese soprattutto.

ZOOM STRETTO DI MESSINA: Altre zone molto ventose saranno quelle dello Stretto di Messina in particolare il versante nord della Città e anche in Città zona centro, raffiche di 80-90 km/h potranno arrecare molto fastidio.

Discorso a parte il versante a sud che, seppur preso da venti forti, non saranno assolutamente pericolosi ma solo fastidiosi perchè spirando su un mare ancora freddo e in presenza di nuvolosità compatta alta e stratiforme faranno percepire una sensazione di frescura per l’intera giornata.

NB. il 6 Marzo del 2013 con simile configurazione il versante tirrenico stabilì il RECORD DI MASSIMA RAFFICA MAI RAGGIUNTO IN EPOCA MODERNA DA QUANDO E’ POSSIBILE MISURARNE I DATI EOLICI ( San Pier Niceto 174 km/h)!!!

Quindi raccomandiamo ATTENZIONE ed evitare di mettersi in viaggio se non strettamente necessario, ed è altamente sconsigliato di stare in aree dove ci siano alberi e oggetti pericolanti come cartelloni ecc ecc. per non subire spiacevoli situazioni potenzialmente pericolose.

In evidenza

Violenta sciroccata in arrivo, ormeggiate le imbarcazioni tra Pasqua e Pasquetta!ATTENZIONE!

Pasquapasquetta2121aprile2019

 

Lo sprofondamento da parte di una massa fresca e instabile dalla Penisola Iberica verso la Catena dell’Atlante, tra area marocchina e settore nord dell’Algeria, produrrà di risposta un infittimento delle isobare nel settore pre-frontale della neonascente depressione africana.

Essa, con il suo spostamento verso Est/Nord/est tenderà nelle feste pasquali a evolvere verso il settore isolano con formazione di un intenso gradiente barico orizzontale tra i canali delle due isole maggiori e il basso tirreno nella giornata domenicale 21 Aprile.

Successivamente, entro lunedì anche il settore ionico e del basso versante adriatico saranno esposte al consistente flusso sciroccale che si dipanerà lungo un raggio d’azione esteso dal Golfo libico fin verso tali aree.

Ma andiamo con ordine e poniamo molta attenzione a ciò che potrebbe accadere tra domenica 21 e lunedì 22, dove l’azione di tale vortice afro-mediterraneo sarà da evidenziare soprattutto per le cattive condizioni eoliche e meteo-marine che esso produrrà.

Con un’ostacolante alta pressione nei vicini Balcani stimata su valori pressori di circa 1020-1022 hpa, si contrapporrà una depressione (valori stimati anche sotto i 1000 hpa).

Essa col suo moto verso levante, si schiaccerà contro questo muro di alta pressione, comprimendo e formando un esteso ed intenso gradiente barico orizzontale nelle aree menzionate precedentemente, con formazione di un canale burrascoso che in alcuni punti potrebbe anche raggiungere i valori di forte burrasca o addirittura eccezionalmente e isolatamente anche picchi di tempesta.

522684_4940306663834_1548964356_n2
Ricordiamo un amarcord storico, era il 6 Marzo del 2013 quando il vento, eccezionale e record in Sicilia fece molti danni e toccò picchi di uragano di 2-3^cat : 174 km/h a San Pier Niceto (ME).

Soprattutto domenica tra il settore della Sicilia occidentale e tirrenica in genere , oltre al Canale di Sicilia, dove le raffiche potrebbero anche superare i 120-130 km/h, mentre lunedì, seppur in forma più attenuata anche il settore ionico e basso adriatico con venti di burrasca o forte burrasca a largo capaci di oltrepassare localmente i 100 km/h in mare.

ZOOM AREA TIRRENICA SICULA IN MODO PARTICOLARE MESSINESE TIRRENICO:

Ma gli occhi vanno puntati al settore tirrenico siculo e soprattutto il suo settore centro-orientale, messinese in genere, dove tra comparto nebroideo e peloritano si potrebbero raggiungere picchi eolici di tutto rispetto, capaci di arrecare anche dei danni per circa 24 ore di burrasca con picchi di raffica capaci di oltrepassare la soglia d’attenzione.

Qui in questo settore tra la serata di domenica 21 e la mattinata di lunedì 22 Aprile bisognerà fare molta attenzione alle raffiche di vento che in alcuni casi potranno essere violente e lambire la fatidica soglia d’attenzione e superarla abbondantemente, con picchi che localmente potrebbero assumere caratteristiche di tempesta. (non si escludono raffiche nei pendìì e valli in discesa dai rilievi ad oltre 130-140 km/h).

ECI1-96

Facile dedurre che seppur la depressione non avrà il suo cavallo di battaglia nelle piogge, risultando al quanto secca o poco produttiva, lo possederà al contrario nei due parametri fin qui esposti, quello eolico e marino.

Ecco, anche le condizioni del moto ondoso tra domenica e martedì 23 saranno proibitive in vari settori, ma soprattutto i canali delle due isole maggiori, ma con particolar riferimento al canale di Sicilia, e basso Ionio che risulteranno molto agitati o perfino grosso il Canale domenica.

Ondate di mare vivo anche oltre i 5-7 mt saranno presenti domenica sera nel Canale di Sicilia, mentre da lunedì sera e martedì mattina anche lo Ionio aumenterà il suo stato raggiungendo un moto ondoso tra agitato e molto agitato a largo con onde di mare vivo alte anche più di 3 mt lunedì sera e oltre i 3-4 mt di media localmente sottocosta martedì mattina.

Dunque si tratterà di mareggiata da scirocco, specie con problemi di erosione per il messinese ionico dell’alto versante, la quale potrebbe essere catalogata come di moderata intensità nel suo massimo picco che presumibilmente si lambirebbe nella prima mattinata di martedì 23.

Attenzione ad alberi malati, cartelloni e oggetti pericolanti, evitate di sostare sotto tali cose tra domenica e lunedì e riporrete le vostre imbarcazioni al sicuro lungo il settore ionico siculo, in modo particolare del messinese tra Galati e Scaletta Zanclea, area che sarà interessata da un crescente moto ondoso tra lunedì sera e martedì.

In evidenza

Vortice porterà piogge e temporali

rh700z1_web_15

 

Un vortice africano tenderà ad approfondirsi nelle zone meridionali sicule e probabilmente, evolvendo verso levante, apporterà spiccate condizioni di instabilità associate a piogge anche a carattere di rovescio o temporale.

La giornata peggiore al momento è vista per venerdì 5 Aprile, allorquando potrebbe approfondirsi anche un minimo sotto i 1000 hpa nei pressi del canale siculo in traslazione verso lo Ionio.

Ancora non è chiara la sua reale traiettoria e soprattutto quanto potrebbe scendere il valore pressorio al suo interno, ma al momento sembra in pole il versante ionico e parte di quello tirrenico per qualche rovescio a tratti intenso.

Un’instabilità potrebbe altresì manifestarsi già domani, giovedì, con l’arrivo di qualche pioggia in un letto di correnti in quota proiettate da WSw verso ENE e sotto la spinta di umide correnti sciroccali ai bassi strati.

Potrebbero aversi piogge e rovesci di una certa consistenza, specie lungo la zona ionica domenica, qualora il vortice si approfondisse nel canale siculo ed evolvesse verso la vicina costa adiacente.

Venti sciroccali moderati con rinforzi in mare aperto e lungo l’area tirrenica sicula con mari calmi il Tirreno e molto mosso il canale di Sicilia, mentre sarà localmente agitato domenica lo Ionio al largo con onde di mare morto in possibile arrivo lungo le zone ioniche.

Tendenze a medio-lungo termine

Un miglioramento deciso ma probabilmente temporaneo si avrà da sabato, mentre è possibile un altro guasto da domenica per l’arrivo di un’altro fronte da Sw.

 

In evidenza

Sciabolata molto fredda, neve a quote bassissime!

NEVE23FEBB2019

 

L’Inverno è pronto a dare una zampata, una delle ultime stagionali, forse la così detta ciliegina sulla torta che calerà il sipario sulla stagione inerente al calendario meteorologico che si concluderà il 28 di Febbraio, con un trimestre davvero particolare in terra sicula.

Dall’area russa è in arrivo una velocissima azione molto fredda di pura estrazione artica-continentale, che dalla serata odierna inizierà a tracimare sui vicini Balcani, andando poi a penetrare con azione retrograda verso il comparto adriatico.

Dalla tarda sera e notte si attiveranno forti o molto forti venti di grecale che con impeto scavalcheranno l’area appenninica e si riverseranno entro domani a tutto il comparto tirrenico e ionico.

Essi saranno il preludio del “bolide gelido“, possiamo definirlo così, vista la sua rapidità e violenza con il quale manderà un sussulto invernale alle zone centro-meridionali italiane.

Il quadro termico calerà bruscamente anche in presenza di venti forti o molto forti dai quadranti settentrionali, sintomo che la massa d’aria molto fredda è di ottima qualità e a differenza di quella artico-marittima si riverserà nei sottosuoli più velocemente anche senza fenomenologia.

Certamente la rarità dell’evento in questione sarà sia per la sua velocità, sia per la sua violenza, con un mix tutto da seguire e con pochi precedenti negli ultimi anni, visto l’entrata particolare e la dinamica che si verrà a creare, di certo non comune.

Andando alla dinamica, vedrà l’innesco di una rapida ciclogenesi ionica in spostamento in moto retrogrado verso WSW, che da domani verso le ore centrali, tenderà a traslare verso il canale e basso ionio entro la serata e notte a cavallo di domenica.

Quindi la visione modellistica ormai prossima agli ultimi ritocchi, per poter definire meglio i dettagli, vede da una parte il modello ECMWF di Reading evolvere il nocciolo molto freddo (-30;-32 a 500hpa) e poco sotto i 1500 mt valori tra (-5;-7°C) più a ovest rispetto a quanto vedrebbe GFS.

Questione di una manciata di km che faranno la differenza sia in termini di tempistiche che di fenomenologia per alcune aree sicule e crediamo che alla fine solo in sede di nowcasting potremmo seguire il tutto, senza mai avere la certezza assoluta neppure a 6 ore dall’evento.

GFSPARAIT06_42_1

Detto questo, passando alla fenomenologia, possiamo dividere due fasi.

1^FASE: Tra mattinata tardi e primo pomeriggio a favore dell’area tirrenica soprattutto con entrata di venti tesi o forti da NNE o NE, calo sensibile delle temperature e fenomeni che entro il pomeriggio potranno risultare nevosi a quote di collina o bassa collina.

Coinvolto principalmente il settore del palermitano comparto Madonie e aree nebroidee e del messinese tirrenico occidentale, area peloritana occidentale con quota neve in sensibile calo sin verso i 100-300 mt.  Meno esposti quelli orientali e Stretto, dove potrebbe esserci parziale ombra pluviometrica (visione reading).

Se andasse in porto l’azione più orientale dei GFS op e parallelo rientrerebbe anche il settore peloritano orientale e quello strettese, dove le eventuali nevicate sarebbero relegate a quote molto basse (200-300 mt).

2^ FASE: Tardo pom-sera e fin verso la mattinata domenicale, entrano venti di grecale e e levante sotto la concomitante traslazione della struttura nel basso ionio, con formazione di una depressione a carattere freddo.

Colpita anche l’area ionica e ancora l’ovest e centro siculo tirrenico maggiormente, con fenomeni nevosi a quote che tendono ad alzarsi per via dello scorrimento del nocciolo freddo in quota verso il canale.

Nel contempo arriva l’occlusione da ENE verso sera e prime ore domenicali,  con interessamento del messinese e poi maggiormente del comparto catanese e Se siculo in generale, con forti fenomeni e neve in collina.

Data l’incertezza di quanto possa resistere l’eventuale apporto freddo al suolo derivato dall’entrata della massa molto fredda delle ore precedenti, non si può escludere come aree del catanese soprattutto, possano avere delle eventuali sorprese bianche fino a quote molto basse (200-300 mt) e fiocchi misti a quote pianeggianti.

La situazione è molto ingarbugliata e soggetta anche a clamorosi risvolti pure in sede di nowcasting, quindi è molto facile commettere grossolani errori previsionali per possibili scostamenti di qualche manciata di km, dove rientrerebbero aree rispetto ad altre.

NEVE ETNA: dalle ultime elaborazioni appare possibile una consistente nevicata sin da quote basse, ma con apporti anche di oltre mezzo metro dai 1500-2000 mt di neve fresca.

GFSPARAIT06_45_9

MAREGGIATE: Mari molto agitati o grossi, sia il tirreno specie settore ovest (onde sui 5-6 mt a largo) e sia il basso Ionio, con possibili forti mareggiate nel settore palermitano e trapanese, basso catanese e siracusano, in concomitanza di venti molto forti di raffiche fin verso i 100-110 km/h da NE.

Colpito anche parte del messinese, specie il basso versante con onde di mare morto in arrivo da Est-Nord/Est fin verso i 4 forse 5 mt entro domenica, dove l’erosione costiera degli ultimi anni potrà causare l’arrivo di alcune ondate lungo la S.S. 114 con parziale insabbiamento delle carreggiate.

In evidenza

Maltempo in arrivo per levantata tra Sicilia e Calabria

italinera45febb2019.jpg

 

Un’azione penetrante in quota da Nord tenderà a ridiscendere verso le zone meridionali del basso Mediterraneo, fino al settore libico, dove entro domani, di risposta, farà si che nasca un insidioso vortice afro-mediterraneo.

A beneficiare di piogge, rovesci e qualche temporale saranno le estreme Regioni meridionali, tra Sicilia e Calabria, specie versanti orientali, dove localmente specie sui rilievi esposti al flusso da levante e grecale si potranno avere picchi vicini se non superiori alle tre cifre.

A partire dalla mattinata di domani tenderà ad aumentare una compatta nuvolosità che dallo Ionio tenderà ad abbordare le nostre zone sicule orientale e della Calabria ionica, con i primi segnali del peggioramento.

Questo si farà strada con particolare veemenza soprattutto nella seconda parte di domani, specie dalla sera e notte a cavallo del 5 martedì, dove avremo piogge, rovesci localmente a carattere di moderata-forte intensità e rischio nubifragi con accumuli localmente abbondanti tra basso messinese, etneo orientale e siracusano.

Nevicate sul comparto etneo sopra i 1300-1400 mt localmente anche abbondanti se la spirale e la linea di convergenza sarà ben attiva come la vedono i vari modelli europei (ukmo-ecmwf).

L’ondata di maltempo si esaurirebbe entro la giornata di martedì, con netto miglioramento dalla sera e giornata successiva, per l’allontanamento del vortice in pieno Ionio.

Venti previsti in rinforzo sul settore ionico in mare aperto, dapprima da levante e nel corso della giornata del 5 rotazione a grecale con rinforzi di burrasca, forza 8 e rischio di un aumento del moto ondoso fino ad agitato (forza 5) con onde di 3 mt circa in arrivo sulle coste ioniche messinesi, anche sui 4 mt per il basso catanese e siracusano.

In evidenza

Mediterraneo centrale bersaglio del maltempo invernale reiterato!

CONPOL2019.jpg

 

 

Tutto confermato, aspettavamo che l’ambito troposferico reagisse a quel grosso riscaldamento ai piani alti di Dicembre, dove a fatti compiuti esso si è rivelato uno dei più intensi della storia recente, similare a quello visto nel mese dicembrino del 1985!

Adesso la risposta ai piani bassi, quelli che a noi interessano per capirci meglio, dove avvengono i fenomeni atmosferici, nella troposfera e con condizionamento che sarà relegato fin verso la parte bassa di questo piano atmosferico terrestre.

Facile dedurre che da un lato il VPS tende a riassorbire il duro colpo, mentre quello troposferico VPT riceverà un autentico colpo in faccia con stordimento o addirittura KO, per far un esempio pratico.

Sarà allora che la terza decade di Gennaio sarà pesantemente condizionata dai primi sintomi di questa dura ed estenuante lotta, avvincente, con il Mediterraneo centrale che probabilmente sarà il “ring” per vederne i possibili scenari.

Ad inizio decade si inizierà con l’ “articata” o con correnti polari marittime (meno fredde ma più instabili), che penetreranno con asse NW verso SE in direzione Mediterraneo centro-occidentale, formando almeno 2 depressioni una dietro l’altra.

Sarà in tal frangente che alcune zone italiane del NW potrebbero ricevere le prime nevicate a quote basse o molto basse, condite da geopotenziali bassi e temperature a 850hpa sotto media.

Certamente ancora non si avrà a che fare con il gelo ne alcun episodio invernale storico ne violento, ma sarà inverno e tornerà il dinamismo la dove è mancato nella prima parte di stagione.

Ma sarebbe l’inizio di una lunga fase invernale, la quale poi se si incastrassero alcune condizioni favorevoli, più in avanti, sul fine mese e inizio Febbraio potrebbe pure sfociare in qualcosa di più grosso a “chiusura continentale”. (al momento solo indizi nessuna conferma)

Direi di fermarci qui, inutile andare avanti con scarsa predicibilità e grossa dispersione nei vari centri di calcolo oltre un tot di ore, soprattutto per quel che concerne i vari orticelli.

Ai prossimi aggiornamenti, ne vedremo delle belle!

In evidenza

Altra irruzione fredda tra 9 e 11 Gennaio, poi pausa in attesa della 3^decade mensile..

Planisfero mappa globo Europa e Nord Africa

 

 

E’ prematuro ancora parlarne, si viaggia a mosse e come in una partita di scacchi le varie figure bariche si muoveranno condizionate da ciò che gli andamenti stratosferici trasmetteranno, in modo lento ed inesorabile ai piani bassi dell’atmosfera.

Nella zona troposferica, quella bassa, dove a noi interessa perchè soggetta ai fenomeni meteorologici al momento si hanno solo delle “toccate e fuga” non derivanti a ciò che è successo ai piani alti.

La collaborazione è in attesa, con la zona troposferica che sta ricevendo solo i segnali per il momento, ma presto le cose potrebbero cambiare, a larga scala europea, derivante dal grosso riscaldamento ai piani alti, sui livelli di quello famoso avvenuto a fine Dicembre 1984.

Ai piani alti si è avuto il secondo split del vortice polare nel giro di 1 anno circa, roba da record anche per la vicinanza dei due eventi, meritando lo studio e l’attenzione dell’intera comunità scientifica.

Mentre quello scorso di fine Febbraio 2018 ha condizionato poi in modo tangibile in troposfera molte zone d’Europa e parte d’Italia, questo di fine Dicembre 2018 ancora latita, anche perchè ogni evento è sempre diverso ed è giusto ribadirlo ancora una volta.

Ma intanto c’è da segnalare l’evento di origine artica con parziale contributo continentale che ha arrecato la prima intensa ondata di freddo e neve al Sud e comparto del medio/basso versante adriatico, in attesa di un’altra moderata sempre nelle medesime aree.

Infatti tra 9 e 11 Gennaio arriverà la seconda irruzione fredda della stagione, con target ancora una volta orientale, anche se non sarà intensa e porterà altri cm di neve tra le colline e le montagne nelle zone appenniniche del meridione e Sicilia.

Passata questa irruzione l’Inverno molto probabilmente si prenderà un pausa nella restante parte della 2^decade, fisiologicamente direi, in attesa di quello che sarà l’andamento della sua parte finale, dove non è escluso che possa dare il meglio di se.

Infatti pur non conoscendo le sorti dei vari orticelli italici, quello che è ben visibile è che lentamente e anche grazie al normale andamento ciclico stagionale, il V.P. possa frenare e produrre degli scambi di calore nella sua seconda parte di stagione.

Con trasmissione o no, si vedrà, comunque sia, una stagione dove ci saranno altre occasioni fredde e nevose, vuoi per la possibile collaborazione troposferica, vuoi per l’allentamento delle correnti atlantiche sparate in 2^decade poco propense a realizzare blocchi atlantici durevoli.

Ma l’obiettivo appare vicino, dove aumenteranno le possibilità di blocchi atlantici sul finire del mese ad iniziare dall’inizio della 3^decade, con successiva espansione di un tentacolo del V.P. fin verso le medio/basse latitudini.

Dunque sarà lecito aspettarsi affondi d’aria artica marittima e via via anche in parziale contributo continentale, a “chiusura” tra il concomitante rilascio freddo dalle alte latitudini (collaborazione troposferica probabile con effetti visibili) e la successiva azione di blocco che potrà evolvere verso Ne, così da creare un’azione a “ponte” tra l’alta pressione russa entro Febbraio.

NB. Queste analisi non valgono ai fini locali e orticellistici, ma sono possibili scenari a larga scala continentale, dove grazie a determinate vicissitudini stratosferiche in lenta propagazione ai piani bassi, potrebbero incastrare alcune soluzioni invernali favorevoli anche per l’area mediterranea.

C’è da dire che il proseguo stagionale sarà ad alto rischio invernale anche la dove fin’ora non si è manifestato, vedi aree tirreniche e Centro-Nord in genere, aree penalizzate da una soluzione da Ao – Nao neutro positive o leggermente negative, indici descrittivi che seguono l’andamento dei modelli fisico/matematici.

Quando essi sono invece previsti in vistoso calo, aumentano le chance per invernate anche in altre zone europee, con target più occidentale, in modo da favorire anche altri settori rispetto a quanto avvenuto in questa prima metà invernale.

Ai prossimi aggiornamenti.

In evidenza

*SPECIALE NEVE MESSINESE*: Domani 4 Gennaio giornata clou per le sorti nevose!

siciliablu4GENN2019.jpg

 

 

L’ondata di freddo, che è solo agli albori in queste ore, sta per entrar nel vivo in tutta la sua maestosità anche nelle estreme Regioni meridionali, dove la giornata odierna apre quella che potrebbe essere una delle più intense situazioni freddo/nevose degli ultimi anni.

In effetti non e’ mai scontato che ad un freddo magari pungente, possa poi “collaborare” sua maestà dama bianca, dove molte volte al sopraggiungere del freddo più intenso alle basse quote troposferiche, i fenomeni tendono a scemare o a ridursi moltissimo.

Non sarà questo il caso, lo andiamo a scoprire con alcune considerazioni che ci faranno ben capire come domani, 4 Gennaio 2019, possano esserci le basi per un evento davvero entusiasmante, qualora coincidessero vari parametri alla perfezione.

Voi vi chiederete come sia possibile se proprio in questi ultimissimi anni abbiamo sperimentato già almeno 2 forti irruzioni fredde artico/continentali (30-31 Dic 2014) e (6-7 Gen 2017), con la dama che si è depositata al suolo fin verso aree che normalmente hanno un clima più temperato.

Ebbene, dai dati in nostro possesso e facendo un rapido riepilogo e paragone per quel che concerne l’ultimo episodio nevoso con attecchimento fin verso le spiagge messinesi (mattina del 7 Gennaio 2017), vi possiamo dire che la situazione di domani è potenzialmente “esplosiva“!

Andando ad analizzare le varie quote alle quali tanto fanno riferimento i meteo appassionati ( 500hpa e 850hpa) possiamo già dire che tutto sarà quasi perfetto, dove entro domani si prevede l’entrata di un nucleo gelido di ben -38°C condito da una efficace -7°;-8°C alle rispettive quote indicate.

Ciò significa che lo zero termico entro il pom-sera di domani si attesterebbe sui 350-400 mt, con rovesciamento degli eventuali rovesci di neve fin verso quote prossime al suolo e dove in presenza di un ambito “fertile” con innesco di alcuni parametri favorevoli, tutto quello che cadrà dal cielo potrebbe essere di tipo “ghiacciato”. (nevoso)

Ma passiamo al paragone con il bellissimo evento nevoso del 7 Gennaio 2017 nella riviera ionica, area che tra Santa Margherita e fin verso il taorminese, per quel che concerne il territorio messinese, ha visto la nevicata a mare con alcuni cm di accumulo la mattina di quel giorno.

A 500hpa la situazione come geopotenziale era pressochè simile a quella che si prospetta per domani, mentre il valore dell’isoterma che agiva in quelle ore fu all’incirca una -30;-31°C a 500hpa, differenza netta rispetto a domani dove agirà un valore approssimativo di -37;-38°C.

Fattore di non poco conto, dove eventuali fenomeni sarebbero domani molto più intensi ed estesi a gran parte del territorio, ma con una differenza di intensità, che sulla carta visti i parametri coincidenti anche con quelli eolici (Nnw ai bassi strati), dew-point ecc ecc., potrebbero garantire un supporto instabile e di tipo “convettivo” alle strutture.

Il Tirreno potrebbe sfornare una fucina temporalesca con il famigerato “Tirreno Effect”, treni temporaleschi “i classici inchi e sduvaga” al nostro detto, che penetrando verso le dorsali peloritane scaricherebbero rovesci di neve fino a quote bassissime (100-200 m).

La situazione a 700hpa è favorevole a un’estesa onda umida ben presente e indicativa di accesa e frequente instabilità, con una costruzione di gradiente termico verticale anche oltre i 52-53°C tra il valore della massa d’aria a 500hpa (-38°C) e quella della superficie marina (circa 16.5-17°C).

Quindi salta subito all’occhio una notevole differenza d’apporto freddo in quota rispetto al 2017, dove solo alla quota di circa 1400 mt avremo una “piccola” mancanza di 1-2°C, perchè allora i valori che si raggiunsero furono tra i -9;-10°C a tale quota, rispetto a quelli ipotizzati di -7°;-8°C di domani.

Ma tutto verrebbe compensato dai “forti moti convettivi” con le varie strutture sfilacciate di nubi che saranno ben visibili delle animazioni satellitari di domani, dal color grigiastro, sintomo che l’apice della massa d’aria fredda sarà ben attiva nel basso settore tirrenico di fronte al messinese.

Messina Città vedrà la neve? Le zone tirreniche e ioniche saranno imbiancate fin dalle spiagge?

Domande lecite per chi ama questo evento, non di certo comune alle nostre latitudini, dove spesso ci si diventa bambini anche da grandi, perchè il sapore di una nevicata è tale,alle nostre latitudini, da render affascinante il tutto specie se cade fin verso le coste come accaduto già 2 volte negli ultimi 5 anni.

Ad oggi quindi la possibIlità che possa ammantare per bene la Città (essa sorge mediamente su una longitudine abbastanza estesa) è pari al 40-50%, mentre un pò più alto il valore di percentuale per il settore ionico messinese (50-60%).

Diverso il discorso per il settore tirrenico, meno esposto forse all’attecchimento a causa della presenza del flusso umido proveniente dal mare, che grazie alle correnti marine mitigherebbe tale possibilità (30-40%).

Ma qualora si creassero le basi, specie per il settore ionico messinese, grazie ai peloritani domani ammantati di neve fin verso le bassissime quote, potrebbero crearsi i presupposti per la nascita di un altro evento similare al 2014 e 2017, quando le spiagge messinesi assaporarono il gusto e l’incantevole fascino di sua maestà DAMA BIANCA!

Non ci resta che attaccarci alla finestra, aspettare la natura e poi gustarci l’eventuale spettacolo, che mai sarà possibile prevedere con assoluta certezza nelle nostre lande, territorio mite per eccellenza e dal clima mediterraneo…

In evidenza

Meteo Sicilia: Crudo Inverno in arrivo da domani con venti forti settentrionali e neve a bassissima quota ma..

NEVE35GENN2019.jpg

 

 

Le analisi degli ultimi run modellistici sono tutti orientati al calo termico anche sensibile che dalla giornata di domani, soprattutto dal pomeriggio-sera prenderà possesso di tutta la Regione.

Già da stasera i primi corpi nuvolosi abborderanno l’isola e buona parte del comparto adriatico e del Sud Italia, con prime piogge per la genesi dei primi contrasti tra il mar Tirreno ancora sui 16.5 – 17°C e l’aria fredda in discesa da NE.

Ma sarà dalla mattinata di domani che venti impetuosi rafficati da NNW si impadroniranno della scena isolana, rendendo il Tirreno agitato e con pssibili mareggiate di moderata intensità e interruzione probabile del collegamenti marittimi con l’arcipelago eoliano.

Dal punto di vista dei fenomeni, quest’ultimi saranno presenti soprattutto nella mattinata, con quota neve che dai 700-800 mt tenderanno ad abbassarsi, raggiungendo l’alta collina entro il pomeriggio, anche se va detto che ci sarà una parziale interruzione di essi.

Isoterme di circa -5;-6°C a 1450 mt circa si faranno strada lungo le zone tirreniche segno inequivocabile della massa fredda in quota che tenderà ad avanzare verso Sw da Ne, penetrando dal comparto balcanico e infilandosi verso le Regioni adriatiche sfoceranno fin verso le nostre aree.

Visto il tratto di mare poco ampio, esse manterranno intatto quasi tutto il loro reale valore, non perdendo molto, visto anche il periodo dell’anno tra i più freddi, con la massa d’aria in arrivo artico/continentale che sarà in grado di arrecare un intenso raffreddamento dell’intera colonna d’aria.

In tal frangente nella giornata di domani, giovedì 3 Gennaio, il nocciolo più freddo in quota resterà confinato nel settore balcanico meridionale e area adriatica italiana centro-meridionale, senza interessare le nostre zone.

Quindi la giornata dovrebbe trascorrere con qualche nota instabile solo nel comparto tirrenico, ma molto ventosa, con raffiche anche di oltre 70-80 km/h, specie lungo l’area ionica dove le raffiche potrebbero arrecare anche qualche disagio.

snow6hz1_web_11
Neve su coste e pianure tra comparto adriatico e siculo

Ma già a partire dalla giornata seguente, quella di venerdì 4 Gennaio e dalla tarda mattinata con il suo moto retrogrado verso Sw, l’instabilità dovrebbe conquistare anche le nostre zone, specie centro-settentrionali dell’isola con calo ulteriore delle temperature e dello zero termico che potrà attestarsi fin verso i 500-600 mt s.l.m.

Sarà questa la giornata migliore per vedere fenomeni di un certo rilievo con frequente e accesa instabilita anche di natura convettiva, associata a locali rovesci o temporali e con gragnolate frequenti a bassissima quota che, viste le termiche, potrebbero risultare anche sotto forma nevosa sin dalle zone di 100-200 mt s.l.m.

Modelli come gli europei vedono un nucleo molto freddo a 500hpa con isoterme di -36°;-37°C che condite alla quota di 850hpa (1450 mt circa) da valori compresi tra -6;-8°C, sarebbero tali da favorire anche localmente accumuli di neve fin verso le pianure e coste tra palermitano e messinese e alto catanese.

Nel caso in cui le precipitazioni dovessero risultare intense, localmente, non si escludono imbiancate nelle zone tirreniche e di alcune aree tra Palermo, Messina e Catania ( anche versanti ionici di quest’ultime aree).

Le temperature durante la giornata di venerdì potranno scendere prossime ai 1-2°C anche in riva al mare durante i fenomeni più forti, e la mattina seguente molte zone saranno imbiancate da una coltre nevosa già dalle bassissime colline.

I più abbondanti accumuli potranno manifestarsi, come sovente accade in presenza di tali correnti, tra Madonie, Nebrodi aree peloritane orientali, poi anche sulle aree etnee esposte a Nord.

Difficilissimo fare stime di cm al suolo, solo la sede di nowcasting ci consentirà di vedere come evolverà la situazione, dove specialmente per quanto concerne la fenomenologia di tipo nevoso, risulta sempre molto imprevedibile soprattutto perchè essa dipende dall’incastro di molti parametri favorevoli.

ATTENZIONE: La giornata del venerdì rappresenta però un nodo cruciale in termini di alcuni elementi imprevedibili che potranno causare una difficoltosa, quanto strana evoluzione e che è contemplata ormai in modo costante dal run parallelo di GFS, modello americano.

Esso infatti vede la formazione di un blando minimo nel settore sardo che in spostamento verso l’ovest siculo si spingerebbe verso il canale di Sicilia entro il pomeriggio di venerdì, stravolgendo completamente le ipotetiche previsioni per quel giorno.

NB. Qualora questo minimo nascesse dipenderanno le sorti sicule sia per quel che concerne il posizionamento dei fenomeni, da valutare in sede di nowcasting, sia anche per la loro intensità ed interessamento di certe aree rispetto alla soluzione contemplata dal resto dei modelli.

In evidenza

Come promesso ecco l’Inverno a inizio Gennaio. I possibili steps degli eventi!

violaceagenn2019.jpg

 

L’Inverno inizia a muovere le prime truppe in direzione italiana, come da pronostico e dopo le tante attese di queste settimane passate in sordina, per via di un primo mese dicembrino passato in sordina e avaro di Inverno nevoso.

Ma ora, l’andamento meteorologico pare voglia iniziar a cambiare volto e lo farà a cavallo tra questo 2018 e l’inizio del nuovo anno 2019 con la prima debole/moderata rasoiata fredda con target medio/basso adriatico/ionico.

Si attiveranno dunque venti nord orientali e di Tramontana nella nostra Penisola, con fenomeni sparsi a carattere nevoso lungo tutte le zone adriatiche e appenniniche meridionali, vista la massima espressione in quota dei geopotenziali con valori negativi alle varie quote di 500hpa e 850hpa.

Dalla serata del 31 e per le successive 12 ore dunque i fenomeni potranno esser di tipo nevoso e condizionare la scena meteo anche delle catene montuose della nostra isola, la Sicilia, tra le aree delle Madonie orientali, Nebrodi, Peloritani ed etneo esposti a Nord e Ne.

Se tutto verrà confermato, mancano ancora i dettagli per stabilire le quote, si vedrà il primo assaggino invernale della stagione con neve che farà la sua comparsa sotto i 1000 mt di altezza, a quote più basse (600-700 mt) qualora le carte venissero confermate.

Questo potrebbe essere il 1° step da “apripista” in seno a una circolazione che assumerà carattere meridiano, con scambi di calore da Nord verso Sud e con un’altra pulsazione fredda o molto fredda che potrebbe prender corpo attorno alla giornata del 3 Gennaio.

Su tale opzione si necessitano conferme, ma la media ens ecmwf parla chiaro, potrebbe esser un target balcanico/adriatico ancora una volta a sancire l’arrivo di un’altra fase invernale, stavolta più intensa.

Il 2° step al momento è quotato da ecmwf – ukmo – parallelo GFS, mentre fa un passo in dietro il canadese GEM, ma sono normali oscillazioni come sovente accade in tali frangenti.

Difficile sciogliere la prognosi quindi al momento, ma possiamo dirvi che come promesso a Gennaio si cambierà volto col ritorno del primo evento freddo e nevoso a larga scala appenninica e di qui vedremo di capirne l’entità e la durata, anche in base alla successiva pulsazione del 3/5 Gennaio.

Da quell’altra poi dipenderanno anche gli eventuali steps successivi, dove la media ENS di gfs non vede nulla al momento in 19 membri su 20 analizzati, con decadenza del freddo a est e riassorbimento di esso ad opera delle miti correnti atlantiche.

La battaglia ha inizio, staremo qui a commentarla!

 

In evidenza

L’Inverno proverà a racimolare terreno nel lungo termine, dinamiche interessanti!

ens_nh-vortells_010hPa_20181217_f360.png
media scenari ensemble dei vari modelli fisico matematici con simulazione di split visibile su 5 membri su 64 del canadese

Voglio subito precisare che quanto sto per dire non è assolutamente un quadro previsionale, ma una ipotetica tendenza basata sullo studio di alcune situazioni, tra le quali indici teleconnetivi, predisposizione di alcune figure bariche e altro.

Questo articolo sarà basato solo su una tendenza che potrebbe prender corpo nel lungo raggio, presumibilmente tra gli ultimissimi del mese e primi di Gennaio, qualora alcuni elementi si incastrassero a dovere.

Diciamo subito, andando per il (sicuro), dove è confermatissimo il grosso riscaldamento ai piani alti dell’Atmosfera (Stratosfera), dove il processo di warming (entro la vigilia natalizia si arriverebbe a valori di circa +6;+8°C nel comparto siberiano a 10hpa a circa 30 km di quota) inizierà nei prossimi giorni con culmine a ridosso delle feste natalizie.

Questo riscaldamento così intenso, causerebbe un dislocamento del core del Vortice Polare dalla sua naturale sede, dinamica che nel gergo potrebbe essere di tipo displacement (da confermare).

Volendo sottolineare come le aspettative per il mese di Dicembre stiano al momento risultando concordi al quadro d’insieme pronosticato sul tipo di scenario prevalente, il quale è stato causato anche dal ricompattamento fisiologico del VP.

u10serie.png
Calo dei flussi zonali nei piani alti dell’atmosfera su valori negativi

Nonostante questo, alcuni serpeggiamenti del Getto hanno modulato l’entrata di alcune onde o semi onde atlantiche all’interno del bacino del Mediterraneo, con fasi alcune fasi piovose, specie al Sud e aree tirreniche grazie a dei vortici provenienti dall’Oceano.

A tutto questo si è associata anche la latitanza di veri blocchi atlantici e come sappiamo, senza la risposta da parte dell’onda atlantica (Wave2) si ha scarsa propensione di scambi meridiani Nord/Sud.

Ed ecco che si sta riscontrando un’ottima percentuale di riuscita delle tendenze, che ripetiamo, non sono basate su fini orticellistici, ma sono impiantate a larga scala, dove con molte probabilità le quotazioni per un cambio di scenario erano intraviste solo sul finire del mese e primi di Gennaio.

L’onda atlantica, entro fine mese, potrebbe finalmente decidere di darsi una mossa, o un’elevazione per meglio dire, affinchè prenda piede la dinamica che necessita per poter nascere la base della svolta voltata al freddo invernale.

gfsnh-10-150.png
riscaldamento stratosferico notevole

Da cambio pattern insomma, non come quelle “caramelline” che si stanno assaggiando oggi con qualche nevicata da “scorrimento” al Nord, ma dettato da un vero e proprio scenario diverso, con un radicale riassetto barico coadiuvato anche dalle condizioni nei piani alti dell’atmosfera.

Certamente va sottolineato il fatto che molti eventi meteorologici in ambito troposferico non sono nati solo a causa di ciò che avveniva in Stratosfera, al contrario a volte capita che non ci sia la predisposizione che le ambedue parti dell’atmosfera collaborino.

Quando la reazione a volte non avviene, ecco che possono subentrare delle altre forzanti per poter decidere le sorti di alcune “invernate”, seppur temporanee e isolate dal contesto medio invernale. (esempio su tutti il famoso Big Event troposferico del 1956).

Può anche capitare che certe soluzioni, derivanti anche dalla risposta troposferica a ciò che è successo sul piano stratosferico, possano essere in parte deviate verso altri lidi e pur sempre avvenire tardivamente, dove il grosso dell’evento, sotto il profilo delle potenzialità  sono in parte smorzate per causa della tardiva manifestazione e traiettoria.

Ne troveremmo tanti di esempi in merito ma per ricordare i più recenti (esempio Febbraio 2012 e scorso Febbraio 2018), possiamo già vedere tali riscontri di quanto detto.

I due eventi  presi come campione ci fanno capire come, nel caso del (Febbraio 2012), in un Inverno sotto tono possa esserci l’evento anche tosto o storico, grazie all’aiuto stratosferico e con la risposta successiva ai piani più bassi (orticello italico).

Mentre nello scorso (Febbraio 2018), a causa della tardiva manifestazione di un Big Event Stratospheric, il fenomeno seppur di enorme portata, non ebbe risvolti storici riferiti al periodo in Italia, per un soffio, soprattutto per la direttrice troppo alta di latitudine.

Tornando a noi, entro gli ultimissimi giorni del mese, tra le feste di Capodanno e primi del 2019, salgono le quotazioni per poter assistere ad un cambio di scenario a livello Europeo (il che non significa che l’Italia verrà interessata da forti ondate di gelo, sia chiaro).

Ma sulla base dei cali dei venti zonali intravisti ormai, con buonissime percentuali di realizzazione nelle corse modellistiche e dalle varie medie e sia per alcune situazioni legate agli indizi degli indici ecc ecc., probabilmente si riuscirà ad aver più possibilità di vero Inverno rispetto a quanto visto fin’ora.

Detto questo, ogni annata fa storia a se, ogni evento pure e ciò che è palese a tutti è che in ambito meteorologico niente è scontato, perché alla fine la natura fa sempre ciò che vuole e lo fa in modo assolutamente perfetto.

Non ci resta che attendere i risvolti. A presto!

 

 

In evidenza

Ecco tutti i Febbraio più freddi dal 1851 al 2014 con le più forti ondate di freddo!

bellinzago_01.jpg

 

 

Raccolta delle ondate di freddo nei vari medi di Febbraio durante le ondate di freddo tra moderate – forti o di tipo forte – violento che si sono susseguite dal 1851 al 2014, con resoconto del loro numero nei decenni analizzati grazie alla rianalisi dell’archivio di wetterzentrale.

Per vedere come si comportava tale mese nel passato, 3°mese del trimestre invernale in questione, proviamo a rivedere almeno dalle carte se vi era una maggior frequenza di freddo/gelo nel passato rispetto ai decenni della nostra epoca.

Nell’era del Global Warming proviamo a capire se la questione del riscaldamento globale ha lasciato spazio ad una diminuzione di eventi freddi o viceversa, tralasciando le medie finali mensili, esse non sono prese in considerazione nella ricerca.

La ricerca sarà esclusivamente basata su alcuni punti in questione:

1) Carte analizzate a 500 hpa e 850 hpa;

2) Raccolta dei mesi di Febbraio con maggior numero di eventi più freddi in base alle carte dell’archivio di wetterzentrale;

3) Vengono tralasciati quelli con ondate di freddo deboli e di poca durata;

4) Riassunto e considerazione finale (mancano le rianalisi dal 2015 al 2019 da aggiungere appena verranno introdotte).

5) Gli eventi sono analizzati prendendo aree interessate dalle ondate di freddo e non per forza la totalità della Penisola. Con le asterisco di colore viola gli eventi più intensi tra forti e violenti, con asterisco blu quelli tra moderati e forti.

 

Numero di “Febbraio” con eventi violenti 20 con il decennio di fine 800′ e gli anni 40′ più ricchi di eventi con tre “Febbraio” a testa di eventi tra il forte e violento.

Numero di “Febbraio” con eventi tra moderati e forti 52 con i decenni più proliferi tra 1890 al 1899, 1900-1909,  1940-1949, 1960-1969 il più ricco, 1970-1979, 1980-1989, 1990-1999, 2000-2009′, quest’ultimo secondo in quanto a numero di eventi secondo solo agli anni 60′.

E decenni più ricchi di eventi in Febbraio sono gli anni 30′ i 50′ e quelli 80‘, segue il decennio anni 2000′ in attesa del secondo decennio che è in fase di completamento. Il meno ricco è quello del 1860-1869.

Numero di annate senza eventi 23 con decennio 1860 – 1869 più ricco di magre con ben 5 Febbraio senza eventi rilevanti.

Il numero di Febbraio senza eventi sono elencati qui sotto:

(1855) – (1861 – 1866 – 1867 – 1868 – 1869 ) (1871 – 1872 ) (1880 – 1884) (1900) (1910 – 1914) (1923 – 1926) (1957) (1966) (1977) (1990 – 1995 – 1998) (2002 – 2007)

Eventi forti- violenti  (1854) – (1862 – 1865) – (1882 – 1887) (1893 – 1894 – 1895) (1901 ) (1911 – 1919) (1932 – 1934) (1940 – 1948 – 1949) (1954 – 1956) (1963) (1986) (2012 – )

Eventi moderati  – forti  (1860) (1873 – 1874) (1881 – 1888) (1890 – 1891 – 1898 – 1899) (1903 – 1905 – 1907 – 1908 – 1909) (1913 – 1918) (1922 – 1927 – 1928) (1933 – 1935 – 1936) (1942 – 1944 – 1945 – 1946) (1953) (1960 – 1962 – 1964 – 1965 – 1967 – 1969) (1970 – 1973 – 1975 – 1979) (1981 – 1982 – 1983 – 1984 – 1985) (1991 – 1992 – 1993 – 1994) (2003 – 2004 – 2005 – 2006 – 2008 – 2009) (2010 – )

Ecco la classifica dai meno proliferi ai più ricchi dei vari decenni:

DECENNIO 1860 – 1869 ( totale eventi nei vari mesi di 11)

DECENNIO 1851 – 1859 ( totale eventi nei vari mesi di 13)

DECENNIO 1870 – 1879 ( totale eventi nei vari mesi di 14)

DECENNIO 1990 – 1999 (totale eventi nei vari mesi di 15)

DECENNIO 1880 – 1889 ( totale eventi nei vari mesi di 17)

DECENNIO 1920 – 1929 (totale eventi nei vari mesi di 17)

DECENNIO 1890 – 1899 ( totale eventi nei vari mesi di 19)

DECENNIO 1910 – 1919 (totale eventi nei vari mesi di 19)

DECENNIO 1970 – 1979 (totale eventi nei vari mesi di 19)

DECENNIO 1900 – 1909 ( totale eventi nei vari mesi di 20)

DECENNIO 1940 – 1949 ( totale eventi nei vari mesi di 20)

DECENNIO 1960 – 1969 (totale eventi nei vari mesi di 20)

DECENNIO 2000 – 2009 (totale eventi nei vari mesi di 21)

DECENNIO 1930 – 1939 (totale eventi nei vari mesi di 23)

DECENNIO 1950 – 1959 (totale eventi nei vari mesi di 23)

DECENNIO 1980 – 1989 (totale eventi nei vari mesi di 23)

 

 

I “Febbraio” più freddi dal 1851 del 1899′:

 

DECENNIO 1851 – 1859 (manca il 1850*)

FEBBRAIO 1851* (numero eventi 2)

FEBBRAIO 1852* (numero eventi 2)

FEBBRAIO 1853* (numero eventi 2)

FEBBRAIO 1854* (numero eventi 2)**

FEBBRAIO 1856* (numero eventi 2)

FEBBRAIO 1857* (numero eventi 1)

FEBBRAIO 1858* (numero eventi 1)

FEBBRAIO 1859* (numero eventi 1)

DECENNIO 1851 – 1859 ( totale eventi nei vari mesi di Febbraio 13)

1855 in totale assenza di eventi significativi in Febbraio* (tot 1)

Decennio con 1 evento severo

 

 

 

 

DECENNIO 1860 – 1869 

FEBBRAIO 1860* (numero eventi 3)*

FEBBRAIO 1862* (numero eventi 2)**

FEBBRAIO 1863* (numero eventi 1)

FEBBRAIO 1864* (numero eventi 2)

FEBBRAIO 1865* (numero eventi 3)**

DECENNIO 1860 – 1869 ( totale eventi nei vari mesi di Febbraio 11)

1861 – 1866 – 1867 – 1868 – 1869 in totale assenza di eventi significativi in Febbraio* (tot 5)

Decennio con 2 eventi sever1 e 1  moderato-forte

 

 

 

DECENNIO 1870 – 1879 

FEBBRAIO 1870* (numero eventi 2)

FEBBRAIO 1873* (numero eventi 1)*

FEBBRAIO 1874* (numero eventi 2)*

FEBBRAIO 1875* (numero eventi 3)

FEBBRAIO 1876* (numero eventi 2)

FEBBRAIO 1877* (numero eventi 2)

FEBBRAIO 1878* (numero eventi 1)

FEBBRAIO 1879* (numero eventi 1)

DECENNIO 1870 – 1879 ( totale eventi nei vari mesi di Febbraio 14)

1871 – 1872  in totale assenza di eventi significativi in Febbraio* (tot 2)

Decennio con 2 eventi moderati-forti

 

 

 

DECENNIO 1880 – 1889 

FEBBRAIO 1881* (numero eventi 1)*

FEBBRAIO 1882* (numero eventi 2)**

FEBBRAIO 1883* (numero eventi 3)

FEBBRAIO 1885* (numero eventi 1)

FEBBRAIO 1886* (numero eventi 1)

FEBBRAIO 1887* (numero eventi 2)**

FEBBRAIO 1888* (numero eventi 3)*

FEBBRAIO 1889* (numero eventi 4)

DECENNIO 1880 – 1889 ( totale eventi nei vari mesi di Febbraio 17)

1880 – 1884  in totale assenza di eventi significativi in Febbraio* (tot 2)

Decennio con 2 eventi severi e 2 moderati-forti

 

 

 

 

DECENNIO 1890 – 1899 

FEBBRAIO 1890* (numero eventi 2)*

FEBBRAIO 1891* (numero eventi 3)*

FEBBRAIO 1892* (numero eventi 2)

FEBBRAIO 1893* (numero eventi 1)**

FEBBRAIO 1894* (numero eventi 2)**

FEBBRAIO 1895* (numero eventi 3)** estremo

FEBBRAIO 1896* (numero eventi 2)

FEBBRAIO 1897* (numero eventi 1)

FEBBRAIO 1898* (numero eventi 2)*

FEBBRAIO 1899* (numero eventi 1)*

DECENNIO 1890 – 1899 ( totale eventi nei vari mesi di Febbraio 19)

Decennio con 3 eventi severi e 4 moderati-forti

 

 

 

I “Febbraio” più freddi del 900′:

DECENNIO 1900 – 1909 

FEBBRAIO 1901* (numero eventi 3)** estremo

FEBBRAIO 1902* (numero eventi 1)

FEBBRAIO 1903* (numero eventi 1)*

FEBBRAIO 1904* (numero eventi 2)

FEBBRAIO 1905* (numero eventi 2)*

FEBBRAIO 1906* (numero eventi 3)

FEBBRAIO 1907* (numero eventi 2)*

FEBBRAIO 1908* (numero eventi 2)*

FEBBRAIO 1909* (numero eventi 4)*

DECENNIO 1900 – 1909 ( totale eventi nei vari mesi di Febbraio 20)

1900 in totale assenza di eventi significativi in Febbraio* (tot 1)

Decennio con 1 evento severo e 5 moderati-forti

 

 

 

DECENNIO 1910 – 1919 

FEBBRAIO 1911* (numero eventi 4)** estremo

FEBBRAIO 1912* (numero eventi 2)

FEBBRAIO 1913* (numero eventi 3)*

FEBBRAIO 1915* (numero eventi 2)

FEBBRAIO 1916* (numero eventi 2)

FEBBRAIO 1917* (numero eventi 3)

FEBBRAIO 1918* (numero eventi 1)*

FEBBRAIO 1919* (numero eventi 2)**

DECENNIO 1910 – 1919 ( totale eventi nei vari mesi di Febbraio 19)

1910 – 1914 in totale assenza di eventi significativi in Febbraio* (tot 2)

Decennio con 2 eventi severi e 2 moderati-forti

 

 

 

 

DECENNIO 1920 – 1929 

FEBBRAIO 1920* (numero eventi 1)

FEBBRAIO 1921* (numero eventi 2)

FEBBRAIO 1922* (numero eventi 1)*

FEBBRAIO 1924* (numero eventi 2)

FEBBRAIO 1925* (numero eventi 1)

FEBBRAIO 1927* (numero eventi 3)*

FEBBRAIO 1928* (numero eventi 3)*

FEBBRAIO 1929* (numero eventi 4)** estremo

DECENNIO 1920 – 1929 ( totale eventi nei vari mesi di Febbraio 17)

1923 – 1926 in totale assenza di eventi significativi in Febbraio* (tot 2)

Decennio con 1 evento severo e 3  moderati-forti

 

 

 

 

DECENNIO 1930 – 1939 

FEBBRAIO 1930* (numero eventi 2)

FEBBRAIO 1931* (numero eventi 3)

FEBBRAIO 1932* (numero eventi 4)**

FEBBRAIO 1933* (numero eventi 2)*

FEBBRAIO 1934* (numero eventi 3)**

FEBBRAIO 1935* (numero eventi 1)*

FEBBRAIO 1936* (numero eventi 2)*

FEBBRAIO 1937* (numero eventi 1)

FEBBRAIO 1938* (numero eventi 4)

FEBBRAIO 1939* (numero eventi 1)

DECENNIO 1930 – 1939 ( totale eventi nei vari mesi di Febbraio 23)

Decennio con  evento severo e  moderati-forti

 

 

 

 

DECENNIO 1940 – 1949 

FEBBRAIO 1940* (numero eventi 2)**

FEBBRAIO 1941* (numero eventi 1)

FEBBRAIO 1942* (numero eventi 3)*

FEBBRAIO 1943* (numero eventi 1)

FEBBRAIO 1944* (numero eventi 4)*

FEBBRAIO 1945* (numero eventi 1)*

FEBBRAIO 1946* (numero eventi 3)*

FEBBRAIO 1947* (numero eventi 1)

FEBBRAIO 1948* (numero eventi 3)**

FEBBRAIO 1949* (numero eventi 1)**

DECENNIO 1940 – 1949 ( totale eventi nei vari mesi di Febbraio 20)

Decennio con 3 eventi severi e 4 moderati-forti

 

 

 

 

DECENNIO 1950 – 1959 

FEBBRAIO 1950* (numero eventi 1)

FEBBRAIO 1951* (numero eventi 2)

FEBBRAIO 1952* (numero eventi 3)

FEBBRAIO 1953* (numero eventi 3)*

FEBBRAIO 1954* (numero eventi 2)**

FEBBRAIO 1955* (numero eventi 3)

FEBBRAIO 1956* (numero eventi 4)** estremo

FEBBRAIO 1958* (numero eventi 2)

FEBBRAIO 1959* (numero eventi 3)

DECENNIO 1950 – 1959 ( totale eventi nei vari mesi di Febbraio 23)

1957 in totale assenza di eventi significativi in Febbraio* (tot 1)

Decennio con 2 evento severo e 1 moderati-forti

 

 

 

 

DECENNIO 1960 – 1969 

FEBBRAIO 1960* (numero eventi 2)*

FEBBRAIO 1961* (numero eventi 1)

FEBBRAIO 1962* (numero eventi 3)*

FEBBRAIO 1963* (numero eventi 3)**

FEBBRAIO 1964* (numero eventi 2)*

FEBBRAIO 1965* (numero eventi 4)*

FEBBRAIO 1967* (numero eventi 1)*

FEBBRAIO 1968* (numero eventi 1)

FEBBRAIO 1969* (numero eventi 3)*

DECENNIO 1960 – 1969 ( totale eventi nei vari mesi di Febbraio 20)

1966 in totale assenza di eventi significativi in Febbraio* (tot 1)

Decennio con  evento severo e  moderati-forti

 

 

 

 

DECENNIO 1970 – 1979 

FEBBRAIO 1970* (numero eventi 3)*

FEBBRAIO 1971* (numero eventi 2)

FEBBRAIO 1972* (numero eventi 1)

FEBBRAIO 1973* (numero eventi 3)*

FEBBRAIO 1974* (numero eventi 1)

FEBBRAIO 1975* (numero eventi 3)*

FEBBRAIO 1976* (numero eventi 2)

FEBBRAIO 1978* (numero eventi 2)

FEBBRAIO 1979* (numero eventi 2)*

DECENNIO 1970 – 1979 ( totale eventi nei vari mesi di Febbraio 19)

1977 in totale assenza di eventi significativi in Febbraio* (tot 1)

Decennio con  4 eventi  moderati-forti

 

 

 

 

DECENNIO 1980 – 1989 

FEBBRAIO 1980* (numero eventi 2)

FEBBRAIO 1981* (numero eventi 3)*

FEBBRAIO 1982* (numero eventi 2)*

FEBBRAIO 1983* (numero eventi 4)*

FEBBRAIO 1984* (numero eventi 1)*

FEBBRAIO 1985* (numero eventi 3)*

FEBBRAIO 1986* (numero eventi 2)**

FEBBRAIO 1987* (numero eventi 2)

FEBBRAIO 1988* (numero eventi 3)

FEBBRAIO 1989* (numero eventi 1)

DECENNIO 1980 – 1989 ( totale eventi nei vari mesi di Febbraio 23)

Decennio con 1 evento severo e 5 moderati-forti

 

 

 

 

DECENNIO 1990 – 1999 

FEBBRAIO 1991* (numero eventi 3)*

FEBBRAIO 1992* (numero eventi 2)*

FEBBRAIO 1993* (numero eventi 2)*

FEBBRAIO 1994* (numero eventi 1)*

FEBBRAIO 1996* (numero eventi 3)

FEBBRAIO 1997* (numero eventi 1)

FEBBRAIO 1999* (numero eventi 3)*

DECENNIO 1990 – 1999 ( totale eventi nei vari mesi di Febbraio 15)

1990 – 1995 – 1998 in totale assenza di eventi significativi in Febbraio* (tot 3)

Decennio con 5 eventi moderati-forti

 

 

 

I “Febbraio” più freddi degli anni 2000′:

 

DECENNIO 2000 – 2009 

FEBBRAIO 2000* (numero eventi 2)

FEBBRAIO 2001* (numero eventi 2)

FEBBRAIO 2003* (numero eventi 3)*

FEBBRAIO 2004* (numero eventi 3)*

FEBBRAIO 2005* (numero eventi 3)*

FEBBRAIO 2006* (numero eventi 2)*

FEBBRAIO 2008* (numero eventi 2)*

FEBBRAIO 2009* (numero eventi 4)*

DECENNIO 2000 – 2009 ( totale eventi nei vari mesi di Febbraio  21)

2002 – 2007 in totale assenza di eventi significativi in Febbraio* (tot 2)

Decennio con  evento severo e  moderati-forti

 

 

 

DECENNIO 2010 – 2019  (DA COMPLETARE)

FEBBRAIO 2010* (numero eventi 3)*

FEBBRAIO 2011* (numero eventi 1)

FEBBRAIO 2012* (numero eventi 4)** estremo

FEBBRAIO 2013* (numero eventi 3)

FEBBRAIO 2015* (numero eventi )

FEBBRAIO 2016* (numero eventi )

FEBBRAIO 2017* (numero eventi )

FEBBRAIO 2018* (numero eventi )

FEBBRAIO 2019* (numero eventi )

DECENNIO 2010 – 2019 ( totale eventi nei vari mesi di Febbraio)

2014 in totale assenza di eventi significativi in Febbraio* (tot )

Decennio con  evento severo e  moderati-forti

In evidenza

Ecco tutti i Gennaio più freddi dal 1851 al 2014 con le più forti ondate di freddo!

1510871_265624113562142_251785509_n.jpg

 

 

Raccolta delle ondate di freddo nei vari medi di Gennaio durante le ondate di freddo tra moderate – forti o di tipo forte – violento che si sono susseguite dal 1851 al 2014, con resoconto del loro numero nei decenni analizzati grazie alla rianalisi dell’archivio di wetterzentrale.

Per vedere come si comportava tale mese nel passato, 2°mese del trimestre invernale in questione, proviamo a rivedere almeno dalle carte se vi era una maggior frequenza di freddo/gelo nel passato rispetto ai decenni della nostra epoca.

Nell’era del Global Warming proviamo a capire se la questione del riscaldamento globale ha lasciato spazio ad una diminuzione di eventi freddi o viceversa, tralasciando le medie finali mensili, esse non sono prese in considerazione nella ricerca.

La ricerca sarà esclusivamente basata su alcuni punti in questione:

1) Carte analizzate a 500 hpa e 850 hpa;

2) Raccolta dei mesi di Gennaio con maggior numero di eventi più freddi in base alle carte dell’archivio di wetterzentrale;

3) Vengono tralasciati quelli con ondate di freddo deboli e di poca durata;

4) Riassunto e considerazione finale (mancano le rianalisi dal 2015 al 2019 da aggiungere appena verranno introdotte).

5) Gli eventi sono analizzati prendendo aree interessate dalle ondate di freddo e non per forza la totalità della Penisola. Con le asterisco di colore viola gli eventi più intensi tra forti e violenti, con asterisco blu quelli tra moderati e forti.

Dalle analisi dei vari mesi di Gennaio emerge come il numero di mesi senza ondate fredde siano stati in tutto 12 elencati qui sotto.

Gli eventi rilevanti sono stati nei seguenti mesi di Gennaio evidenziati in viola e ne contiamo 46, suddivisi nei decenni sottostanti dove la massima espressione del loro numero la si trova nei decenni di fine 800′ e poi il primo decennio del 900′. Il secolo scorso invece narra di episodi distribuiti soprattutto negli anni 40′ dove si ha il maggior numero di eventi forti – violenti di tutti i decenni. I fenomeni sono destinati a esser sempre più rari tra anni 90′ e primo decennio degli anni 2000′, in attesa di catalogare il decennio successivo.

Gli eventi di freddo tra moderato e forte invece sono 32 e sembrano esser ancora presenti nel primo decennio 2000′ con 4 eventi catalogati, che assieme al decennio negli anni 60′ rappresentano i due con maggiori eventi rispetto al secolo scorso con numero record di 4 eventi a testa.

Il numero di anni dove i mesi di Gennaio sono stati scarsi sotto l’aspetto del freddo sono 12 e si concentrano soprattutto nella nostra epoca di riscaldamento globale, anche se non sono esclusi colpi storici vedi per esempio il Gennaio 1985 che fa storia a parte in un contesto climatico molto più caldo rispetto al passato.

Il numero di Gennaio senza eventi sono elencati qui sotto:

(1852 – 1856) – (1860 – 1866) – (1920 – 1928) – (1936) – (1974) – (1988 – 1989) – (1990 – 1997 )

Eventi forti- violenti  (1858) – (1862 – 1864 – 1869) – (1870 – 1876 – 1878 – 1879) – (1880 – 1881 – 1885 – 1888 – 1889) – (1891 – 1893 – 1894 – 1895 – 1896) – (1901 – 1903 – 1905 – 1906 – 1907) – (1911 – 1914) – (1924 – 1926) – (1933 – 1935) – (1940 – 1941 – 1942 – 1945 – 1946 – 1947) – (1950 -1954) -(1960 – 1962 – 1963) – (1981 – 1985 – 1987) – (1993 – 1999) – (2004 )

Eventi moderati  – forti  (1854 – 1855 – 1859) – (1868) – (1882 – 1883 – 1887) – (1897 – 1898) – (1902) – (1910 -1912 – 1917) – (1923 – 1929) – (1937 – 1938) – (1943) – (1953 -1957 – 1959) – (1961 – 1964 – 1966 – 1967) – (1971) – (1980 – 1983) – (2000 – 2002 – 2005 – 2006 )

 

Ecco la classifica dai meno proliferi ai più ricchi dei vari decenni in sequenza dai meno ai più ricchi catalogati:

DECENNIO 1990 – 1999 (totale eventi nei vari mesi di 9)

DECENNIO 1970 – 1979 (totale eventi nei vari mesi di 13)

DECENNIO 1851 – 1859 ( totale eventi nei vari mesi di 15)

DECENNIO 1920 – 1929 (totale eventi nei vari mesi di 15)

DECENNIO 1860 – 1869 ( totale eventi nei vari mesi di 16)

DECENNIO 1930 – 1939 (totale eventi nei vari mesi di 17)

DECENNIO 1980 – 1989 (totale eventi nei vari mesi di 18)

DECENNIO 2000 – 2009 (totale eventi nei vari mesi di 18)

DECENNIO 1870 – 1879 ( totale eventi nei vari mesi di 19)

DECENNIO 1960 – 1969 (totale eventi nei vari mesi di 19)

DECENNIO 1880 – 1889 ( totale eventi nei vari mesi di 22)

DECENNIO 1910 – 1919 (totale eventi nei vari mesi di 23)

DECENNIO 1890 – 1899 ( totale eventi nei vari mesi di 24)

DECENNIO 1950 – 1959 (totale eventi nei vari mesi di 24)

DECENNIO 1900 – 1909 ( totale eventi nei vari mesi di 28)

DECENNIO 1940 – 1949 (totale eventi nei vari mesi di 28)

 

 

 

 

I “Gennaio” più freddi dal 1851 del 1899′:

DECENNIO 1851 – 1859 (manca il 1850*)

GENNAIO 1851* (numero eventi 2)

GENNAIO 1853* (numero eventi 2)

GENNAIO 1854* (numero eventi 2)*

GENNAIO 1855* (numero eventi 1)*

GENNAIO 1857* (numero eventi 2)

GENNAIO 1858* (numero eventi 3)**

GENNAIO 1859* (numero eventi 3)*

DECENNIO 1851 – 1859 ( totale eventi nei vari mesi di Gennaio 15)

1852 – 1856 in totale assenza di eventi significativi in Gennaio* (tot 2 )

Decennio con 1 evento severo e  3 moderati-forti

 

 

DECENNIO 1860 – 1869 

GENNAIO 1861* (numero eventi 3)

GENNAIO 1862* (numero eventi 2)**

GENNAIO 1863* (numero eventi 1)

GENNAIO 1864* (numero eventi 2)**

GENNAIO 1865* (numero eventi 2)

GENNAIO 1867* (numero eventi 1)

GENNAIO 1868* (numero eventi 3)*

GENNAIO 1869* (numero eventi 2)**

DECENNIO 1860 – 1869 ( totale eventi nei vari mesi di Gennaio 16)

1860 – 1866  in totale assenza di eventi significativi in Gennaio* (tot 2)

Decennio con 3 eventi severi e 1 moderati-forti

 

 

 

DECENNIO 1870 – 1879 

GENNAIO 1870* (numero eventi 2)**

GENNAIO 1871* (numero eventi 1)

GENNAIO 1872* (numero eventi 1)

GENNAIO 1873* (numero eventi 1)

GENNAIO 1874* (numero eventi 2)

GENNAIO 1875* (numero eventi 2)

GENNAIO 1876* (numero eventi 2)**

GENNAIO 1877* (numero eventi 2)

GENNAIO 1878* (numero eventi 4)**

GENNAIO 1879* (numero eventi 2)**

DECENNIO 1870 – 1879 ( totale eventi nei vari mesi di Gennaio 19)

Decennio con 4 eventi severi

 

 

 

DECENNIO 1880 – 1889 

GENNAIO 1880* (numero eventi 2)**

GENNAIO 1881* (numero eventi 3)**

GENNAIO 1882* (numero eventi 1)*

GENNAIO 1883* (numero eventi 3)*

GENNAIO 1884* (numero eventi 1)

GENNAIO 1885* (numero eventi 3)**

GENNAIO 1886* (numero eventi 1)

GENNAIO 1887* (numero eventi 2)*

GENNAIO 1888* (numero eventi 3)**

GENNAIO 1889* (numero eventi 3)**

DECENNIO 1880 – 1889 ( totale eventi nei vari mesi di Gennaio 22)

Decennio con 5 eventi severi e 3 moderati-forti

 

 

 

DECENNIO 1890 – 1899 

GENNAIO 1890* (numero eventi 1)

GENNAIO 1891* (numero eventi 2)**

GENNAIO 1892* (numero eventi 3)

GENNAIO 1893* (numero eventi 3)**

GENNAIO 1894* (numero eventi 2)**

GENNAIO 1895* (numero eventi 3)**

GENNAIO 1896* (numero eventi 5)**

GENNAIO 1897* (numero eventi 2)*

GENNAIO 1898* (numero eventi 1)*

GENNAIO 1899* (numero eventi 2)

DECENNIO 1890 – 1899 ( totale eventi nei vari mesi di Gennaio 24)

Decennio con 5 eventi severi e 2 moderati-forti

 

 

I Gennaio col numero più elevato di fasi fredde dal 1900 al 1999

DECENNIO 1900 – 1909 

GENNAIO 1900* (numero eventi 3)

GENNAIO 1901* (numero eventi 2)**

GENNAIO 1902* (numero eventi 2)*

GENNAIO 1903* (numero eventi 1)**

GENNAIO 1904* (numero eventi 1)

GENNAIO 1905* (numero eventi 5)** tremendo

GENNAIO 1906* (numero eventi 3)**

GENNAIO 1907* (numero eventi 3)** 

GENNAIO 1908* (numero eventi 4)

GENNAIO 1909* (numero eventi 4)

DECENNIO 1900 – 1909 ( totale eventi nei vari mesi di Gennaio 28)

190 in totale assenza di eventi significativi in Gennaio* ( tot )

Decennio con 5 eventi severi e 1 moderati-forti

 

 

 

DECENNIO 1910 – 1919 

GENNAIO 1910* (numero eventi 3)*

GENNAIO 1911* (numero eventi 3)** 

GENNAIO 1912* (numero eventi 3)*

GENNAIO 1913* (numero eventi 1)

GENNAIO 1914* (numero eventi 3)** 

GENNAIO 1915* (numero eventi 2)

GENNAIO 1916* (numero eventi 1)

GENNAIO 1917* (numero eventi 3)*

GENNAIO 1918* (numero eventi 2)

GENNAIO 1919* (numero eventi 2)

DECENNIO 1900 – 1909 ( totale eventi nei vari mesi di Gennaio 23)

Decennio con 2 eventi severi e 3  moderati-forti

 

 

 

DECENNIO 1920 – 1929

GENNAIO 1921* (numero eventi 1)

GENNAIO 1922* (numero eventi 2)

GENNAIO 1923* (numero eventi 2)*

GENNAIO 1924* (numero eventi 3)** 

GENNAIO 1925* (numero eventi 1)

GENNAIO 1926* (numero eventi 1)** 

GENNAIO 1927* (numero eventi 1)

GENNAIO 1929* (numero eventi 4)*

DECENNIO 1920 – 1929 ( totale eventi nei vari mesi di Gennaio 15)

1920 – 1928 in totale assenza di eventi significativi in Gennaio* ( tot 2)

Decennio con 2 eventi severi e 4  moderati-forti

 

 

DECENNIO 1930 – 1939

GENNAIO 1930* (numero eventi 1)

GENNAIO 1931* (numero eventi 2)

GENNAIO 1932* (numero eventi 1)

GENNAIO 1933* (numero eventi 2)** 

GENNAIO 1934* (numero eventi 2)

GENNAIO 1935* (numero eventi 5)** 

GENNAIO 1937* (numero eventi 1)*

GENNAIO 1938* (numero eventi 2)*

GENNAIO 1939* (numero eventi 1)

DECENNIO 1930 – 1939 ( totale eventi nei vari mesi di Gennaio 17)

1936 in totale assenza di eventi significativi in Gennaio* ( tot 1)

Decennio con 2 eventi severi e 2 moderati-forti

 

 

 

DECENNIO 1940 – 1949

GENNAIO 1940* (numero eventi 3)** 

GENNAIO 1941* (numero eventi 3)** 

GENNAIO 1942* (numero eventi 4)** 

GENNAIO 1943* (numero eventi 2)*

GENNAIO 1944* (numero eventi 3)

GENNAIO 1945* (numero eventi 4)** 

GENNAIO 1946* (numero eventi 3)** 

GENNAIO 1947* (numero eventi 3)** 

GENNAIO 1948* (numero eventi 1)

GENNAIO 1949* (numero eventi 2)

DECENNIO 1940 – 1949 ( totale eventi nei vari mesi di Gennaio 28)

Decennio con  evento severo e  moderati-forti

 

 

 

 

DECENNIO 1950 – 1959

GENNAIO 1950* (numero eventi 4)** 

GENNAIO 1951* (numero eventi 1)

GENNAIO 1952* (numero eventi 3)

GENNAIO 1953* (numero eventi 3)*

GENNAIO 1954* (numero eventi 3)** 

GENNAIO 1955* (numero eventi 1)

GENNAIO 1956* (numero eventi 2)

GENNAIO 1957* (numero eventi 2)*

GENNAIO 1958* (numero eventi 1)

GENNAIO 1959* (numero eventi 4)*

DECENNIO 1950 – 1959 ( totale eventi nei vari mesi di Gennaio 24)

Decennio con 2 evento severo e 3 moderati-forti

 

 

 

DECENNIO ANNI 1960 – 1969

GENNAIO 1960* (numero eventi 2)**

GENNAIO 1961* (numero eventi 2)*

GENNAIO 1962* (numero eventi 1)**

GENNAIO 1963* (numero eventi 3)** tremendo

GENNAIO 1964* (numero eventi 2)*

GENNAIO 1965* (numero eventi 2)

GENNAIO 1966* (numero eventi 2)*

GENNAIO 1967* (numero eventi 2)*

GENNAIO 1968* (numero eventi 2)

GENNAIO 1969* (numero eventi 1)

DECENNIO 1960 – 1969 ( totale eventi nei vari mesi di Gennaio 19)

Decennio con  evento severo e  moderati-forti

 

 

 

DECENNIO ANNI 1970 – 1979

GENNAIO 1970* (numero eventi 2)

GENNAIO 1971* (numero eventi 1)*

GENNAIO 1972* (numero eventi 1)

GENNAIO 1973* (numero eventi 1)

GENNAIO 1975* (numero eventi 1)

GENNAIO 1976* (numero eventi 2)

GENNAIO 1977* (numero eventi 1)

GENNAIO 1978* (numero eventi 2)

GENNAIO 1979* (numero eventi 2)**

DECENNIO 1970 – 1979 ( totale eventi nei vari mesi di Gennaio 13)

1974 in totale assenza di eventi significativi in Gennaio* ( tot )

Decennio con  evento severo e  moderati-forti

 

 

 

DECENNIO ANNI 1980 – 1989

GENNAIO 1980* (numero eventi 2)*

GENNAIO 1981* (numero eventi 4)**

GENNAIO 1982* (numero eventi 1)

GENNAIO 1983* (numero eventi 1)*

GENNAIO 1984* (numero eventi 3)

GENNAIO 1985* (numero eventi 2)** storico

GENNAIO 1986* (numero eventi 2)

GENNAIO 1987* (numero eventi 3)**

DECENNIO 1980 – 1989 ( totale eventi nei vari mesi di Gennaio 18)

1988 – 1989 in totale assenza di eventi significativi in Gennaio* ( tot 2)

Decennio con 3 eventi severi e 2 moderati-forti

 

 

 

DECENNIO ANNI 1990 – 1999

GENNAIO 1991* (numero eventi 1)

GENNAIO 1992* (numero eventi 1)

GENNAIO 1993* (numero eventi 1)**

GENNAIO 1994* (numero eventi 1)

GENNAIO 1995* (numero eventi 2)

GENNAIO 1996* (numero eventi 1)

GENNAIO 1998* (numero eventi 1)

GENNAIO 1999* (numero eventi 1)**

DECENNIO 1990 – 1999 ( totale eventi nei vari mesi di Gennaio 9)

1990 – 1997 in totale assenza di eventi significativi in Gennaio* ( tot 2)

Decennio con  evento severo e  moderati-forti

 

 

 

 

I “Gennaio” con più ondate fredde dal 2000 in poi:

DECENNIO ANNI 2000 – 2009

GENNAIO 2000* (numero eventi 3)*

GENNAIO 2001* (numero eventi 1)

GENNAIO 2002* (numero eventi 2)*

GENNAIO 2003* (numero eventi 2)

GENNAIO 2004* (numero eventi 3)**

GENNAIO 2005* (numero eventi 2)*

GENNAIO 2006* (numero eventi 2)*

GENNAIO 2007* (numero eventi 1)

GENNAIO 2008* (numero eventi 1)

GENNAIO 2009* (numero eventi 1)

DECENNIO 2000 – 2009 ( totale eventi nei vari mesi di Gennaio 18)

Decennio con 1 evento severo e 4 moderati-forti

 

 

DECENNIO ANNI 2010 – 2019 ( da completare)

GENNAIO 2010* (numero eventi 4)*

GENNAIO 2011* (numero eventi 2)

GENNAIO 2012* (numero eventi 3)

GENNAIO 2013* (numero eventi 3)

GENNAIO 2015* (numero eventi )

GENNAIO 2016* (numero eventi )

GENNAIO 2017* (numero eventi )

GENNAIO 2018* (numero eventi )

GENNAIO 2019* (numero eventi )

DECENNIO 2010 – 2019 ( totale eventi nei vari mesi di Gennaio)

2014 in totale assenza di eventi significativi in Gennaio* ( tot )

Decennio con  evento severo e  moderati-forti

In evidenza

Ecco tutti i Dicembre più freddi dal 1851 al 2014 con le più forti ondate di freddo!

 

__087556___zio.jpg

 

Raccolta delle ondate di freddo nei vari medi di Dicembre durante le ondate di freddo tra moderate – forti o di tipo forte – violento che si sono susseguite dal 1851 al 2014, con resoconto del loro numero nei decenni analizzati grazie alla rianalisi dell’archivio di wetterzentrale.

Per vedere come si comportava tale mese nel passato, 1°mese del trimestre invernale in questione, proviamo a rivedere almeno dalle carte se vi era una maggior frequenza di freddo/gelo nel passato rispetto ai decenni della nostra epoca.

Nell’era del Global Warming proviamo a capire se la questione del riscaldamento globale ha lasciato spazio ad una diminuzione di eventi freddi o viceversa, tralasciando le medie finali mensili, esse non sono prese in considerazione nella ricerca.

La ricerca sarà esclusivamente basata su alcuni punti in questione:

1) Carte analizzate a 500 hpa e 850 hpa;

2) Raccolta dei mesi di Dicembre con maggior numero di eventi più freddi in base alle carte dell’archivio di wetterzentrale;

3) Vengono tralasciati quelli con ondate di freddo deboli e di poca durata;

4) Riassunto e considerazione finale (mancano le rianalisi dal 2015 al 2019 da aggiungere appena verranno introdotte).

5) Gli eventi sono analizzati prendendo aree interessate dalle ondate di freddo e non per forza la totalità della Penisola. Con le asterisco di colore viola gli eventi più intensi tra forti e violenti, con asterisco blu quelli tra moderati e forti.

Si nota come gli ultimi tre decenni del 1800′ e i primi due del 1900′ siano stati con un numero minore di eventi rilevanti, ciò però non toglie che possano essersi manifestate ondate di notevole portata.

Spicca anche che in quasi tutti i decenni analizzati, tranne quello anni 60′ e 90′ decenni più ricchi di ondate fredde, siano presenti da “1 al massimo di 3” Dicembre” senza eventi di freddo rilevanti, mentre fa storia a se il decennio che va dal 1910 al 1919 dove la presenza di “buche di ondate fredde” è addirittura di 7 anni su 10 (record di tutti i decenni).

Fa storia a se il decennio che va dal 1910 al 1919 nel quale è stato il più avaro con ben 7 Dicembre su 10 in assenza di eventi di freddo significativi.

Si hanno 30 mesi di Dicembre in totale senza alcuna ondata di freddo rilevante;

Si hanno 38 eventi di freddo dicembrino forte – violento totali,

Si hanno 49 eventi di freddo tra moderato e forte totali, con i decenni (1870 -1879) ; (1920 -1929) ; (1940 -1949) ; (1970 -1979); (1990 -1999) che ne contengono di più con questi ultimi due decenni che spetta il record con 5 eventi a testa.

Il numero di Dicembre senza eventi sono elencati qui sotto:

(1852) – (1868) – (1872 -1873 -1876) – (1884 – 1886) – (1878) – (1896) – (1901 -1905 -1907) – (1910 – 1911 – 1912 – 1914 – 1915 – 1916 – 1919) – (1920) -(1932 -1934) – (1943 -1949) -(1955 -1959) – (1975) – (1985 -1987) – (2000) 

Eventi forti- violenti ( 1853) – (1860 – 1864 -1867) – (1870 – 1879) – (1885 -1887) – (1890 -1893 -1898 -1899) – (1902) – (1922 -1923 -1925 -1927) – (1931 -1933 – 1939) – (1940 -1941 -1946) – (1957) – (1961 -1962 -1969) – (1973) – (1980 – 1983 -1986 -1988) – (1991 -1992 -1996) – (2001) – (2010 – 2014)

Eventi moderati  – forti  (1851 – 1854) – (1861 -1862 -1863) – (1871 – 1874 -1877 -1878) – (1881 – 1883 -1889) – (1892 – 1897) – (1906 – 1908) – (1917) – (1921 – 1926 – 1928 – 1929) – (1935 – 1937 – 1938) – (1942 – 1944 – 1945 – 1947) – (1953 – 1956) – (1963 – 1967 – 1968) – (1970 – 1971 -1972 – 1976 -1977) – (1981) – (1990 – 1995 – 1997 – 1998 – 1999) – (2003 – 2007 – 2008 – 2009) – (2012) 

Ecco la classifica dai meno proliferi ai più ricchi dei vari decenni:

DECENNIO 1910 – 1919 (totale eventi nei vari mesi di Dicembre 4)

DECENNIO 1880 – 1889 ( totale eventi nei vari mesi di Dicembre 10)

DECENNIO 1900 – 1909 ( totale eventi nei vari mesi di Dicembre 10)

DECENNIO 1920 – 1929 (totale eventi nei vari mesi di Dicembre 12)

DECENNIO 1890 – 1899 ( totale eventi nei vari mesi di Dicembre 13)

DECENNIO 1870 – 1879 ( totale eventi nei vari mesi di Dicembre 14)

DECENNIO 1950 – 1959 (totale eventi nei vari mesi di Dicembre 14)

DECENNIO 1851 – 1859 ( totale eventi nei vari mesi di Dicembre 16)

DECENNIO 1930 – 1939 (totale eventi nei vari mesi di Dicembre 16)

DECENNIO 1940 – 1949 (totale eventi nei vari mesi di Dicembre 16)

DECENNIO 1970 – 1979 (totale eventi nei vari mesi di Dicembre 17)

DECENNIO 2000 – 2009 (totale eventi nei vari mesi di Dicembre 18)

DECENNIO 1980 – 1989 (totale eventi nei vari mesi di Dicembre 19)

DECENNIO 1860 – 1869 ( totale eventi nei vari mesi di Dicembre 20)

DECENNIO 1960 – 1969 (totale eventi nei vari mesi di Dicembre 21)

DECENNIO 1990 – 1999 (totale eventi nei vari mesi di Dicembre 23)

 

 

I “Dicembre” più freddi dal 1851 del 1899′:

DECENNIO 1851 – 1859 (manca il 1850*)

DICEMBRE 1851* (numero eventi 2)*

DICEMBRE 1853* (numero eventi 2)**

DICEMBRE 1854* (numero eventi 3)*

DICEMBRE 1855* (numero eventi 3)

DICEMBRE 1856* (numero eventi 1)

DICEMBRE 1857* (numero eventi 1)

DICEMBRE 1858* (numero eventi 1)

DICEMBRE 1859* (numero eventi 3)*

DECENNIO 1851 – 1859 ( totale eventi nei vari mesi di Dicembre 16)

1852 in totale assenza di eventi significativi in Dicembre* (tot 1)

Decennio con 1 evento severo e 3 moderati-forti

 

 

DECENNIO 1860 – 1869 

DICEMBRE 1860* (numero eventi 2)**

DICEMBRE 1861* (numero eventi 3)*

DICEMBRE 1862* (numero eventi 3)*

DICEMBRE 1863* (numero eventi 3)*

DICEMBRE 1864* (numero eventi 1)**

DICEMBRE 1865* (numero eventi 3)

DICEMBRE 1867* (numero eventi 3)**

DICEMBRE 1869* (numero eventi 2)

DECENNIO 1860 – 1869 ( totale eventi nei vari mesi di Dicembre 20)

1868 in totale assenza di eventi significativi in Dicembre* ( tot 1)

Decennio con 3 eventi severi e 3 moderati-forti

 

 

DECENNIO 1870 – 1879

DICEMBRE 1870* (numero eventi 2)**

DICEMBRE 1871* (numero eventi 4)*

DICEMBRE 1874* (numero eventi 1)*

DICEMBRE 1875* (numero eventi 1)

DICEMBRE 1877* (numero eventi 2)*

DICEMBRE 1878* (numero eventi 1)*

DICEMBRE 1879* (numero eventi 3)**

DECENNIO 1870 – 1879 ( totale eventi nei vari mesi di Dicembre 14)

1872 – 1873 – 1876 in totale assenza di eventi significativi in Dicembre* (tot 3)

Decennio con 2 eventi severi e 4 moderati-forti

 

DECENNIO 1880 – 1889

DICEMBRE 1881* (numero eventi 1)*

DICEMBRE 1882* (numero eventi 1)

DICEMBRE 1883* (numero eventi 2)*

DICEMBRE 1885* (numero eventi 1)**

DICEMBRE 1887* (numero eventi 1)**

DICEMBRE 1889* (numero eventi 4)*

DECENNIO 1880 – 1889 ( totale eventi nei vari mesi di Dicembre 10)

1884 – 1886 – 1888 in totale assenza di eventi significativi in Dicembre* (tot 3)

Decennio con 2 eventi severi e 3 moderati-forti

 

DECENNIO 1890 – 1899

DICEMBRE 1890* (numero eventi 3)**

DICEMBRE 1891* (numero eventi 1)

DICEMBRE 1892* (numero eventi 2)*

DICEMBRE 1893* (numero eventi 1)**

DICEMBRE 1894* (numero eventi 1)

DICEMBRE 1895* (numero eventi 1)

DICEMBRE 1897* (numero eventi 1)*

DICEMBRE 1898* (numero eventi 1)**

DICEMBRE 1899* (numero eventi 2)**

DECENNIO 1890 – 1899 ( totale eventi nei vari mesi di Dicembre 13)

1896 in totale assenza di eventi significativi in Dicembre* (tot 1)

Decennio con 4 eventi severi e 2 moderati-forti

 

 

I Dicembre col numero più elevato di fasi fredde dal 1900 al 1999

DECENNIO 1900 – 1909 

DICEMBRE 1902* (numero eventi 2)**

DICEMBRE 1903* (numero eventi 1)

DICEMBRE 1904* (numero eventi 1)

DICEMBRE 1906* (numero eventi 3)*

DICEMBRE 1908* (numero eventi 2)*

DICEMBRE 1909* (numero eventi 1)

DECENNIO 1900 – 1909 ( totale eventi nei vari mesi di Dicembre 10)

1901 – 1905 – 1907 in totale assenza di eventi significativi in Dicembre* ( tot 3)

Decennio con 1 evento severo e 2 moderati-forti

 

 

DECENNIO 1910 – 1919

DICEMBRE 1913* (numero eventi 2)

DICEMBRE 1917* (numero eventi 2)*

DICEMBRE 1918* (numero eventi 1)

DECENNIO 1910 – 1919 (totale eventi nei vari mesi di Dicembre 4)

DECENNIO CON MINOR NUMERO DI ONDATE DI FREDDO

1910 – 1911 – 1912 – 1914 – 1915 – 1916 – 1919 in totale assenza di eventi significativi in Dicembre* ( tot 7)

Decennio con 1 evento moderato-forte ( il meno propenso alle ondate di freddo in Dicembre)

 

DECENNIO 1920 – 1929

DICEMBRE 1921* (numero eventi 1)*

DICEMBRE 1922* (numero eventi 1)**

DICEMBRE 1923* (numero eventi 2)**

DICEMBRE 1924* (numero eventi 1)

DICEMBRE 1925* (numero eventi 2)**

DICEMBRE 1926* (numero eventi 1)*

DICEMBRE 1927* (numero eventi 1)**

DICEMBRE 1928* (numero eventi 2)*

DICEMBRE 1929* (numero eventi 1)*

DECENNIO 1920 – 1929 (totale eventi nei vari mesi di Dicembre 12)

1920 in totale assenza di eventi significativi in Dicembre* ( tot 1)

Decennio con 4 eventi severi e 4 moderati-forti

 

 

DECENNIO 1930 – 1939

DICEMBRE 1930* (numero eventi 1)

DICEMBRE 1931* (numero eventi 2)**

DICEMBRE 1933* (numero eventi 3)**

DICEMBRE 1935* (numero eventi 2)*

DICEMBRE 1936* (numero eventi 2)

DICEMBRE 1937* (numero eventi 3)*

DICEMBRE 1938* (numero eventi 2)*

DICEMBRE 1939* (numero eventi 1)**

DECENNIO 1930 – 1939 (totale eventi nei vari mesi di Dicembre 16)

1932 – 1934 in totale assenza di eventi significativi in Dicembre* ( tot 2)

Decennio con 3 eventi severi e 3 moderati-forti

 

 

DECENNIO 1940 – 1949

DICEMBRE 1940* (numero eventi 4)**

DICEMBRE 1941* (numero eventi 3)**

DICEMBRE 1942* (numero eventi 1)*

DICEMBRE 1944* (numero eventi 2)*

DICEMBRE 1945* (numero eventi 1)*

DICEMBRE 1946* (numero eventi 2)**

DICEMBRE 1947* (numero eventi 2)*

DICEMBRE 1948* (numero eventi 1)

DECENNIO 1940 – 1949 (totale eventi nei vari mesi di Dicembre 16)

1943 – 1949 in totale assenza di eventi significativi in Dicembre* ( tot 2 )

Decennio con 3 eventi severi e 4 moderati-forti

 

 

 

DECENNIO 1950 – 1959

DICEMBRE 1950* (numero eventi 2)

DICEMBRE 1951* (numero eventi 1)

DICEMBRE 1952* (numero eventi 2)

DICEMBRE 1953* (numero eventi 2)*

DICEMBRE 1954* (numero eventi 3)

DICEMBRE 1956* (numero eventi 2)*

DICEMBRE 1957* (numero eventi 1)**

DICEMBRE 1958* (numero eventi 1)

DECENNIO 1950 – 1959 (totale eventi nei vari mesi di Dicembre 14)

1955 – 1959 in totale assenza di eventi significativi in Dicembre* ( tot 2 )

Decennio con 1 evento severo e 2 moderati-forti

 

 

DECENNIO 1960 – 1969

DICEMBRE 1960* (numero eventi 1)

DICEMBRE 1961* (numero eventi 2)**

DICEMBRE 1962* (numero eventi 3)**

DICEMBRE 1963* (numero eventi 2)*

DICEMBRE 1964* (numero eventi 2)

DICEMBRE 1965* (numero eventi 1)

DICEMBRE 1966* (numero eventi 3)

DICEMBRE 1967* (numero eventi 3)*

DICEMBRE 1968* (numero eventi 2)*

DICEMBRE 1969* (numero eventi 3)**

DECENNIO 1960 – 1969 (totale eventi nei vari mesi di Dicembre 21)

SECONDO DECENNIO CON MAGGIOR NUMERO DI ONDATE FREDDE

Decennio con 3 eventi severi e 3 moderati-forti

 

 

 

DECENNIO 1970 – 1979

DICEMBRE 1970* (numero eventi 2)*

DICEMBRE 1971* (numero eventi 1)*

DICEMBRE 1972* (numero eventi 2)*

DICEMBRE 1973* (numero eventi 3)**

DICEMBRE 1974* (numero eventi 2)

DICEMBRE 1976* (numero eventi 2)*

DICEMBRE 1977* (numero eventi 2)*

DICEMBRE 1978* (numero eventi 2)

DICEMBRE 1979* (numero eventi 1)

DECENNIO 1970 – 1979 (totale eventi nei vari mesi di Dicembre 17)

1975 in totale assenza di eventi significativi in Dicembre* ( tot 1 )

Decennio con 1 evento severo e 5 moderati-forti

 

 

 

DECENNIO 1980 – 1989

DICEMBRE 1980* (numero eventi 4)**

DICEMBRE 1981* (numero eventi 4)*

DICEMBRE 1982* (numero eventi 3)

DICEMBRE 1983* (numero eventi 2)**

DICEMBRE 1984* (numero eventi 2)

DICEMBRE 1986* (numero eventi 1)**

DICEMBRE 1988* (numero eventi 2)**

DICEMBRE 1989* (numero eventi 1)

DECENNIO 1980 – 1989 (totale eventi nei vari mesi di Dicembre 19)

1985 – 1987 in totale assenza di eventi significativi in Dicembre* ( tot 2 )

Decennio con 4 eventi severi e 1 moderato-forte

 

 

 

DECENNIO 1990 – 1999

DICEMBRE 1990* (numero eventi 3)*

DICEMBRE 1991* (numero eventi 4)**

DICEMBRE 1992* (numero eventi 1)**

DICEMBRE 1993* (numero eventi 1)

DICEMBRE 1994* (numero eventi 2)

DICEMBRE 1995* (numero eventi 2)*

DICEMBRE 1996* (numero eventi 1)**

DICEMBRE 1997* (numero eventi 2)*

DICEMBRE 1998* (numero eventi 3)*

DICEMBRE 1999* (numero eventi 4)*

DECENNIO 1990 – 1999 (totale eventi nei vari mesi di Dicembre 23)

DECENNIO CON IL MAGGIOR NUMERO DI ONDATE FREDDE

Decennio con 3 eventi severi e 5 moderati-forti

 

 

I “Dicembre” con più ondate fredde dal 2000 in poi:

DECENNIO ANNI 2000 – 2009

DICEMBRE 2001* (numero eventi 4)**

DICEMBRE 2002* (numero eventi 2)

DICEMBRE 2003* (numero eventi 3)*

DICEMBRE 2004* (numero eventi 2)

DICEMBRE 2005* (numero eventi 3)

DICEMBRE 2006* (numero eventi 1)

DICEMBRE 2007* (numero eventi 1)*

DICEMBRE 2008* (numero eventi 1)*

DICEMBRE 2009* (numero eventi 1)*

DECENNIO 2000 – 2009 (totale eventi nei vari mesi di Dicembre 18)

2000 in totale assenza di eventi significativi in Dicembre* ( tot 1 )

Decennio con 1 evento severo e 4 moderati-forti

 

 

DECENNIO ANNI 2010 – 2019 ( da completare)

DICEMBRE 2010* (numero eventi 4)**

DICEMBRE 2011* (numero eventi 2)

DICEMBRE 2012* (numero eventi 3)*

DICEMBRE 2014* (numero eventi 1)**

DICEMBRE 2015* (numero eventi )

DICEMBRE 2016* (numero eventi )

DICEMBRE 2017* (numero eventi )

DICEMBRE 2018* (numero eventi )

DECENNIO 2010 – 2019 (totale eventi nei vari mesi di Dicembre )

2013 in totale assenza di eventi significativi in Dicembre*

Decennio con 2 eventi severi e 1 moderati-forti

In evidenza

Venti molto forti da stasera, ionica sicula a rischio!

image.jpg

 

Il tempo per oggi sarà pressochè ventoso ovunque, ma si segnala un’allerta vento per possibili raffiche molto forti nel versante ionico della Sicilia, specie nel versante ionico messinese.

Venti a raffiche che ridiscenderanno dai Peloritani, incanalandosi nelle vallate e acquisendo velocità, con raffiche capaci di oltrepassare la soglia d’attenzione e produrre anche danni.

Si stima che possano esserci raffiche attorno ai 90-100 km/h, se non di più nei tratti esposti, con pericolo di caduta di alberi marci, rami e cartelloni pubblicitari.

L’avviso riguarda le ore serali e le prime ore dell’alba di domani mattina presto, quando l’intera fascia ionica sarà preda di venti con raffiche di forte burrasca a componente nord/occidentale.

Si raccomanda prudenza lungo i viadotti autostradali e all’uscita delle gallerie, non sostare vicino ad alberi o cartelloni o oggetti pericolanti in genere,ed evitare di mettersi in viaggio durante l’apice della burrasca tra la serata e le prime ore di domani mattina presto.

In evidenza

Oggi pausa ma da domani torna il maltempo nel nord Sicilia, neve a quote medie!

16112909_1004188196379718_6169498748133709194_o

 

L’Autunno sta facendo la voce grossa quest’anno, con molti episodi di maltempo anche estremo, dove ieri gli ennesimi tornado hanno nuovamente lasciato una scia di distruzione la dove hanno colpito tra Calabria (crotonese) e salento.

Ma l’andamento meteo sotto l’aspetto termico è stato quasi sempre in un contesto autunnale e quasi mai invernale, dove l’enorme carburante è dissipato pian piano anche a causa dell’elevata umidità in loco e mari ancora relativamente miti.

La fascia più interessate per ora è stata quella del versante ionico e meridionale dell’isola esposte ai flussi umidissimi meridionali a farla da padrone, mentre quella del versante tirrenico ha ricevuto meno razioni di pioggia.

rh700z1_web_49

Lo scenario però sembra mutare da domani, invertendo la fascia di territorio, ma non cambiandone il succo del discorso in ambito pluviometrico, dove la zona tirrenica sicula maggiormente esposta alle abbondanti piogge e stavolta anche a un consistente calo termico.

Entrerà infatti un debole afflusso artico marittimo che incentiverà forti contrasti termici in loco, producendo il classico fenomeno del “Tirreno Effect“, il quale soprattutto dalla seconda parte di domani ammasserà carichi pluviometrici nel nord sicilia.

Trapanese, ma soprattutto fascia tirrenica, tra Madonie nel palermitano, Nebrodi, Peloritani nel messinese e Etna versante esposto a Nord riceveranno ottime razioni di pioggia e anche delle prime nevicate a quote sopra i 1500-1600 mt di altezza con accumuli.

Temperature in calo su valori invernali dalla serata di domani e per almeno 48 ore, seppur temporaneo, con miglioramento del tempo netto dalla seconda parte del 28 mercoledì su buona parte dell’area tirrenica.

In evidenza

L’Inverno ha bussato i primi colpi, adesso si prenderà una pausa, ma..

94fea5f1-8ae1-4f61-82d5-a792408c906f

 

L’andamento invernale al momento resta un po sottotono a causa del ricompattamento fisiologico del Vortice Polare, il quale come da ipotesi del sottoscritto giorni a dietro, si sta manifestando anche attraverso la prospettiva di risalita della nao, dopo il picco negativo avutosi in questi giorni.

Le momentanee invernate che si manifestano (a strappi), relegate soprattutto nelle aree adriatiche centro-settentrionali e del Nord Italia saranno dunque sostituite entro l’inizio dicembrino da una pausa fisiologica derivata appunto dalla ritrovata forza del VP.

Entro fine mese ci aspettiamo qualche altro impulso artico debole e veloce soprattutto al Nord e del centro-nord adriatico, meridione e isole saranno  invece meno esposte con un clima più temperato.

Il tutto però condito da una prospettiva di certo non noiosa e possibilmente dinamica quando la trottola perderà la sua forza, tralasciando probabilmente entro la seconda parte stagionale il suo carico di neve e freddo/gelo a spasso per il Continente europeo.

Sarà una possibilità da non sottovalutare, per ora solo in ottica a macro area continentale, proprio per alcune conseguenze che si incastreranno a livello di indici teleconnettivi, inoltre, vi è pure la considerazione statistica che vede avanzare la stagione invernale soprattutto tra Gennaio e Febbraio.

Ma al momento non possiamo sbilanciarci neppure su Dicembre, mese che sulla carta sarebbe visto come un mese di transizione, dove nella sua prima parte trascorrerebbe senza grossi scossoni in termini di ondate di freddo/gelo a livello europeo.

Mentre andando a sbirciare qualche carta inerente all’andamento dei flussi zonali, essa proporrebbe un vistoso calo di essi nel 1°mese invernale, con la conseguente frenata delle correnti atlantiche e svuotamento possibile della trottola polare.

Così facendo, manderebbe segnali di un suo imminente rilascio freddo verso le medio/basse latitudini europee (ao – ;nao –) , proprio il processo inverso che avviene quando essa gira a mille in presenza di un andamento medio in condizione di ao e nao positive.

Con tale prospettive, ricordando a tutti che sono basate su andamento a larga scala e non ai fini previsionali locali, si può dedurre come ci siano possibilità del ritorno in grande stile da parte del Generale Inverno entro la sua parte centro-finale di stagione.

Andare ad individuare i tempi precisi è molto arduo e si correrebbe il rischio di emanare date che non hanno nulla di scientifico, ricordando poi che a livello orticellistico (Italia), le cose devono incastrarsi con tanti tasselli messi al posto e al momento giusto, per far si che un evento di freddo/gelo nevoso possa manifestarsi.

NB. A livello statistico l’Inverno da il meglio di se in molte stagioni analizzate del passato, soprattutto nella sua seconda metà, tra Gennaio e Febbraio e spesso anche prima settimana di Marzo, dove il Vortice Polare in media appare più debole.

Da considerare anche i possibili riscaldamenti stratosferici, altri importanti fattori che possono disturbarlo e conseguentemente propendere all’instaurazione di alte pressioni polari o in area scandinava (Scand +) o se supportati anche da quello termico in sede russo/siberiana (il ribattezzato Orso).

Come vedete subentrano delle reazioni a catena, piccoli tasselli che compongono il puzzle invernale, dove per le sorti italiane dovranno coincidere diversi fattori, per far si che il corso stagionale possa manifestare la sua piena regolarità e perchè no, anche con casi di eccezionalità (ricordando i più importanti degli ultimi anni, con forti ondate di freddo stile 2012 – 2014 – 2017).

In evidenza

ATTENZIONE a domenica 18: Sicilia e Calabria ioniche a rischio piogge intense e mareggiate di FORTE ENTITA’!

hprusso18nov2018

 

Attendiamo conferme per i dettagli ma i modelli sembrano orientarsi verso una situazione che deporrebbe a favore di un’ulteriore intensa fase di maltempo, stavolta ad opera “indiretta” ma riconducibile al posizionamento dell’anticiclone Russo.

Si propri lui, con la sua posizione, costringerà alle masse d’aria d’estrazione continentale a riversarsi verso le nostre lande italiane, accompagnato dalle forti burrasche da est, soprattutto lungo i settori ionici.

Così facendo, la sua predisposizione bloccherebbe un vortice afro/mediterraneo che intanto prenderebbe corpo nella giornata di sabato 17, inasprendo così un vistoso gradiente barico orizzontale in prossimità delle nostre estreme Regioni meridionali.

La confluenza tra l’aria più secca in entrata dai bassi Balcani, dall’area ellenica, confluendo con quella più umida in arrivo da Ovest tenderebbe a innescare un blando minimo in quota e successivamente approfondendone anche uno al suolo.

La simulazione numerica al momento in media modellistica propenderebbe per un suo posizionamento circa l’area che va attorno al Canale di Sicilia a quella ionica, area che verrà depressa entro domenica 18.

In questo settore si svilupperebbe un minimo non troppo profondo (stime sui 1008-1004hpa), ma capace di complicare la situazione per le zone ioniche sicule e calabre nel prossimo week-end.

Intanto il gradiente tra comparto ellenico e comparto ionico greco tenderà ad accrescere, infittendo le isobare già dalla serata di venerdì 16, allorquando le prime burrasche tenderanno a comparire davanti alla costa ionica sicula in aperto mare.

Sarà solo l’antipasto di ciò che potrebbe manifestarsi nella giornata seguente, soprattutto nella seconda parte di sabato e le prime ore dell’alba domenicali, giornate che saranno a rischio maltempo nei settori ionici di Calabria e Sicilia.

gonio

Il gradiente ionico tenderebbe ad infittire sensibilmente le isobare, dove tra comparto ellenico, settore ionico tutto e fin verso le vicine coste ioniche sicule e calabre si svilupperebbe un  grosso moto ondoso capace di arrecarvi delle possenti mareggiate da levante e grecale.

L’inasprimento del gradiente suddetto produrrà inoltre forti burrasche che oltrepasserebbero la soglia d’attenzione, spirando con veemenza soprattutto in mare aperto, ma la cosa che desta apprensione è che quest’ultime si possano sviluppare proprio vicino e davanti il settore siculo ionico e calabro.

Raffiche oltre i 90-100 km/h in aperto Ionio dal 1° e 2°  quadrante faranno innalzare un  sostenuto moto ondoso con un’estensione del tratto di mare molto ampio sotto un’ampia burrasca da E-SE in aperto Ionio e da E-NE sotto costa.

Ed ecco che prenderebbe corpo una grossa mareggiata da est, dove i presupposti ad oggi in base alle uscite dei modelli fisico matematici come quello tedesco ICON o americano GFS propenderebbero per una “forte mareggiata”!

ventigfswindy18nov2018

La cosa che preme sottolineare sarà anche l’ampio tratto di mare interessato dalla forte burrasca, (fetch) che indica la superficie di mare aperto su cui spira il vento con direzione e intensità costante ed entro cui avviene la generazione del moto ondoso.

Il termine fetch viene utilizzato in geografia, meteorologia, nelle costruzioni marittime ed è generalmente associato con l’erosione costiera, la quale potrebbe essere sui livelli massimi domenica lungo tutto il settore messinese specialmente, area a rischio forti mareggiate soprattutto tra Galati e fin verso il taorminese.

Seguiremo la situazione e confermeremo o meno tale sinottica soprattutto alla luce della differente collocazione del minimo al suolo dal quale dipenderanno i fenomeni intensi, sia in ambito meteo-marino che da quello pluviometrico, dove alcune zone rischiano nubifragi e rischi di natura idro-geologica.

 

In evidenza

I modelli fiutano il primo freddo stagionale, occhio all’interazione tra correnti da est e quelle mediterranee.

FREDDO2DECNOV2018

 

Lo scenario che si potrebbe impiantare, forse temporaneamente,  in attesa di un sensibile rinforzo del Vortice Polare e quindi alla conseguente poca ondulazione del Getto, vede i primi freddi in possibile scivolamento lungo i bordi orientali dell’Anticiclone.

La meta preferenziale sarebbe il comparto balcanico, attraverso un canale che vedrebbe scivolare masse d’aria artico-continentale da Nord/Est, per poi piegare più da ENe in direzione delle nostre lande adriatiche.

Difficile ad oggi capire con che modalità esse potrebbero penetrare nelle nostre Regioni, se in parte o interessate direttamente dall’azione fredda, per altro non troppo rigida alle varie quote, stante la mancanza di un grosso serbatoio di freddo russo.

Di certo c’è un cambio di pattern barico, seppur temporaneo, che a discapito di quello che fin’ora è avvenuto a livello sinottico mediterraneo si comporterebbe diversamente ma con finalità non dissimili dalle ultime settimane.

700_FO63451322_887c3da1b35e8a855895dfc81c58089bhpblocc.jpg
Il blocco anticiclonico che ha contribuito nelle scorse settimane alle grandi alluvioni nel Mediterraneo centrale e nostro Paese, con la prima parte autunnale piovosa e molto piovosa in alcune Regioni italiane

Fino ad ora infatti abbiamo avuto un forte blocco altopressorio a est che ha impedito alle correnti atlantiche di penetrare verso levante, bloccandosi in loco e dissipandone l’energia su molte Regioni italiane e del comparto mediterraneo centrale, con episodi alluvionali e purtroppo con una lunga scia di tragedie.

Mentre il prossimo imminente futuro vedrà lo spostamento dell’anticiclone che dall’area mediterranea (dov’è in atto una momentanea pausa stabilizzante), si piazzerà in sede scandinava, contribuendo all’intrusione di masse d’aria artico-continentale in possibile confluenza con quelle mediterranee.

Da notare come da quanto detto ne nascano diverse soluzioni, contemplate dai run pertubati modellistici i quali mettono in risalto soluzioni d’entrata del primo freddo in maniera diversa, con il modello americano che vede l’entrata del primo freddo più alta e quella inglese più bassa.

Con tale discordanza si potrebbero realizzare diversi andamenti meteorologici, con il primo modello che vedrebbe scivolare il freddo più verso il centro/nord, mentre il secondo più verso il centro-sud, con target adriatico comunque in pole per l’azione diretta da est.

Ma non è tutto, con tale dinamica evolutiva, tutto quello che ne deriverebbe potrebbe altresì complicare la situazione in area mediterranea con la formazione di depressioni a carattere freddo, per l’interazione tra le correnti fredde balcaniche e quelle più miti mediterranee.

Sarebbe dunque da attenzionare un’ondata di maltempo con il possibile coinvolgimento di alcune delle nostre Regioni, specie quelle dell’area ionica, in contemporanea con l’avanzare verso levante di correnti più temperate oceaniche.

Lo scontro potrebbe avvenire in prossimità dei mari più meridionali, difficile se non impossibile ad oggi dire dove esattamente, ma se fosse confermata tale dinamica, di certo il maltempo tornerebbe a far visita le aree recentemente colpite da grossi quantitativi pluviometrici (Sicilia – Calabria) specie ioniche.

Ai prossimi aggiornamenti.

In evidenza

SPECIALE MESSINESE: Ondata di piogge intense in arrivo domenica!

meteostretto

 

Si contano i danni in Sicilia a causa dell’ennesima forte pertubazione che ha causato nella giornata odierna ulteriori stati di criticità, con nuovi apporti pluviometrici localmente molto abbondanti.

Anche il messinese nei suoi rilievi peloritani ha avuto la sua dose di piogge intense localizzati tra Antillo e Francavilla, con cumulate rispettivamente di 100 e 123 mm/mtq e purtroppo siamo solo all’inizio.

Già, come se non bastasse, l’ondata piovosa è destinata ad interessare il settore messinese tutto, sia tirrenico che ionico e parzialmente anche parte della Città, soprattutto il versante centro-sud.

Tra stasera e domani mattina ci saranno delle pause precipitative, ma sarà solo una pura illusione, perchè dal pomeriggio-sera la nuvolosità tenderà ad addensarsi sui rispettivi rilievi peloritani orientali, segno inequivocabile dell’imminente peggioramento.

Intanto qualche fenomeno da stau sarà pur sempre presente tra i rilievi etnei e peloritani bassi, esclusivamente a monte,anche in presenza di aria più secca in quota, ma sarà dalla tarda sera che un sistema temporalesco da Sud tenderà ad abbordare le coste sicule.

Esso proseguirà la sua marcia verso Nord, dove in quota ci attendiamo un flusso a 500hpa attorno SSE e da Sud netto, mentre ai bassi strati correnti sciroccali molto ricche di umidità, sinonimo di acqua precipitabile su valori a fondoscala.

Si instaurerebbe così una rischiosa linea di confluenza venti, con convergenza ai bassi strati pronta ad arrecare degli stati di criticità per il messinese, il quale, dalla tarda nottata ed alba domenicale rischia di esser sotto scacco a quella che potrebbe esser l’ennesima “onda pluviometrica” stagionale.

70344ade-5274-429e-9358-ad9e238e4e5fhhhh

Rovesci, temporali e locali nubifragi con massimi rain/rate durante l’apice del maltempo rischiano purtroppo di esser presenti la dove è già caduta tantissima acqua in queste settimane, con rischio idro-geologico nel vulnerabile territorio messinese.

La massima espressione di questa cattiva ondata temporalesca potrebbe essere all’incirca tra le prime ore dell’alba e la prima mattinata domenicale, allorquando tra basso ed alto messinese ionico potrebbe piovere parecchio.

Particolarmente colpite risulterebbero dalle analisi modellistiche e devi vari parametri analizzati, i quartieri della zona Sud Città e del comparto alto ionico (aree alluvionate), con temporali e nubifragi localmente a carattere semi-stazionario ( in poche ore potrebbe cadere una grossa quantità d’acqua).

Difficile fare stime precipitative, ma non si escludono picchi maggiori di 100 litri/mtq e forse cifre localmente maggiori a monte, lungo le aree montane e alto collinari della riviera sud, tali da cagionare piene repentine dei piccoli corsi d’acqua e ulteriori frane o smottamenti.

NB. Non escluso il fenomeno Alcantara-Agrò, con messinese tirrenico possibilmente preso anche da locali manifestazioni temporalesche intense! (come al solito sarà l’ausilio del radar e satellite in sede di nowcasting a farci capire se il fenomeno potrà manifestarsi).

 

In evidenza

Maltempo alluvionale in Sicilia fino a domenica, rischio elevato nubifragi persistenti!

189739_1744355502295_1640994062_1691197_2480292_n1
Ecco la possibile evoluzione domenicale con la temibile V-Shaped temporalesca pronta a colpire la Sicilia, in particolare tutto il settore centro-orientale

 

La situazione in queste ore sta assumendo caratteristiche alluvionali, ed infatti nelle zone sud/occidentali isolane tra le zone di Sciacca, Agrigento, Caltanissetta (dove sono caduti su quest’ultima circa 70 mm fin’ora) e parte del trapanese meridionale sono in atto forti piogge con fronte piovoso semi-stazionario.

Il corpo nuvoloso dalla forma classica a v, (V-shaped) sta attanagliando l’area da ore, con nubifragi che probabilmente interesseranno quell’area sicula fin verso tutta la giornata di domani.

Pur con le fisiologiche pause nel corso della giornata odierna e parte di quella di domani, raccomandiamo massima prudenza negli spostamenti, non sostando vicino a corsi e fiumare, proprio perchè la lentezza del fronte sarà tale da poter causare stati di criticità idro-geologica, per altro già in atto.

Le condizioni peggioreranno nelle medesime aree fino a domani, aggravando cosi la situazione e dove alla fine potrebbero registrarsi accumuli localmente ingenti, il tutto in un contesto autunnale mite e sotto venti di scirocco.

Ma se da un lato, nel settore centro-occidentale la situazione rimarrà simile fino  sabato, la situazione nel settore centro-orientale tenderà ad essere improntata a una variabilità con nubi e locali piogge da stau lungo l’area etneo-peloritana.

Tutto questo scenario rimarrà pressochè invariato fin verso buona parte di domani, mentre lentamente, arcuandosi, il fronte freddo tenderà a procedere lentamente verso ENe dalla tarda serata di domani.

La maturità della depressione afro-mediterranea, ormai evoluta come cut-off (goccia fredda in quota) tra comparto tunisino/algerino, approfondirà un blando minimo al suolo che tenderà ad approssimarsi ad sud/ovest della Sicilia tra domani sera e la notte successiva.

rh700z1_web_20

Codesto evolverà verso la Sardegna nella prima parte della mattinata di domenica, arcuando un “cattivo” fronte freddo che procedendo verso Ene, ingloberà tutta la Sicilia, cagionando una severa ondata di maltempo nella mattinata festiva.

L’isola rischia così il colpo di grazia, la dove le piogge sono state molto abbondanti in queste ultime settimane, con l’aggravante orografica che esalterà la fenomenologia, cagionando probabili stati di criticità idro-geologica su vaste aree.

I fenomeni anche a sfondo temporalesco, si estenderanno anche al settore orientale, aree che tra oggi e parte di domani saranno estranee al maltempo più intenso, risultando particolarmente intensi tra comparto etneo-peloritano.

Vista la lentezza del fronte, probabile “V-Shaped a lenta evoluzione“, la mattinata domenicale rischia di far parlar di se lungo l’area peloritana e etneo orientale, dove a monte e localmente sulle coste potrebbero verificarsi piogge copiose anche con elevati rain/rate.

Purtroppo è alto il rischio nubifragi/flash flooding (alluvioni lampo), con corsi d’acqua a rischio piene repentine, dove parte di essi risultano già “stressati” dall’onda pluviometrica peloritana avvenuta guarda caso proprio domenica scorsa.

Alla fine dell’evento potrebbero anche qui verificarsi stati di criticità elevati, con accumuli localmente ingenti anche in poche ore, presumibilmente in appena 6-8 ore di piogge, sotto la spinta di venti sciroccali molto umidi.

In evidenza

Estofex lancia l’allerta di grado 2: rischio nubifragi, ecco dove!

europameridPRIMINOV2018

 

Una pausa per rifiatare, lo avevamo preannunciato, ed il tempo tende nuovamente a instabilizzarsi con l’arrivo di un’altro impulso instabile da SSw, il quale risalendo verso la nostra Penisola interesserà direttamente parte delle nostre Regioni.

Anche la Sicilia verrà a risentirne, con effetti che vedremo e che cercherò di illustrarvi anche con delle carte, le quali parlano di altro maltempo, temporali, piogge e possibili nubifragi con rischio idrogeologico che continua.

Il fronte caldo nelle ultime immagini satellitari lo ritroviamo a Sud/Ovest della Sicilia, dove dalla bassa Tunisia tende a risalire verso Ne e tenderà a inglobare la nostra isola soprattutto dalla seconda parte della giornata.

z12t_001

Ma il grosso tenderà a procedere con lentezza, rendendo il tempo molto instabile soprattutto nella giornata di domani 1°Novembre, allorquando, piogge, rovesci e temporali saranno in agguato in molte aree.

Particolarmente colpite le zone meridionali e centro-orientali, dove localmente non si escludono locali stati di criticità idrogeologica a causa di possibili nubifragi, i quali non possono esser esclusi tra stasera tardi e fin verso la prima mattinata di domani anche nel settore occidentale dell’isola.

A seguire il tempo tenderà gradualmente a divenire molto variabile ad est e molto instabile nella parte occidentale, dove presumibilmente (da confermare), tra 2 e 3 Novembre e parte della giornata del 4 i fenomeni tenderanno a interessare l’estremo settore del trapanese e forse il palermitano.

Il resto dell’isola sarà invece in attesa, anche se non mancherebbero addensamenti sparsi a est a causa del fenomeno dello stau, specie sui rilievi con piogge locali tra comparto etneo e peloritano basso, prima di un peggioramento più organizzato nella seconda parte del 4 Novembre.

snsinsisn

NB. A causa dell’elevata energia in loco estofex ha emanato un’allerta di secondo livello su una scala di 3, dove vi allego il succo principale dell’allerta, la quale recita così:

A level 2 was issued across Corsica, Sardegna, parts of Sicily and the Tyrrhenian Sea mainly for large hail, severe wind gusts and excessive rain. A few tornadoes are also possible.

Ai prossimi aggiornamenti!


	
In evidenza

Autunno “alluvionale”, ancora una piccola pausa ma da domani peggiora fortemente per giorni!

EUROPE_JETSTREAM_60

 

Si fa la conta dei danni e purtroppo delle vittime a causa della fortissima ondata di maltempo di ieri, dove stando alle ultime cifre, sono circa una decina a causa del fortissimo vento di Ostro e Scirocco che ha spazzato molte aree italiane.

Una delle più forti depressioni mai registrata in Italia negli ultimi anni, le stime precise ed elementi tecnici verranno successivamente studiati in maniera da poterla catalogare nel miglior dei modi.

Ma già le prime impressioni sono quelle di una depressione extra tropicale dalle caratteristiche esplosive, per via del crollo barico avvenuto in poche ore con pressione scesa fin sotto i 980hpa.

Tutto questo enorme gradiente barico orizzontale venutosi a creare tra comparto tirrenico e area balcanica, la dove c’è in atto un’alta pressione di blocco, ha causato la forte burrasca con picchi di tempesta nel nostro Paese.

Interessato maggiormente il settore del medio-alto tirreno e i mari attorno alla Sardegna occidentale e del medio-alto settore adriatico, con mareggiate e venti devastanti, non a caso si sono viste immagini e video disastrosi come Terracina nel Lazio, con numerosi alberi rasi al suolo e la morte di persone.

La depressione poi invece di virare verso levante, ha piegato verso Nord e stamane la ritroviamo insolitamente ancora ben attiva nel NE della Francia e tenderà ad esser inglobata dal flusso atlantico.

iconeu_it1-25-120-0
Modelli ICON tedesco che vede altre piogge severe in Italia nei primi di Novembre, specie aree tirreniche

Gli avvisi e le allerte erano state emanate giustamente a larga scala nazionale, proprio a causa dei venti furiosi, possibili piogge di eccezionale rilevanza e di tornado, purtroppo il bollettino di guerra e la conta dei danni sono in continuo aggiornamento e la situazione rimane ad alto rischio nei prossimi giorni.

Se da un lato il peggio per venti e mari è alle spalle, di certo non si può dire per l’ambito pluviometrico, quello continuerà ad esser il sorvegliato speciale, data la continua evoluzione ad una situazione di blocco che si è venuta a creare con certe dinamiche.

A partire dalla giornata di domani 31 Ottobre e fin verso i primi giorni del mese di Novembre, rimane alto il rischio di sinottiche sfavorevoli per il nostro Paese, con altre passate piovose da monitorare.

Un’altra complicanza mediterranea verrà a crearsi tra il 31 pomeriggio e i giorni successivi, con un canale depressionario che come una lama tenderà a tagliare il Mediterraneo centrale sprofondando nella catena dell’Atlante algerino, condito da un getto in quota a complicarne il tutto (warm conveyor belt).

 

Tale situazione non deporrà certo per un riassorbimento delle anomalie pluviometriche italiane, specie se coadiuvata alla contrapposizione di un regime di alta pressione situato nel settore balcanico, il quale aggraverà la condizione.

Infatti ogni qual volta che un alta pressione è situata in quel settore, gli ammassi nuvolosi che normalmente nel nostro emisfero scorrono da Ovest verso est, non riescono a evolvere verso levante con i loro carichi di piogge, stazionando in loco per giorni e arrecando situazione alluvionali.

Sarà questo lo scenario che probabilmente a tratti e con vari steps si verrà a creare ancora una volta tra i primi di Novembre, specie per le aree occidentali italiane, tra le quali anche in parte i settori delle isole maggiori.

Ci auguriamo che la situazione possa sbloccarsi, l’Autunno è partito in modo cattivo e siamo solo a fine Ottobre e già si contano quasi una ventina di eventi alluvionali in area mediterranea ed il futuro imminente di certo non sarà roseo.

Ai prossimi aggiornamenti.

In evidenza

SPECIALE MESSINESE: In arrivo la 1^burrasca di scirocco, rischio mareggiate nella ionica e Stretto!

sicilia_MGzoomventi.jpg

 

 

Dopo il maltempo dei giorni scorsi, il tempo meteorologico tenderà a presentarsi calmo nei prossimi due giorni, con clima fresco e scarsamente ventilato, ma sarà solo un’effimera pausa.

Infatti, dalla serata di sabato 27 sua maestà re dello Stretto, il vento di scirocco, tenderà a presentarsi in riva alle due sponde tra Reggio Calabria e Messina, rinforzando gradualmente nel settore più a nord di Scilla e Cariddi.

Il cambio di scenario apparirà ancor più netto dalla giornata di domenica 28, allorquando, la componente tra Ostro e Scirocco si farà al quanto intensa e oltrepassando la soglia d’attenzione specie nelle zone più a nord della Città e settore tirrenico.

Aree che per effetto “Venturi” (Stretto) che per effetto “caduta” dai Peloritani, tenderà a rinforzare fino a oltrepassare la soglia dei 100-120 km/h, 70-80 km/h nelle zone del centro cittadino e oltre i 50 km/h fino alle zone sud.

In mare le raffiche potranno lambire i 70-80 km/h, ma questa soglia potrebbe pur esser sorpassata qualora il già fitto gradiente barico orizzontale si infittisse ancor di più per un ulteriore approfondimento pressorio.

Questo però si valuterà nei prossimi giorni a poche ore dall’evento, negli ultimi run modellistici e soprattutto sulle simulazioni dei lamma, che a differenza del parametro piogge, quello sullo stato eolico/marino può esser molto più preciso conoscendo i reali stati e divari di pressione tra i vari punti.

Si costruirà infatti un gradiente abbastanza intenso tra il mar delle Baleari e il comparto balcanico, maggior sarà la caduta pressoria e maggior intensità inoltre avranno i venti e il conseguente moto ondoso.

Al momento possiamo partire con una base che rasenta la soglia d’attenzione per le aree vulnerabili ( Tremestieri – Galati), dove soprattutto lunedì 29 ci attendiamo la massima espressione del moto ondoso, con marosi che al momento appaiono in uno stato tra agitato e localmente molto agitato (forza 5 loc. 6 con ondate tra i 3.5 mt – 4.5 mt).

Quindi possiamo ben dedurre che i danni potrebbero esser ingenti qualora la struttura depressionaria si approfondisse maggiormente, inasprendo il gradiente barico orizzontale, dove inoltre potrebbe sommarsi lo stato lunare ad esacerbare il tutto.

Infatti saremmo in presenza di una fase lunare poco sotto quella piena (il 29 lunedì sarà al 79% visibile), quindi in presenza di correnti tese lungo l’area dell o Stretto e dell’alto versante ionico.

Infatti la rema “ascendente” andando contraria al moto ondoso, nelle sue fasi, potrebbe far accrescere ulteriormente lo stato del moto ondoso già presente, dove per qualche ora potremmo assistere a marosi pure più alti, capaci di arrecare non pochi disagi in quelle zone.

Probabilmente Tremestieri potrebbe essere a rischio chiusura, ma questo lo si vedrà lunedì 29, mentre Galati rischia di esser presa di mira da un’altra forte erosione costiera, anche questo lo si capirà meglio quando i lamma tenderanno a orientarsi sui vari parametri che riguardano pressione ed andamento eolico conseguente.

Nei prossimi giorni parleremo pure del capitolo piogge, perchè anche queste non saranno di secondo piano, dovendo esser monitorate attentamente appena si avrà il riscontro modellistico ideale da poter consentire di formulare una più corretta previsione.

Ai prossimi aggiornamenti!

 

In evidenza

ACUTO MALTEMPO in arrivo, rischio pesanti alluvioni dal week-end in alcune zone!

italya2830ott2018

 

 

Il Mediterraneo centro/occidentale si prepara a un nuovo assalto del maltempo, quello dal suo volto “cattivo” per intenderci, dove la pioggia che normalmente cade in un mese potrebbe precipitare al suolo in pochissime ore cagionando danni e rischi elevatissimi per il nostro fragile territorio.

Mentre vi scrivo però si sta riscrivendo parte della storia meteorologica nel Nord Italia, dove un Fhoen infuocato si sta materializzando sotto gli occhi di tanti cittadini, specie in Lombardia dove si stanno registrando picchi incredibili da oltre 30-31°C come da pieno Luglio.

Ma tutto questo sarà solo un’illusione, anzi, visto che molte zone sono alle prese con scarsità di piogge serie, tranne casi isolati in Liguria dove localmente è piovuto anche molto, ma purtroppo sempre a carattere di nubifragi con danni.

Come detto sarà solo temporaneo tutto ciò e dal prossimo week-end, con fenomeni in arrivo già da venerdì, la situazione andrà a decadere in modo a dir poco notevole per l’inserimento di una massa d’aria artica nel settore mediterraneo centro-occidentale.

Essa avrà merito, o demerito a secondo dei punti di vista, di sospingere masse d’aria meridionali ricchissime d’umidità, pescando il contributo di una “plume” che partirà dai mari più a sud del Mediterraneo.

L’aria si caricherà di umidità e dal suo percorso procederà addirittura dal Golfo della Sirte mar libico verso Nord, attraverso un canale preferenziale fin verso l’area ionica, tirrenica e spingendo il suo flusso fino ad arrivare alle zone Alpine.

Tale percorso se poi ci aggiungiamo un forte blocco di alta pressione a levante, sulla vicina area balcanica, è sinonimo di “grandi piogge” sullo Stivale, dove purtroppo il passato insegna anche di danni e tragedie.

La massa d’aria fredda con il suo maggior apporto alle varie quote si posizionerà tra la Spagna e la Francia, fin ad arrivare attenuata nell’area marocchina, dove su tutte queste zone la neve cadrà a quote progressivamente più basse.

Ed ecco che per causa orografica e per forti contrasti che ne deriveranno, l’Italia si troverà nel ramo ascendente della saccatura colma di aria artico marittima, li dove avvengono i maggiori fenomeni piovosi.

Con tale dinamica, spesso nel passato si sono registrati severi peggioramenti di stampo prettamente autunnale, dove per giorni nascevano le condizioni ideali per la genesi di grossi ammassi nuvolosi capaci di arrecare anche rovinose alluvioni tra le zone tirreniche e quelle ioniche.

Aree come Piemonte, Liguria, aree alpine in genere, Sardegna, Sicilia, Calabria, (ivi qui settori ionici in primis), spesso nel passato sono state soggette a eventi di un certo rilievo con stati d’emergenza a causa di eventi meteorologici avversi.

Ma molte zone del Centro anche rischierebbero grosso a causa di questa dinamica, la quale pare sempre più prender piede dal prossimo fine settimana, dove i modelli fisico/matematici continuano a incattivirne la fenomenologia derivata da tale sinottica a sole 96 ore (medio termine).

Se tale costanza modellistica trovasse conferma ulteriore nei prossimi run, si creerebbero le condizioni per delle allerte meteo che poi gli enti preposti dovranno per forza di cose emanare, informano la popolazione sui rischi che potrebbero corrersi in alcune aree.

Inoltre con tale situazione si infittirà un gradiente barico notevole, dove la sua massima espressione potrebbe avvenire proprio in corrispondenza dell’area tirrenica, settore adriatico e parte dell’alto Ionio.

Alcuni run modellistici, come gli ultimi mattutini sono a dir poco raccapriccianti, dati i contrasti di notevolissima portata che andranno a manifestarsi in tale periodo dell’anno con mari che tendono a dare una mano ai vari parametri meteorologici che sono preoccupanti.

126-515PIT

Simulazioni vedrebbero formarsi un minimo o più minimi, dove la pressione nell’atto della maturazione del maltempo raggiungerebbe valori anche sotto i 980hpa con formazione di una severa depressione (ciclone extratropicale) a carattere anche di tipo “esplosivo” (vista la rapidità del cedimento pressorio in poche ore).

Certamente questo andrà valutato solo a poche ore dall’evento, ma qualora si materializzasse, per aree soggette all’azione impattante dal mare, si avrebbe a che fare con severi ed eccezionali condizioni di maltempo da monitorare attentamente.

Purtroppo vista la situazione ormai prossima al medio termine, anche sotto le 96 ore come inizio di dinamica, è bene iniziare a prender atto che potrebbe realmente accadere e affinchè la gente si trovi preparata il più possibile a ciò che la natura deciderà di fare.

Ancora troppo presto per i dettagli delle aree coinvolte, questo dipenderà da tanti parametri meteo che andranno valutati a poche ore dagli eventi, dove si potrà ben inquadrare un’area a larga scala (parte di una Regione) che potrebbe ricevere pesanti eventi atmosferici.

Infatti poi verranno in soccorsi i così detti lamma ad alta risoluzione, per cercare di individuare una simulazione più reale possibile, partendo però da una certezza assoluta, che è quella che poi alla fine essi sono solo un aiuto e non la veritiera soluzione.

Infatti spesso vediamo come eventi di un certo peso a volte non sono visti specie su aree ristrette (micro-aree soggette a particolare orografia del territorio) che con determinati parametri coincidenti possono ricevere maggiori o minori quantitativi pluviometrici di quanto vedono tali simulazioni.

Non ci resta che attendere, ai prossimi aggiornamenti!

 

 

 

In evidenza

Passato l’intenso maltempo alluvionale, pausa e poi altro ciclone con forte maltempo!

5b6aa723-ee92-4354-9120-c86e30e2bf4e

 

E’ un maltempo alluvionale, un Autunno disastroso quello che da Settembre il Mediterraneo sta sperimentando, dove in 2 mesi quasi si contano già ben 15 eventi di notevole portata dove purtroppo si sono anche avute tragedie con decine di morti.

62ddda96-6a3a-4e7d-9908-8c019354ffc7.jpg

Tra Spagna, Francia, Tunisia, Sardegna, Sicilia, Calabria, Grecia, tanto per citare le più imponenti alluvioni, si sono avuti due mesi da incubo e con milioni e milioni di euro di danni sia dal punto di visto delle infrastrutture che da quello agricolo.

Adesso il tempo di tirare nuovamente il fiato con la pausa di domani sabato, per poi ritornare nuovamente sotto scacco e stavolta però con modalità un pò differenti rispetto all’andamento sinottico riscontrato fin’ora.

Andando a entrar più da vicino a questo primo stadio previsionale, da confermare in toto per i dettagli, possiamo già dirvi che l’effimera pausa che si riscontrerà da quì a tutta la giornata di domani sabato 20 e parte della mattinata di domenica 21, che come detto sarà solo temporanea e ingannatrice.

A partire dalla tarda mattinata o primo pomeriggio domenicale il tempo subirà un nuovo peggioramento, con simili scenari, che vedono gocce d’aria fredda che si distaccano dal flusso principale e tendono a evolvere verso le altitudini meridionali, coinvolgendo soprattutto le zone più estreme.

GFSOPIT12_72_1aaa

Toccherà nuovamente a Sicilia e Calabria stavolta soprattutto aree tirreniche ad esser coinvolte dal maltempo, ma anche buona parte del Sud e versante del medio/basso Adriatico sperimentare piogge, temporali e stavolta anche un calo termico anche sostanziale.

L’entrata della massa fredda in quota infatti sarà in modalità Ne verso Sw, arriverà dai vicini Balcani e si getterà verso Sud, con perno che potrebbe essere tra comparto basso tirrenico e ionico a seguire.

Si avrebbe un altro maltempo tutto da stabilire nei dettagli e tempistiche, con un abbassamento stavolta anche delle temperature su tutte le nostre Regioni stante la successiva rotazione dei venti dai quadranti settentrionali.

Ai prossimi aggiornamenti!

 

In evidenza

Dopo le grandi piogge piccola pausa, in attesa di altri nubifragi!

1819ott2018.jpg

 

 

L’Autunno ha ingranato la quinta marcia per le zone più meridionali italiane, dove le isole maggiori e la Calabria, specie nelle zone orientali di codeste aree sta piovendo in modo a tratti esagerato.

Tant’è che alla fine del mese in corso non si escludono picchi pluviometrici capaci di arrecare un ritocco dei record mensili di sempre, dato che alcune aree sono già alle prese con picchi pluviometrici a dir poco esorbitanti, dell’ordine di varie centinaia di litri/mtq.

Passata l’ultima razione di piogge e temporali, che localmente hanno prodotto anche dei danni e disagi, specie nella zona sicula ionica e calabra, in quest’ultima anche nel lamentino parte tirrenica, adesso subentrerà una parziale pausa domani.

Ma giusto il tempo di ricaricar le batterie e il maltempo tornerà prepotente e stavolta anche esteso a buona parte dell’area mediterranea che va dall’area ionica sicula, alla Sardegna orientale e finendo la sua corsa verso nuovamente tra l’arcipelago delle Baleari e la Spagna orientale.

In questi settori sono attesi nuovi abbondanti apporti pluviometrici, con rischio di altre condizioni di allerta e criticità idro-geologica, soprattutto la dove i venti orientali impatteranno contro i rilievi con la conseguente azione orografica che ne accrescerà il rischio.

Piogge da stau che saranno alla fine dell’evento, che inizierebbe nel versante orientale siculo nella giornata del 17 nelle zone tra basso messinese ionico-catanese-siracusano e continuerebbe fino alla giornata successiva, giovedì 18 e parte di quella del venerdì 19.

Ma l’apice del maltempo si dovrebbe toccare tra la serata tardi di giovedì e la mezza giornata di venerdì, allorquanto i vari parametri analizzati ci suggeriscono come sia alto il rischio di rovesci e temporali anche con apporti abbondanti (elevati 60-100 litri/mtq sulle coste e fino a molto elevati >100 litri/mtq a monte).

Ancora presto per i dettagli, ma la situazione è da attenzionare e seguire attentamente perchè si corre nuovamente il rischio di altri eventi alluvionali nell’area mediterranea menzionata, dove i venti molto umidi tra scirocco e levante saranno il sintomo di altre grandi piogge per codeste aree.

Ci torneremo, ai prossimi aggiornamenti!

In evidenza

Nubifragi e stato di criticità tra domani e lunedì’ per Sicilia e Calabria ioniche!

 

siciliasudcalabria1415ott2018

 

Le carte stanno tutt’ora confermando per domani domenica 14 e lunedì 15 Ottobre 2018 una situazione da monitorare per alcune aree delle due Regioni, i versanti esposti al flusso molto umido proveniente dal mar Ionio che andrebbe ad impattare lungo le coste e prospicienti rilievi.

Il carburante fornito dalle ancor miti acquee ioniche coadiuvato dalla particolare condizione sinottica che si andrà a costruire domani, mettono in guardia come possano esservi alcune condizioni da seguire con attenzione in modo particolare per alcune aree.

Infatti domani avremo in quota un SSW, al suolo un rinforzo della ventilazione a componente da ESE (scirocco e levante), che comporterà la risalita a “lenta evoluzione” di un sistema convettivo nel versante meridionale siculo (mattinata).

Nelle ore successive tale sistema carico di piogge e locali rovesci anche a sfondo temporalesco riuscirà a risalire da Sud, in seno al letto di correnti in quota favorevoli che tenderanno a caricarsi ulteriormente di umidità nelle aree a ridosso del basso catanese e fin verso le aree del basso messinese ionico.

969a8a01-081d-455a-b6ff-3a63100d2dae

PIOGGE STIMATE DAL LAMMA http://www.meteoincalabria.it/wrf

Tra comparto etneo, catanese tutto, basso versante ionico del messinese i fenomeni tenderanno ad intensificarsi gradualmente dal pomeriggio-sera e per alcune ore il sistema potrebbe accanirsi su tali aree interessandole gradualmente a suon di rovesci anche intensi.

Non sono da escludersi locali stati di criticità idro-geologica, con rischio frane e smottamenti e corsi d’acqua che potrebbero riempirsi repentinamente in vista di grossi apporti pluviometrici in poche ore, i quali arrecherebbero non pochi disagi.

Il sistema a lenta evoluzione sarebbe una delle maggiori cause a causare questi stati di criticità, addossando molta umidità nelle zone sopracitate e interessando con medesime soluzioni di causa anche la Calabria ionica nella sua risalita verso Nord, in particolare reggino ionico,, Aspromonte, reggino ionico e parte tra le Serre e catanzarese.

b4ce41ba-8bd4-427f-9705-45f34979c94d

A fine episodio alcuni lamma abbozzano quantità pluviometriche esorbitanti, addirittura di oltre 150-200 mm in poche ore lungo i comparti etneo-peloritani e aspromontani, quindi è bene seguire costantemente gli avvisi meteo.

Lungo le aree costiere le zone più colpite dovrebbero ricevere importanti apporti di pioggia anche superiori localmente ai 50-70 mm nelle zone più colpite, non escludendo a priori qualche picco localmente maggiore con rischio alluvioni lampo (flash flood).

Il rischio è di minaccia di pioggia intensa per alcune ore, raffiche di vento e possibili grandinate e alluvioni lampo nell’area compresa citata, anche se è impossibile stabilire l’effettiva collocazione dei maggiori accumuli, come sovente accade in questo tipo di eventi atmosferici. (esempi Sardegna, Baleari accaduti di recente con piogge nettamente superiori a quanto le carte facevano intendere).

In evidenza

Rischio eventi alluvionali in Sicilia ionica, lam preoccupanti!

ec10gott2018

 

 

La situazione nelle lande basso mediterranee vede una linea di confluenza con una condizione di divergenza tra le quote più alte e quelle in prossimità del suolo, dove le correnti soffiano in modo differente.

Alle alte quote tra oggi e i prossimi giorni rimarrà una situazione di correnti mediamente occidentali, mentre al suolo si avrà vento di scirocco e levante, dove il tutto depone a favore delle grandi piogge ioniche.

Infatti con l’ammassamento di carichi di umidità dal mare, pronto a fornire un’enorme contributo per la nascita di rovesci e temporali, dove la sua temperatura in questo periodo dell’anno è ancora sopra la soglia dei 20-22°C nella sua parte superficiale, potranno arrecare alcuni stati di criticità idro-geologica.

Il tipo di fenomenologia che potrebbe prender corpo tra oggi e i prossimi giorni secondo la visione dei modelli è da tener sotto osservazione, perchè potrebbe arrecare alcuni stati di criticità locali.

In presenza di correnti ai bassi strati deboli o moderati dai quadranti orientali e con una divergenza tra le alte quote (venti dai quadranti occidentali), si addenseranno nubi con cieli che spazzeranno dal nuvoloso al coperto.

pcp24hz1_web_3

La zona a maggior rischio sarà quella ionica, sorvegliata speciale da oggi e fin verso buona parte della 2^decade, seppur senza una vera formazione depressionaria e in un ambiente caratterizzato da una pressione livellata attorno ai 1020 hpa, per via di certi fattori orografici e la combinazione di alcuni parametri.

Le zone dove potranno verificarsi piogge localmente intense e con apporti pluviometrici anche notevoli nell’arco di alcuni giorni al momento appaiono, messinese basso ionico, catanese, siracusano aree dove localmente potrebbero crearsi le condizioni, purtroppo, anche per locali eventi alluvionali con nubifragi ed elevati rain/rate. (piogge igenti in lasso di tempo ristrettto o sommate in vari giorni).

Ma andando a seguire una tempistica, quella odierna sarà il primo steps, in attesa di altri fenomeni nel prossimo weekend e della prossima settimana, dove alla fine gli accumuli potranno risultare ingenti.

PS. Ricordiamo a tutti che la condizione di certi fenomeni autorigeneranti non può essere prevista in aree ristrette, bensì solo ipotizzata su una determinata area a larga scala (in questo caso tra basso messinese ionico, catanese e siracusano possono esservi le condizioni similari al 2015 per eventi di pioggia semi-stazionaria che può creare disagi).

 

In evidenza

Tendenza 2^ decade: Infiltrazioni dai Balcani, Mediterraneo scoperto?

infiltrest2decott2018

 

Dopo le pesantissime alluvioni specialmente in Calabria e i forti nubifragi in Sicilia, Regioni duramente colpite dal recente maltempo, per altro ampiamente previsto, il tempo tenderà gradualmente a migliorare per qualche giorno.

La pausa potrebbe però esser effimera e l’andamento medio modellistico inquadra un possibile scenario che con molte probabilità prenderebbe piede soprattutto attorno all’inizio della 2^decade.

I massimi pressori dell’anticiclone europeo continuano ad essere spostati alle alte latitudini, dove probabilmente ritroveremo il colosso a inizio 2^decade nel comparto scandinavo.

Esso prenderebbe buona parte del Nord Europa e i suoi massimi a chiusura della porta atlantica potrebbero poi spostarsi nelle medesime zone inglobando anche l’Inghilterra, con configurazione a ponte degna delle migliori invernate nel Mediterraneo qualora fossimo tra Gennaio e Febbraio.

Ma con simil mossa, essendo ancora nel pieno della maturità autunnale, la situazione cambia e con tale scenario, anche se arrivano sbuffi freschi e non gelidi, c’è da metter in preventivo come si possano generare situazioni di “confluenza di masse d’aria opposte”.

Tale area potrebbe essere il Mediterraneo centrale agli inizi della 2^decade, allorquando aria fresca balcanica e secca andrebbe a confluire con quella più umida mediterranea, andando a generare anche delle locali situazioni piovose per alcune nostre zone del Paese.

In primis a quanto emerge dalle ultime analisi, aree orientali delle isole maggiori, Sardegna, Sicilia e Calabria ionica potrebbero nuovamente sperimentare apporti piovosi da attenzionare, qualora la configurazione fosse confermata.

Ci torneremo.

In evidenza

Attenzione alla seconda parte di oggi e domani, rischio piogge eccessive nelle zone ioniche e messinese!

ae342025-0632-4db7-aac1-a1bdb22a0563.jpg

 

 

L’area di bassa pressione in quota incastrata tra le aree tunisine e le isole maggiori è stata responsabile di piogge localmente ingenti nelle zone ioniche del Se siculo dove si sono avuti ieri accumuli pure a 3 cifre con oltre 110 mm nel siracusano e fino a 70-80 nel catanese.

Ma dopo la parziale pausa per via di correnti molto secche in quota a 500 e 700hpa, entro il pomeriggio e la serata e a tratti anche nella giornata di domani, il sistema tenderà ad immagazzinare nuova energia grazie ai mari ancora relativamente caldi.

La goccia fredda in quota farà piccoli passi verso nord domani mattina ed entro la giornata risalirebbe la Sardegna e Tirreno, facendo addensare cosi umidissime correnti di scirocco ai bassi strati nelle zone meridionali.

z12t_000

L’area ionica della Sicilia e messinese tutto, nonchè quella Calabra saranno le sorvegliate speciali per via di due passate temporalesche localmente intense, con due steps, il primo presumibilmente entro la serata odierna e il secondo tra la giornata di domani venerdì 5 e quella della mattinata di sabato 6 Settembre.

I valori dei vari parametri analizzati depongono a favore di rischio piogge eccessive, raffiche di vento e locali grandinate, con rischio concreto di una situazione delicata per alcune aree tra comparto etneo-peloritano, aspromontano, crotonese per possibili precipitazioni con elevati rain/rate e conseguenti piogge a carattere di nubifragio.

Entro la serata e la giornata di domani sarà possibile vedere anche la classica situazione da V-Shaped nella animazioni satellitari, con la caratteristica di esser a lenta evoluzione, il che farebbe presagire tali persistenti precipitazioni.

Le zone potranno avere piogge localmente ingenti entro venerdì, dove in alcuni casi non si escludono localizzati eventi alluvionali lampo, con ingrossamento repentino dei corsi d’acqua.

Evitare di sostare lungo essi, lungo i sottopassi e nei tratti vulnerabili  e mettersi in viaggio solo se strettamente necessario, onde evitare pericoli inutili e prudenza negli eventuali spostamenti in presenza di temporali.

In evidenza

Rischio maltempo e allagamenti, inizia l’ondata di maltempo. Colpite soprattutto le zone centro/orientali ioniche!

9f958df2-e8e2-4a99-afb7-2e30b4485f12.jpg
accumuli ingenti per il modello ukmo 3b meteo

 

L’ondata piovosa prevista sulle carte appare di una certa rilevanza, con fenomeni che potrebbero arrecare anche qualche stato locale di apprensione, soprattutto considerando il nostro fragile territorio già martoriato in questi anni.

Alcune simulazioni nei lamma a disposizione, mettono alla luce come un flusso molto umido sciroccale e di levante possa prender corpo, sotto la concomitante penetrazione verso sud della goccia fredda in quota.

Essa al momento si trova col suo minimo a ridosso della Sardegna nord/orientale e tenderà gradualmente a scender di latitudine, collocandosi entro domani a ridosso delle isole, isolandosi per alcuni giorni.

8125765a-c9b2-4909-8096-f73189a76c1a
ukmo che vede la formazione di un profondo centro di bassa pressione baroclino tra le isole con forte maltempo

Questa sarà la causa probabilmente di una situazione bloccata e voltata al maltempo per alcuni settori, dove i continui apporti umidi da scirocco e levante sarebbero causa di importanti accumuli pluviometrici su scala locale.

Alcune aree tra messinese, catanese e aree meridionali sicule e calabre orientali, nonchè parte delle zone est sarde rischiano di fare i conti con nubifragi, con locali piogge anche a carattere temporalesco.

La particolare situazione semi-bloccata, con una goccia fredda in quota schiacciata da un muro di anticiclone a nord che ingloba buona parte delle zone centro europee e Penisola Iberica, è una situazione che spesso in passato è stata pericolosa specie in tale periodo dell’anno.

I mari ancora caldi, attorno i 25-26°C tra comparto ionico e canale siculo, oltre agli apporti di vorticità in risalita da Sud, con ventilazione ai bassi strati orientale sono una delle cause che potrebbero esser favorevoli ad accumuli localmente INGENTI a fine evento.

Rtavn541

In circa 72 ore potrebbero cadere le piogge dell’intero mese di Ottobre in alcune aree a monte, tra comparto etneo-peloritano e calabri versanti orientali, con accumuli finali a tre cifre e rischio di locali criticità con dissesti idrogeologici la dove i temporali sarebbero semi-stazionari per ore.

Il rischio flash flood (alluvioni lampo) è da mettere in preventivo se i temporali persisteranno in loco, dove il contributo marino esalterebbe la fenomenologia rendendola a carattere di nubifragio.

NB. I fenomeni atmosferici come temporali marittimi auto-rigeneranti non possono esser previsti su aree ristrette, ma solo seguiti in sede di nowcasting, in tempo reale, data l’enorme difficoltà dei lamma ad individuare le aree nel giro di pochi km. (ricordando il famoso temporale del messinese ionico di 9 anni fa su un’area di circa 7 km/q)

In evidenza

Si formerà un altro ciclone mediterraneo? Alcuni lamma lo abbozzano!

gust.z1.41.png
Simulazione di un vortice ciclonico in possibile degenerazione in un ciclone mediterraneo da parte del lamma bolam 7 km su base GFS per le prime ore del 6 Ottobre.

 

La situazione meteorologica tende gradualmente ad essere influenzata dall’entrata nelle miti acquee mediterranee da parte di una goccia fredda in quota che entro domani andrà in cut/off a ridosso del Tirreno meridionale settore Ovest.

Essa è responsabile di un peggioramento in Italia e con il suo moto verso Sud causerà un’ondata di maltempo dalle caratteristiche autunnali soprattutto nelle zone esposte al flusso molto umido proveniente dal mare.

mslp.z1.41
Bolam 7 km su base gfs per il 6 Ottobre 2018 run 00 del 1 Ottobre 2018

In particolar modo in tutte le zone esposte ai venti da E-NE o da E-SE, quindi tra comparto ionico e le zone orientali delle isole, dove sarebbe maggiore l’apporto marino molto  e il lamma su baseinstabile.

Ma alcuni modelli e lamma abbozzano addirittura una formazione vorticosa similare a quella avutasi negli ultimi giorni e che ha prodotto una severa fase di maltempo nell’area greca e forti mareggiate nei tratti esposti della Sicilia Se.

In particolare il Global model ECMWFGFS bolam 7 km vedono un principio di nascita di un vortice ciclonico a ridosso della Sicilia, il primo sul canale siculo e il secondo lo vede nel basso tirreno.

51bbcec5-4dd9-4370-9282-548b0ad081fd
ECMWF che vede il principio di vortice nel Canale di Sicilia per il 5 Ottobre, anticipandolo di circa 24 ore nel suo run mattutino

Trattandosi di una simulazione a 96-120 ore è ancora prematuro poter dire con certezza se esso verrà confermato e sostenuto ancora nelle prossime visioni modellistiche, ma c’è da dire che nel precedente episodio il primo a vederlo in scena fu proprio il modello inglese.

Ma intanto da domani entra nel vivo anche per le zone sicule l’ondata di maltempo con passaggio piovoso sull’isola e soprattutto nelle zone centro-orientali in genere e interne.

Instabilità localmente intensa anche nella giornata successiva, quella del 3 Ottobre e sempre e soprattutto a est per via del flusso umido dal mare, con altre piogge e rovesci possibili.

Il primo peggioramento di puro stampo autunnale è servito!

In evidenza

Ondata di piogge autunnali in vista.1^decade di Ottobre a rischio maltempo!

rh700.z1.28

 

Tutte le analisi modellistiche propendono per l’inserimento di una goccia fredda in quota in discesa da Nord dall’area francese attraverso la Valle del Rodano, per poi tuffarsi dalla seconda parte di domani nel bacino centrale del Mediterraneo.

Domani sera ritroveremo un blando minimo in quota e al suolo, attorno ai 1007-1008hpa tra il settore ligure e la Corsica, per poi attraversare con moto verso SSW entro la giornata del martedì e posizionarsi a ridosso della Sardegna.

Tale minimo tenderà ulteriormente a spingersi verso Sw, dove con probabilità crescente nel riscontro modellistico, andrebbe a ridiscendere fin verso compresa tra l’area tunisina e il canale di Sicilia nella giornata di mercoledì 3.

Andando cosi a pescare aria molto umida di risposta dall’attivazione di un flusso sciroccale, che scorrerebbe sopra un mare ancora caldo, cagionando così la possibilità di piogge e locali rovesci specie nei settori ionici e orientali delle isole maggiori e lungo l’area ionica.

La struttura andrà in cut/off, cioè verrà tagliata dal flusso principale che l’ha partorita, dove non verrà più alimentata dalle fresche correnti nord atlantiche, ma prenderà linfa dalle miti acquee che ancora sono presenti nei settori del basso Mediterraneo.

Si avrà dunque la possibilità di genesi di corpi nuvolosi ricchi di vapore con carichi di umidità a livelli di fondoscala, con elevate possibilità di nubifragi e rovesci temporaleschi localmente di forte intensità in alcuni settori che poi andremo a dettagliare.

Ancora poco chiara la posizione effettiva del vortice in quota che andrà a posizionarsi nei nostri mari dove, la media dei modelli presumibilmente lo colloca tra il settore tunisino e il canale siculo nella giornata del 3.

Ai prossimi aggiornamenti.

In evidenza

Maltempo in vista anche di severa entità per l’area ionica?

ECMWF_240_IT_APC_it-IT_it.png
Cumulate stimate dal modello europeo ECMWF fino alla prima decade di Ottobre (pluviometria sopra media in Italia?)

 

Passato il ciclone mediterraneo adesso gli occhi vanno puntati a ciò che da alcuni run i modelli fisico matematici mettono in luce, cioè alla fase di maltempo che potrebbe prender corpo tra 2 e 5 Ottobre all’estremo sud.

Gli aggiornamenti propendono per un’azione depressionaria in quota, derivante dall’isolamento in CUT-OFF di una massa d’aria artica in entrata nel nostro Paese da nord da giorno 1 Ottobre.

Essa si isolerebbe poi nei mari prospicienti le isole maggiori e il nord Africa, dove dalla sua finale collocazione potrebbe derivare una fase piovosa o molto piovosa per alcune delle zone meridionali italiane.

In primis le isole, specie le zone a est e l’area ionica calabra, dove ecmwf o ukmo propendono per rischio nubifragi e piogge localmente abbondanti o molto abbondanti nell’arco di alcuni giorni.

Vedremo se confermare o smentire tale proiezione, anche se va detto che entriamo nel range del medio termine mancano 72-96 ore, con affidabilità ormai attorno al 40% circa di realizzazione.