TERZA DECADE DI LUGLIO ITCZ CALA MA LA PARTE OCCIDENTALE ANCORA SOPRA LA MEDIA…

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PROGETTO SCIENZE

Siamo alle prese con la più forte avvezione calda dal 2003, probabilmente essa ci terrà compagnia fino alla fine della prima decade di agosto. Avevo avvisato della possibilità di un evento di questo tipo in tempi non sospetti, avevo infatti sottolineato come l’avanzamento del fronte intertropicale avrebbe spostato verso nord l’anticiclone africano con possibili effetti sulla Spagna e sull’Italia, in effetti, è bastato un affondamento del flusso atlantico più ad est rispetto alle settimane scorse per determinare l’innescarsi di questa situazione barica di notevole portata. Ora, nell’ultima decade di luglio registriamo una tendenza del fronte ad una stabilizzazione su valori che rimarranno comunque elevati, ciò significa che resteremo anche in agosto sotto il giogo del “Gobbo d’Algeri” anche se il fisiologico arretramento del fronte e la contemporanea ripresa di forza delle correnti atlantiche renderanno più probabili importanti break temporaleschi, attenzione infine alla QBO che passando al negativo, come indicato nell’articolo…

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LA QBO A GIUGNO E’ PASSATA AL NEGATIVO…QUALI CONSEGUENZE PER IL PROSSIMO INVERNO?

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PROGETTO SCIENZE

Il caso, ha voluto che questo articolo sul cambio di segno della QBO (Quasi Biennal Oscillation) capitasse durante la più forte ondata di caldo degli ultimi anni. Singolare infatti che oggi si possa già parlare di inverno con quasi quattro mesi di anticipo. In effetti l’articolo che scrivo oggi non è una previsione ma una constatazione climatologica. Gli inverni con QBO negativa sono caratterizzati spesso da azioni retrograde e scambi meridiani. Ciò è dovuto alla inversione dei venti stratosferici tropicali che da occidentali divengono orientali, questo spesso è correlato ad inverno del nord emisfero particolarmente freddi, a causa di improvvisi stratwarming e destabilizzazioni conseguenti del Vortice Polare. In particolare, in questo articolo presenteremo una carrellata climatologica degli inverni susseguenti ad un cambio di QBO registrato a giugno come quest’anno. Ciò è avvenuto negli anni: 2009-1991-1986-1981-1967-1951. Presentiamo ora qui di seguito la mappa delle anomalie termiche invernali registrate nei sei inverni…

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Ondata di caldo STORICA: crollano i primi record, siamo solo all’inizio!

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Non sta tradendo le attese questa ECCEZIONALE onda di calore, che sta penetrando come una lama sul Mediterraneo, toccando soprattutto le zone centro/settentrionali.

Le attese temperature di caratura storica hanno portato la colonnina di mercurio sopra i 40°C la dove è molto raro averle e soprattutto localmente infrangendo i record.

Ma tutto questo non è che l’inizio, infatti oggi era una delle giornate più “morbide” (si fa per dire), del trittico di giornate dove altri eventuali record potevano cadere.

Ecco alcune temperature di oggi, in attesa dei dati ufficiali:

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Infatti le altre prossime giornate saranno determinanti, per rinforzare la possibilità che temperature storiche possano comparire sulla rete termometrica del panorama nazionale.

Una 600 dam di geopotenziali a fondo scala dalle zone centro/settentrionali, al Sud dell’Italia, sarà supportata da isoterme in quota di 1600 mt ideali, sopra la +22°C al (Nord) e +24;+26°C (al Centro) per poter stabilire nuovi picchi estremi storici.

Da domani e fin verso il 4 e localmente il 5 Agosto, si prevede un sensibile rinforzo dell’ondata di caldo ai bassi strati, specie nelle ore centrali del giorno, proprio perchè man mano che l’hp sub-tropicale metterà radici nel Mediterraneo, esso emanerà tutta la sua forza favorito da alcune condizioni.

Facilitato dai terreni aridi, secchi, in zone dove non piove da settimane, esso trarrà la linfa vitale per poter emanare prepotentemente il suo alito infuocato, specie tra Emilia, Toscana, Lazio, Veneto, Campania. Aree dove potrebbero ulteriormente comparire dei record mensili o assoluti.

Tutto questo incubo di caldo potrebbe terminare entro la fine della 1^decade al Centro-Nord, insistere per tutta la 1^decade al Sud, anche se qui non dovrebbero cadere record.

Dal troppo caldo alle tempeste alluvionali, il clima che cambia!

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Stiamo passando per un “calvario meteorologico“, un limbo dove il bel Paese si trova da ormai molti mesi, senza che vi sia una via d’uscita definitiva.

In alcune zone alcuni stazioni amatoriali segnano picchi di 100 mm o meno da Gennaio a oggi (contro una media di 1000-1200 mm annui).

Se questo non è un clima estremo cosa dovrebbe essere?

Il sistema climatico sta mutando e lo sta facendo in modo aspro, severo, con tempi accelerati e voltato soprattutto al caldo estremo sempre più frequente in molte zone del Mondo (Europa compresa e forse la più colpita negli ultimi tre decenni).

In questi ultimi trent’anni circa si è visto di tutto nel Continente europeo, annate di caldo record perfino nella Russia (area la dove si pensasse non potessero mai arrivare ondate di calore straordinarie).

Tali valori eccezionali non sono più l’eccezione ma la regola, con record di caldo stracciati in questi anni 2000′ come niente, mentre il volto opposto del clima estremo scatena tempeste di eccezionale potenza in aree molto a nord di latitudine.

Tornado in Russia , grandine eccezionale in molte zone europee con clima che diventa sempre più pericoloso per la salute dell’uomo e tutto questo non è altro che il rovescio della medaglia di un opposto sempre più frequente, derivato da fasi anticicloniche africane sempre più intense e persistenti.

Alle prime intrusioni d’aria fredda si scatena il finimondo, con fenomeni davvero potenti capaci di distruggere, dove si riducono le fasi di piogge “normali e benevole”, quelle che ti irrigano i campi in modo omogeneo al posto di fasi piovose “cattive e pericolose“!

La situazione sta per sfuggire di mano e l’uomo ancora non se ne accorge, c’è chi dubita e chi ancora non frena nell’ammettere che la trottola impazzita non si fermerà se non si farà qualcosa di concreto, non a parole ma con i fatti. (ridurre emissioni di gas serra)

Siamo al punto di poter ancora risolvere la faccenda o è già l’inizio della fine?

 

 

Dopo l’ondata di caldo eccezionale cosa ci aspetta?

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La fortissima ondata di caldo si accenna ad entrar nel vivo, nella sua massima potenza entro i prossimi 4 giorni, ma il dopo resta molto probabilmente un rebus per alcune zone.

C’è da dire che con un itcz cosi alto, le zone del Sud potrebbero non risentire di veri affondi instabili, con dei peggioramenti in media più probabili al centro/nord, entro la fi ne della 1^decade.

Differentemente invece, saranno le aree alpine, il Nord e localmente parte del centro/adriatico, le uniche zone dove qualche passaggio di qualche “coda “dei fronti potrebbe arrecare dei fenomeni.

Essi, viaggiando più a nord di latitudine nell’Europa centro-settentrionale, ogni tanto potrebbero lambire le aree centro/settentrionali, mentre il Centro-Sud e soprattutto le aree insulari saranno un pò troppo a sud di latitudine per avere delle possibilità.

Il tutto mentre calerà almeno  un pò la grande calura in tutta Italia, a partire dal 9-11 Agosto, gradatamente anche al Sud ne sarà fuori.

Aria meno calda, ma pur sempre in un contesto pienamente estivo con tendenza a lunghissimo termine di stazionarietà della situazione, molto probabilmente poco dinamica, almeno fino a tutta la 2^decade del mese (probabilità crescente man mano che si scende verso Sud).

Il rischio è quindi che ci si imbatta in un’Estate dura a morire quest’anno, con anomalie mostruose a fine trimestre in tutto il Mediterraneo, che solo gradatamente si potranno riassorbire in parte per via dell’invecchiamento stagionale e fisiologico di una Stagione che ha mostrato la sua forza sin da Giugno.

Con questo ci spingiamo nel campo delle ipotesi (tendenze che hanno poca affidabilità e che vanno confermate), dove la situazione appare “semi bloccata” ed eventuali rinfrescate, con qualche accenno instabile sarebbero l’eccezione e non cambierebbero di molto lo scenario neppure nel mese prossimo.