Zoom Sicilia: fenomeni temporaleschi anche forti tra lunedì e martedì!

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Una goccia d’aria fresca in quota tenderà a ridiscendere da Nord/Ovest verso Sud/Est e punterà il basso tirreno entro l’alba di martedì, apportando una crescente fase instabile anche all’estremo sud e Sicilia.

Già dalla prossima notte e alba di domani il tempo tenderà a divenire instabile con possibili primi rovesci di difficile localizzazione, visto che lo sviluppo di certe aree convettive in questo periodo dell’anno risulta molto arduo anche da parte dei migliori lam.

In linea di massima il peggioramento dovrebbe avere 3 fasi, quella della prossima notte con un’area convettiva che tenderebbe ad evolvere da ovest verso est dell’isola, più attiva nelle aree centro-settentrionali.

La seconda occasione, la più temibile, potrebbe svilupparsi entro il pomeriggio-sera principalmente nelle zone centro-orientali, sia interne che costiere tra comparto peloritano ed etneo.

Sarebbe questo il momento più intenso del peggioramento con il rischio di qualche isolato episodio violento, con elevato rischio di temporali e grandinate su tali settori, anche localmente da monitorare in sede di nowcasting.

Ricordiamo ancora una volta che risulta praticamente impossibile stimare i quantitativi pluviometrici nei settori indicati, per lo sviluppo improvviso di temporali che risultando anche violenti con rischio nubifragi, riguarderanno aree molto ristrette.

Indicativamente possiamo tracciare come aree a rischio, ma non possiamo scendere nei dettagli includendo o escludendo nessuna zona della Sicilia centro-orientale, dove sarà anche alto il rischio di grandinate nei fenomeni più intensi.

La terza fase riguarderà poi parte delle zone tirreniche e anche alto ioniche del Nord/Est siculo entro martedì, dove lo spostamento della blanda depressione nello Ionio, causerà il rientro di correnti da grecale e maestrale nei settori indicati con altre piogge e rovesci in esaurimento entro il pomeriggio.

Evitate di spostarvi durante i forti temporali, massima prudenza anche nel caso in cui per necessità dovreste farlo, raccomandando anche di non sostare vicino a corsi d’acqua e fiumare nel caso in cui si riempissero repentinamente per via delle forti piogge.

Meteo prossimi giorni: raffica temporalesca e di grandine, rischio nubifragi fino in Sicilia!

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Inutile girarci troppo attorno, le ultime estati stanno ancora una volta dimostrando, in questi anni 2000′, come gli estremi meteo ormai sono realtà e solo chi ormai ha le bende agli occhi non si accorge che qualcosa è cambiato.

E’ cambiato in eccessi, estremi che fanno ormai parlare di se anche nel cuore della bella stagione o ex bella stagione a secondo dei punti di vista di come la si vede, dove a regnare ormai è tutto tranne che la normalità.

Eccessi di caldo si avvicendano e si danno il cambio a repentine dinamiche opposte, quelle che apportando severissime condizioni di maltempo, del resto lo abbiamo visto tutti cosa è capace di fare madre natura al minimo sbuffo fresco in quota in Italia.

Le ultime estati per intenderci sono state molto significative da questo punto di vista anche perchè normalmente nel cuor dei mesi più stabili dell’anno, quali Luglio e Agosto, almeno la sua prima parte, si è visto tutto e il contrario di tutto.

Anche la dove questa soluzione media era evidente, con questo non vi sto dicendo che era impossibile che piovesse ma che certi eventi non rientrano nel canone di questo periodo a cosi basse latitudini.

Sto parlando delle estreme Regioni meridionali, Sud in genere e versanti costieri, assodato che nei monti le azioni termo-convettive era pur sempre una possibilità estiva in codesto periodo anche nel passato.

A partire quindi dal prossimo week-end entrerà in azione un’altra goccia d’aria fresca in quota, quella che probabilmente sancirà un break più esteso a quasi tutte le Regioni, includendo anche quelle che sono state saltate nei precedenti.

Sicilia e Calabria potrebbero dunque esser raggiunte da piogge, temporali e locali fenomeni localmente intensi anche sotto forma di nubifragio con grandine di un certo peso.

Il tutto a partire da lunedì 15 e fin verso martedì 16 Luglio, dove le simulazioni numeriche propendono per un momentaneo stop clamoroso dell’Estate.

Badiamo bene che a differenza di altre Regioni dove l’energia in parte si è dissipata, con quell’accumulo di calore latente che poi è stato in parte rilasciato con i temporali violentissimi e quelle enormi grandinate, nelle nostre zone ancora nessun fenomeno è avvenuto.

Detto questo ci si aspetta purtroppo come possano esserci le condizioni per forti temporali a macchia di leopardo di difficile localizzazione, dove i vari parametri analizzati propendono per un’alta possibilità di temporali e grandinate localmente intense tra lunedì e martedì.

Ecco dunque che anche nel cuore dell’Estate e nelle zone dove non ti aspetti chissà quali fenomeni sulle zone costiere, potrebbero esserci quelle caratteristiche del tutto similari a mesi autunnali e non di Luglio, dove le vere pertubazioni sono rare per le nostre lande.

Ennesima prova di come ormai gli eccessi meteo fanno già parte del nostro clima e la frequenza e intensità dei fenomeni atmosferici ne è la prova lampante, anche la dove prima erano solo un lontano miraggio.

Ai prossimi aggiornamenti.

 

Confronto ondata di calore Giugno 2007 – Giugno 2019

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L’ondata di caldo che sta interessando il Sud e isole alla fine potrebbe risultare seconda in termini di durata solo al famoso e terribile e forse irripetibile Giugno di 12 anni fa per tale porzione di territorio italiano.

Allora secondo il calcolo delle carte in rianalisi consultabili nell’archivio storico di wetterzentrale, l’ondata di caldo di quell’anno fu un terribile incubo per molte aree delle zone meridionali con picchi storici di caldo stracciati.

Ad oggi il paragone potrà esser fatto a ondata di caldo terminata, dove almeno clamorosi colpi di scena, l’ondata di caldo che si sta manifestando al Sud e Sicilia è solo lontanamente vicina per intensità ad allora.

Solo in termini di durata forse ci si avvicina ma neanche in questo potrà superarla, dato che ad oggi l’isoterma di +20°C è entrata in terra sicula giorno 7 e presumibilmente ci resterà fino a giorno 16 (Ps. tale valore alla quota di 1500 mt circa s.l.m. è presa in esame solo come indicativa per stabilire un paragone).

Come vediamo sarebbero solo 10 giorni consecutivi in questo Giugno 2019, mentre il discorso nel 2007 cambia, dato che nella ricerca su rianalisi del modello fisico matematico GFS i giorni consecutivi con tale valore furono 13.

Ma cosa cambia rispetto ad allora? Beh, cambia anche e soprattutto l’intensità “MOSTRE” di certi valori per giorni consecutivi, dove per circa una decina di giorni isoterme paurose e terribili afflissero tutto il Mezzogiorno e isole.

Dalle rianalisi si nota come per 9 giorni consecutivi, isoterme a quota di 850hpa (1500 mt) di almeno +25°C fino a un max di +30°C a tale quota stazionarono in modo duro con record di temperature che caddero come birilli sia in quota che al suolo in molte aree.

Furono giornate difficilissime, dove non si respirava nemmeno di notte, e con effetti di venti di caduta che in Sicilia furono asprissimi nell’area tirrenica dove si stabilì il record di temperatura media minima più alta d’Europa ( dopo la mezzanotte alcune stazioni del litorale tirrenico palermitano segnalavano ancora oltre 41°C tanto per render l’idea).

Riepilogando questo paragone possiamo riassumerlo così almeno per la nostra zona SICULA:

DURATA

Giugno 2007 per durata di isoterme oltre la soglia di +20°C a 850hpa ( 13 circa)

Giugno 2019 per durata di isoterme oltre la soglia di +20°C a 850hpa ( 10 circa)

INTENSITA’

Giugno 2007 isoterme di  +25°C o oltre (per almeno 9 giorni consecutivi)

Giugno 2019 isoterme di  +25°C ( per almeno 4 giorni consecutivi)

Giugno 2007 straccia il Giugno 2019 sia in intensità che durata.

 

Maggio si chiude senza ondate calde di rilievo, anzi potrebbe tornare l’instabilità.

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Un mese ampiamente anomalo su buona parte della Sicilia sotto il profilo termico soprattutto, almeno per quel che concerne gli ultimi anni dove spesso anche da Aprile iniziavano le prime soffiate sub-tropicali.

Quest’anno la musica è ben diversa, molto è dipeso da quel final warming avvenuto in modo tardivo e a livello estremo, come avvenne in fine Dicembre ma come detto nello scorso intervento, stavolta a livello troposferico vi è stata una netta comunicazione.

Tale susseguirsi di vicende atmosferiche ha dunque manifestato nelle zone europee e con riflessi più o meno marcati anche nel nostro orticello siculo, ciò che da anni o forse decenni non si è più avuto con tale intensità.

Stiamo parlando di anomalie termiche sia a livello di temperature medie finali e sia per quelle superficiali marine, che sono tutte al disotto della media trentennale, con Mediterraneo centrale che funge poi da “calamita” per attirar a se gocce fresche in quota.

Esse poi dipanano instabilità o in qualche caso anche episodi di tempo pertubato con le alluvioni che hanno sconvolto l’Emilia per esempio o che hanno apportato le invernate con la dama bianca che è caduta a quote similari del trimestre più freddo anche sull’Etna in Sicilia e Nebrodi.

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Adesso il mese “pazzo”, roba da Marzo per capirci, vuole continuare a stupire ed arrecare l’ennesima pertubazione, con la formazione di un’area di blanda bassa pressione in quota e che potrebbe formare altresì un minimo anche ben strutturato al suolo.

Tutto questo tra sabato e domenica, con ultimi riflessi entro lunedì 27, apportando condizioni di instabilità atmosferica sparsa nella nostra isola, mentre appare colpire in modo più deciso la Sardegna specie orientale, dove li il tempo sarebbe anche momentaneamente pertubato.

Rovesci quindi e temperature ancora al disotto della media almeno fino al 27, con la quasi certezza che Maggio possa finire senza alcuna ondata di caldo africano, roba da guinness anche perchè il trimestre primaverile meteorologico sarebbe clamorosamente a secco di fiammate.

Per fiammate africane intendiamo ovviamente hp sub-tropicali che stazionano almeno 2-3 giorni, ,mentre tutto questo nell’intera stagione ancora non si è visto e probabilmente non si vedrà almeno fino al 31 Maggio.

Abituati in questi anni 2000′ di certo fa notizia, lo fa ancora di più se ti trovi in terra sicula. ai prossimi aggiornamenti!

La bella stagione? Non e’ ancora tempo di mare ma di piogge anche intense.

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Domani una goccia fredda tenderà ad approssimarsi all’area sicula apportando marcate condizioni di instabilità se non tempo localmente pertubato, condizionando pesantemente il quadro meteorologico di molte zone centro-orientali fin quasi al tardo pomeriggio.

La differenza con quanto avvenuto in questi ultimissimi giorni sarà proprio il passaggio di un vero e proprio fronte, una pertubazione come in pieno Autunno, con piogge, temporali e locali intensi rovesci anche a carattere esteso e non localizzato.

La giornata di domani quindi si preannuncia addirittura la più piovosa per le zone centro-orientali dell’isola, dove tra messinese e catanese in modo particolare, si avranno locali manifestazioni temporalesche anche di moderata o forte intensità.

Il tutto sarà associato a un calo termico durante i fenomeni e quota neve addirittura fin sotto i 1600 mt su Etna, quota davvero inusuale per questo periodo, dove potrebbero cadere diversi cm di neve fresca dai 1700-1800 mt e imbiancate fin sotto tale livello altimetrico.

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Sembrerà di essere a fine Ottobre o Novembre, specie durante i fenomeni, attesi anche con qualche grandinata localizzata nelle aree temporalesche, tra comparto peloritano ed etneo.

Attesi picchi pluviometrici di tutto rispetto, visto il periodo in essere, che normalmente dovrebbe essere poco piovoso e che in media trentennale elargisce una pluviometria di poco superiore ai 20-30 mm rispettivamente per la zona di Catania Fontanarossa e per Messina.

Detto questo, a fine mese tali valori potrebbero essere ampiamente superati, dunque risulterebbe un mese al quanto piovoso e sopra media pluviometrica, nonchè una delle primavere più fredde degli ultimi anni e forse decenni.

Infatti la cosa strabiliante per le lande sicule è il dato inequivocabile che vede finora  nessuna ondata di calore sub-tropicale in quasi 3 mesi in questa Primavera, semmai al massimo dei rapidissimi e isolatissimi pre-frontali miti.

Tempesta di scirocco, raffiche possibili anche di uragano di 1-2^ categoria!

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L’attesa sciroccata entrerà nel vivo da domani sera, ma il picco massimo dell’intensità dei venti per alcuni versanti esposti dell’area tirrenica sicula sarà a Pasquetta, quando molti snobberanno le previsioni e si ritroveranno probabilmente in modo incosciente sotto un’autentica burrasca in zone potenzialmente pericolose.

Come detto, analizzando lunedì 22, dove di consuetudine è per tradizione la giornata dei pic nic all’aperto, che sia mare o in collina e montagna, sarà da attenzionare per alcune aree del versante tirrenico soprattutto nella mattinata e ora di pranzo per possibili raffiche violentissime.

Ho voluto bonariamente creare una cartina approssimativa delle zone più a rischio con i vari gradi di livello, dove ho esplicitamente suddiviso il versante tirrenico siculo in 2 fasce, una rossa e l’altra viola.

Rossa e Viola sono le aree dove si correrà il rischio maggiore di raffiche che in base alle analisi modellistiche saranno potenzialmente rovinose, capaci di poter raggiungere picchi di oltre 110-120 km/h, con picchi anche maggiori in aree particolarmente esposte.

Non sarà quindi raro assistere a una forte burrasca a limite della tempesta (F11-f12 della scala Beaufortlunedì in aree a ridosso dei rilievi collinari o montani tra comparto nebroideo – peloritano e fascia tirrenica messinese soprattutto.

ZOOM STRETTO DI MESSINA: Altre zone molto ventose saranno quelle dello Stretto di Messina in particolare il versante nord della Città e anche in Città zona centro, raffiche di 80-90 km/h potranno arrecare molto fastidio.

Discorso a parte il versante a sud che, seppur preso da venti forti, non saranno assolutamente pericolosi ma solo fastidiosi perchè spirando su un mare ancora freddo e in presenza di nuvolosità compatta alta e stratiforme faranno percepire una sensazione di frescura per l’intera giornata.

NB. il 6 Marzo del 2013 con simile configurazione il versante tirrenico stabilì il RECORD DI MASSIMA RAFFICA MAI RAGGIUNTO IN EPOCA MODERNA DA QUANDO E’ POSSIBILE MISURARNE I DATI EOLICI ( San Pier Niceto 174 km/h)!!!

Quindi raccomandiamo ATTENZIONE ed evitare di mettersi in viaggio se non strettamente necessario, ed è altamente sconsigliato di stare in aree dove ci siano alberi e oggetti pericolanti come cartelloni ecc ecc. per non subire spiacevoli situazioni potenzialmente pericolose.

Violenta sciroccata in arrivo, ormeggiate le imbarcazioni tra Pasqua e Pasquetta!ATTENZIONE!

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Lo sprofondamento da parte di una massa fresca e instabile dalla Penisola Iberica verso la Catena dell’Atlante, tra area marocchina e settore nord dell’Algeria, produrrà di risposta un infittimento delle isobare nel settore pre-frontale della neonascente depressione africana.

Essa, con il suo spostamento verso Est/Nord/est tenderà nelle feste pasquali a evolvere verso il settore isolano con formazione di un intenso gradiente barico orizzontale tra i canali delle due isole maggiori e il basso tirreno nella giornata domenicale 21 Aprile.

Successivamente, entro lunedì anche il settore ionico e del basso versante adriatico saranno esposte al consistente flusso sciroccale che si dipanerà lungo un raggio d’azione esteso dal Golfo libico fin verso tali aree.

Ma andiamo con ordine e poniamo molta attenzione a ciò che potrebbe accadere tra domenica 21 e lunedì 22, dove l’azione di tale vortice afro-mediterraneo sarà da evidenziare soprattutto per le cattive condizioni eoliche e meteo-marine che esso produrrà.

Con un’ostacolante alta pressione nei vicini Balcani stimata su valori pressori di circa 1020-1022 hpa, si contrapporrà una depressione (valori stimati anche sotto i 1000 hpa).

Essa col suo moto verso levante, si schiaccerà contro questo muro di alta pressione, comprimendo e formando un esteso ed intenso gradiente barico orizzontale nelle aree menzionate precedentemente, con formazione di un canale burrascoso che in alcuni punti potrebbe anche raggiungere i valori di forte burrasca o addirittura eccezionalmente e isolatamente anche picchi di tempesta.

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Ricordiamo un amarcord storico, era il 6 Marzo del 2013 quando il vento, eccezionale e record in Sicilia fece molti danni e toccò picchi di uragano di 2-3^cat : 174 km/h a San Pier Niceto (ME).

Soprattutto domenica tra il settore della Sicilia occidentale e tirrenica in genere , oltre al Canale di Sicilia, dove le raffiche potrebbero anche superare i 120-130 km/h, mentre lunedì, seppur in forma più attenuata anche il settore ionico e basso adriatico con venti di burrasca o forte burrasca a largo capaci di oltrepassare localmente i 100 km/h in mare.

ZOOM AREA TIRRENICA SICULA IN MODO PARTICOLARE MESSINESE TIRRENICO:

Ma gli occhi vanno puntati al settore tirrenico siculo e soprattutto il suo settore centro-orientale, messinese in genere, dove tra comparto nebroideo e peloritano si potrebbero raggiungere picchi eolici di tutto rispetto, capaci di arrecare anche dei danni per circa 24 ore di burrasca con picchi di raffica capaci di oltrepassare la soglia d’attenzione.

Qui in questo settore tra la serata di domenica 21 e la mattinata di lunedì 22 Aprile bisognerà fare molta attenzione alle raffiche di vento che in alcuni casi potranno essere violente e lambire la fatidica soglia d’attenzione e superarla abbondantemente, con picchi che localmente potrebbero assumere caratteristiche di tempesta. (non si escludono raffiche nei pendìì e valli in discesa dai rilievi ad oltre 130-140 km/h).

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Facile dedurre che seppur la depressione non avrà il suo cavallo di battaglia nelle piogge, risultando al quanto secca o poco produttiva, lo possederà al contrario nei due parametri fin qui esposti, quello eolico e marino.

Ecco, anche le condizioni del moto ondoso tra domenica e martedì 23 saranno proibitive in vari settori, ma soprattutto i canali delle due isole maggiori, ma con particolar riferimento al canale di Sicilia, e basso Ionio che risulteranno molto agitati o perfino grosso il Canale domenica.

Ondate di mare vivo anche oltre i 5-7 mt saranno presenti domenica sera nel Canale di Sicilia, mentre da lunedì sera e martedì mattina anche lo Ionio aumenterà il suo stato raggiungendo un moto ondoso tra agitato e molto agitato a largo con onde di mare vivo alte anche più di 3 mt lunedì sera e oltre i 3-4 mt di media localmente sottocosta martedì mattina.

Dunque si tratterà di mareggiata da scirocco, specie con problemi di erosione per il messinese ionico dell’alto versante, la quale potrebbe essere catalogata come di moderata intensità nel suo massimo picco che presumibilmente si lambirebbe nella prima mattinata di martedì 23.

Attenzione ad alberi malati, cartelloni e oggetti pericolanti, evitate di sostare sotto tali cose tra domenica e lunedì e riporrete le vostre imbarcazioni al sicuro lungo il settore ionico siculo, in modo particolare del messinese tra Galati e Scaletta Zanclea, area che sarà interessata da un crescente moto ondoso tra lunedì sera e martedì.

Sciabolata molto fredda, neve a quote bassissime!

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L’Inverno è pronto a dare una zampata, una delle ultime stagionali, forse la così detta ciliegina sulla torta che calerà il sipario sulla stagione inerente al calendario meteorologico che si concluderà il 28 di Febbraio, con un trimestre davvero particolare in terra sicula.

Dall’area russa è in arrivo una velocissima azione molto fredda di pura estrazione artica-continentale, che dalla serata odierna inizierà a tracimare sui vicini Balcani, andando poi a penetrare con azione retrograda verso il comparto adriatico.

Dalla tarda sera e notte si attiveranno forti o molto forti venti di grecale che con impeto scavalcheranno l’area appenninica e si riverseranno entro domani a tutto il comparto tirrenico e ionico.

Essi saranno il preludio del “bolide gelido“, possiamo definirlo così, vista la sua rapidità e violenza con il quale manderà un sussulto invernale alle zone centro-meridionali italiane.

Il quadro termico calerà bruscamente anche in presenza di venti forti o molto forti dai quadranti settentrionali, sintomo che la massa d’aria molto fredda è di ottima qualità e a differenza di quella artico-marittima si riverserà nei sottosuoli più velocemente anche senza fenomenologia.

Certamente la rarità dell’evento in questione sarà sia per la sua velocità, sia per la sua violenza, con un mix tutto da seguire e con pochi precedenti negli ultimi anni, visto l’entrata particolare e la dinamica che si verrà a creare, di certo non comune.

Andando alla dinamica, vedrà l’innesco di una rapida ciclogenesi ionica in spostamento in moto retrogrado verso WSW, che da domani verso le ore centrali, tenderà a traslare verso il canale e basso ionio entro la serata e notte a cavallo di domenica.

Quindi la visione modellistica ormai prossima agli ultimi ritocchi, per poter definire meglio i dettagli, vede da una parte il modello ECMWF di Reading evolvere il nocciolo molto freddo (-30;-32 a 500hpa) e poco sotto i 1500 mt valori tra (-5;-7°C) più a ovest rispetto a quanto vedrebbe GFS.

Questione di una manciata di km che faranno la differenza sia in termini di tempistiche che di fenomenologia per alcune aree sicule e crediamo che alla fine solo in sede di nowcasting potremmo seguire il tutto, senza mai avere la certezza assoluta neppure a 6 ore dall’evento.

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Detto questo, passando alla fenomenologia, possiamo dividere due fasi.

1^FASE: Tra mattinata tardi e primo pomeriggio a favore dell’area tirrenica soprattutto con entrata di venti tesi o forti da NNE o NE, calo sensibile delle temperature e fenomeni che entro il pomeriggio potranno risultare nevosi a quote di collina o bassa collina.

Coinvolto principalmente il settore del palermitano comparto Madonie e aree nebroidee e del messinese tirrenico occidentale, area peloritana occidentale con quota neve in sensibile calo sin verso i 100-300 mt.  Meno esposti quelli orientali e Stretto, dove potrebbe esserci parziale ombra pluviometrica (visione reading).

Se andasse in porto l’azione più orientale dei GFS op e parallelo rientrerebbe anche il settore peloritano orientale e quello strettese, dove le eventuali nevicate sarebbero relegate a quote molto basse (200-300 mt).

2^ FASE: Tardo pom-sera e fin verso la mattinata domenicale, entrano venti di grecale e e levante sotto la concomitante traslazione della struttura nel basso ionio, con formazione di una depressione a carattere freddo.

Colpita anche l’area ionica e ancora l’ovest e centro siculo tirrenico maggiormente, con fenomeni nevosi a quote che tendono ad alzarsi per via dello scorrimento del nocciolo freddo in quota verso il canale.

Nel contempo arriva l’occlusione da ENE verso sera e prime ore domenicali,  con interessamento del messinese e poi maggiormente del comparto catanese e Se siculo in generale, con forti fenomeni e neve in collina.

Data l’incertezza di quanto possa resistere l’eventuale apporto freddo al suolo derivato dall’entrata della massa molto fredda delle ore precedenti, non si può escludere come aree del catanese soprattutto, possano avere delle eventuali sorprese bianche fino a quote molto basse (200-300 mt) e fiocchi misti a quote pianeggianti.

La situazione è molto ingarbugliata e soggetta anche a clamorosi risvolti pure in sede di nowcasting, quindi è molto facile commettere grossolani errori previsionali per possibili scostamenti di qualche manciata di km, dove rientrerebbero aree rispetto ad altre.

NEVE ETNA: dalle ultime elaborazioni appare possibile una consistente nevicata sin da quote basse, ma con apporti anche di oltre mezzo metro dai 1500-2000 mt di neve fresca.

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MAREGGIATE: Mari molto agitati o grossi, sia il tirreno specie settore ovest (onde sui 5-6 mt a largo) e sia il basso Ionio, con possibili forti mareggiate nel settore palermitano e trapanese, basso catanese e siracusano, in concomitanza di venti molto forti di raffiche fin verso i 100-110 km/h da NE.

Colpito anche parte del messinese, specie il basso versante con onde di mare morto in arrivo da Est-Nord/Est fin verso i 4 forse 5 mt entro domenica, dove l’erosione costiera degli ultimi anni potrà causare l’arrivo di alcune ondate lungo la S.S. 114 con parziale insabbiamento delle carreggiate.

Maltempo in arrivo per levantata tra Sicilia e Calabria

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Un’azione penetrante in quota da Nord tenderà a ridiscendere verso le zone meridionali del basso Mediterraneo, fino al settore libico, dove entro domani, di risposta, farà si che nasca un insidioso vortice afro-mediterraneo.

A beneficiare di piogge, rovesci e qualche temporale saranno le estreme Regioni meridionali, tra Sicilia e Calabria, specie versanti orientali, dove localmente specie sui rilievi esposti al flusso da levante e grecale si potranno avere picchi vicini se non superiori alle tre cifre.

A partire dalla mattinata di domani tenderà ad aumentare una compatta nuvolosità che dallo Ionio tenderà ad abbordare le nostre zone sicule orientale e della Calabria ionica, con i primi segnali del peggioramento.

Questo si farà strada con particolare veemenza soprattutto nella seconda parte di domani, specie dalla sera e notte a cavallo del 5 martedì, dove avremo piogge, rovesci localmente a carattere di moderata-forte intensità e rischio nubifragi con accumuli localmente abbondanti tra basso messinese, etneo orientale e siracusano.

Nevicate sul comparto etneo sopra i 1300-1400 mt localmente anche abbondanti se la spirale e la linea di convergenza sarà ben attiva come la vedono i vari modelli europei (ukmo-ecmwf).

L’ondata di maltempo si esaurirebbe entro la giornata di martedì, con netto miglioramento dalla sera e giornata successiva, per l’allontanamento del vortice in pieno Ionio.

Venti previsti in rinforzo sul settore ionico in mare aperto, dapprima da levante e nel corso della giornata del 5 rotazione a grecale con rinforzi di burrasca, forza 8 e rischio di un aumento del moto ondoso fino ad agitato (forza 5) con onde di 3 mt circa in arrivo sulle coste ioniche messinesi, anche sui 4 mt per il basso catanese e siracusano.

Meteo Sicilia: Crudo Inverno in arrivo da domani con venti forti settentrionali e neve a bassissima quota ma..

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Le analisi degli ultimi run modellistici sono tutti orientati al calo termico anche sensibile che dalla giornata di domani, soprattutto dal pomeriggio-sera prenderà possesso di tutta la Regione.

Già da stasera i primi corpi nuvolosi abborderanno l’isola e buona parte del comparto adriatico e del Sud Italia, con prime piogge per la genesi dei primi contrasti tra il mar Tirreno ancora sui 16.5 – 17°C e l’aria fredda in discesa da NE.

Ma sarà dalla mattinata di domani che venti impetuosi rafficati da NNW si impadroniranno della scena isolana, rendendo il Tirreno agitato e con pssibili mareggiate di moderata intensità e interruzione probabile del collegamenti marittimi con l’arcipelago eoliano.

Dal punto di vista dei fenomeni, quest’ultimi saranno presenti soprattutto nella mattinata, con quota neve che dai 700-800 mt tenderanno ad abbassarsi, raggiungendo l’alta collina entro il pomeriggio, anche se va detto che ci sarà una parziale interruzione di essi.

Isoterme di circa -5;-6°C a 1450 mt circa si faranno strada lungo le zone tirreniche segno inequivocabile della massa fredda in quota che tenderà ad avanzare verso Sw da Ne, penetrando dal comparto balcanico e infilandosi verso le Regioni adriatiche sfoceranno fin verso le nostre aree.

Visto il tratto di mare poco ampio, esse manterranno intatto quasi tutto il loro reale valore, non perdendo molto, visto anche il periodo dell’anno tra i più freddi, con la massa d’aria in arrivo artico/continentale che sarà in grado di arrecare un intenso raffreddamento dell’intera colonna d’aria.

In tal frangente nella giornata di domani, giovedì 3 Gennaio, il nocciolo più freddo in quota resterà confinato nel settore balcanico meridionale e area adriatica italiana centro-meridionale, senza interessare le nostre zone.

Quindi la giornata dovrebbe trascorrere con qualche nota instabile solo nel comparto tirrenico, ma molto ventosa, con raffiche anche di oltre 70-80 km/h, specie lungo l’area ionica dove le raffiche potrebbero arrecare anche qualche disagio.

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Neve su coste e pianure tra comparto adriatico e siculo

Ma già a partire dalla giornata seguente, quella di venerdì 4 Gennaio e dalla tarda mattinata con il suo moto retrogrado verso Sw, l’instabilità dovrebbe conquistare anche le nostre zone, specie centro-settentrionali dell’isola con calo ulteriore delle temperature e dello zero termico che potrà attestarsi fin verso i 500-600 mt s.l.m.

Sarà questa la giornata migliore per vedere fenomeni di un certo rilievo con frequente e accesa instabilita anche di natura convettiva, associata a locali rovesci o temporali e con gragnolate frequenti a bassissima quota che, viste le termiche, potrebbero risultare anche sotto forma nevosa sin dalle zone di 100-200 mt s.l.m.

Modelli come gli europei vedono un nucleo molto freddo a 500hpa con isoterme di -36°;-37°C che condite alla quota di 850hpa (1450 mt circa) da valori compresi tra -6;-8°C, sarebbero tali da favorire anche localmente accumuli di neve fin verso le pianure e coste tra palermitano e messinese e alto catanese.

Nel caso in cui le precipitazioni dovessero risultare intense, localmente, non si escludono imbiancate nelle zone tirreniche e di alcune aree tra Palermo, Messina e Catania ( anche versanti ionici di quest’ultime aree).

Le temperature durante la giornata di venerdì potranno scendere prossime ai 1-2°C anche in riva al mare durante i fenomeni più forti, e la mattina seguente molte zone saranno imbiancate da una coltre nevosa già dalle bassissime colline.

I più abbondanti accumuli potranno manifestarsi, come sovente accade in presenza di tali correnti, tra Madonie, Nebrodi aree peloritane orientali, poi anche sulle aree etnee esposte a Nord.

Difficilissimo fare stime di cm al suolo, solo la sede di nowcasting ci consentirà di vedere come evolverà la situazione, dove specialmente per quanto concerne la fenomenologia di tipo nevoso, risulta sempre molto imprevedibile soprattutto perchè essa dipende dall’incastro di molti parametri favorevoli.

ATTENZIONE: La giornata del venerdì rappresenta però un nodo cruciale in termini di alcuni elementi imprevedibili che potranno causare una difficoltosa, quanto strana evoluzione e che è contemplata ormai in modo costante dal run parallelo di GFS, modello americano.

Esso infatti vede la formazione di un blando minimo nel settore sardo che in spostamento verso l’ovest siculo si spingerebbe verso il canale di Sicilia entro il pomeriggio di venerdì, stravolgendo completamente le ipotetiche previsioni per quel giorno.

NB. Qualora questo minimo nascesse dipenderanno le sorti sicule sia per quel che concerne il posizionamento dei fenomeni, da valutare in sede di nowcasting, sia anche per la loro intensità ed interessamento di certe aree rispetto alla soluzione contemplata dal resto dei modelli.