Altra irruzione fredda tra 9 e 11 Gennaio, poi pausa in attesa della 3^decade mensile..

Planisfero mappa globo Europa e Nord Africa

 

 

E’ prematuro ancora parlarne, si viaggia a mosse e come in una partita di scacchi le varie figure bariche si muoveranno condizionate da ciò che gli andamenti stratosferici trasmetteranno, in modo lento ed inesorabile ai piani bassi dell’atmosfera.

Nella zona troposferica, quella bassa, dove a noi interessa perchè soggetta ai fenomeni meteorologici al momento si hanno solo delle “toccate e fuga” non derivanti a ciò che è successo ai piani alti.

La collaborazione è in attesa, con la zona troposferica che sta ricevendo solo i segnali per il momento, ma presto le cose potrebbero cambiare, a larga scala europea, derivante dal grosso riscaldamento ai piani alti, sui livelli di quello famoso avvenuto a fine Dicembre 1984.

Ai piani alti si è avuto il secondo split del vortice polare nel giro di 1 anno circa, roba da record anche per la vicinanza dei due eventi, meritando lo studio e l’attenzione dell’intera comunità scientifica.

Mentre quello scorso di fine Febbraio 2018 ha condizionato poi in modo tangibile in troposfera molte zone d’Europa e parte d’Italia, questo di fine Dicembre 2018 ancora latita, anche perchè ogni evento è sempre diverso ed è giusto ribadirlo ancora una volta.

Ma intanto c’è da segnalare l’evento di origine artica con parziale contributo continentale che ha arrecato la prima intensa ondata di freddo e neve al Sud e comparto del medio/basso versante adriatico, in attesa di un’altra moderata sempre nelle medesime aree.

Infatti tra 9 e 11 Gennaio arriverà la seconda irruzione fredda della stagione, con target ancora una volta orientale, anche se non sarà intensa e porterà altri cm di neve tra le colline e le montagne nelle zone appenniniche del meridione e Sicilia.

Passata questa irruzione l’Inverno molto probabilmente si prenderà un pausa nella restante parte della 2^decade, fisiologicamente direi, in attesa di quello che sarà l’andamento della sua parte finale, dove non è escluso che possa dare il meglio di se.

Infatti pur non conoscendo le sorti dei vari orticelli italici, quello che è ben visibile è che lentamente e anche grazie al normale andamento ciclico stagionale, il V.P. possa frenare e produrre degli scambi di calore nella sua seconda parte di stagione.

Con trasmissione o no, si vedrà, comunque sia, una stagione dove ci saranno altre occasioni fredde e nevose, vuoi per la possibile collaborazione troposferica, vuoi per l’allentamento delle correnti atlantiche sparate in 2^decade poco propense a realizzare blocchi atlantici durevoli.

Ma l’obiettivo appare vicino, dove aumenteranno le possibilità di blocchi atlantici sul finire del mese ad iniziare dall’inizio della 3^decade, con successiva espansione di un tentacolo del V.P. fin verso le medio/basse latitudini.

Dunque sarà lecito aspettarsi affondi d’aria artica marittima e via via anche in parziale contributo continentale, a “chiusura” tra il concomitante rilascio freddo dalle alte latitudini (collaborazione troposferica probabile con effetti visibili) e la successiva azione di blocco che potrà evolvere verso Ne, così da creare un’azione a “ponte” tra l’alta pressione russa entro Febbraio.

NB. Queste analisi non valgono ai fini locali e orticellistici, ma sono possibili scenari a larga scala continentale, dove grazie a determinate vicissitudini stratosferiche in lenta propagazione ai piani bassi, potrebbero incastrare alcune soluzioni invernali favorevoli anche per l’area mediterranea.

C’è da dire che il proseguo stagionale sarà ad alto rischio invernale anche la dove fin’ora non si è manifestato, vedi aree tirreniche e Centro-Nord in genere, aree penalizzate da una soluzione da Ao – Nao neutro positive o leggermente negative, indici descrittivi che seguono l’andamento dei modelli fisico/matematici.

Quando essi sono invece previsti in vistoso calo, aumentano le chance per invernate anche in altre zone europee, con target più occidentale, in modo da favorire anche altri settori rispetto a quanto avvenuto in questa prima metà invernale.

Ai prossimi aggiornamenti.

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Autore: giovanni82micalizzi

Nato a Messina, studioso di meteorologia da autodidatta con preferenza in ambito delle analisi dei modelli fisico/matematici. Già dalla tenerà età nasce con tale passione, dove poi nel corso del tempo si perfeziona nello studio di questa scienza. Ha scritto per diversi giornali meteorologici ed ha collaborato per alcuni avvenimenti meteorologici.

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