Confronto ondata di calore Giugno 2007 – Giugno 2019

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L’ondata di caldo che sta interessando il Sud e isole alla fine potrebbe risultare seconda in termini di durata solo al famoso e terribile e forse irripetibile Giugno di 12 anni fa per tale porzione di territorio italiano.

Allora secondo il calcolo delle carte in rianalisi consultabili nell’archivio storico di wetterzentrale, l’ondata di caldo di quell’anno fu un terribile incubo per molte aree delle zone meridionali con picchi storici di caldo stracciati.

Ad oggi il paragone potrà esser fatto a ondata di caldo terminata, dove almeno clamorosi colpi di scena, l’ondata di caldo che si sta manifestando al Sud e Sicilia è solo lontanamente vicina per intensità ad allora.

Solo in termini di durata forse ci si avvicina ma neanche in questo potrà superarla, dato che ad oggi l’isoterma di +20°C è entrata in terra sicula giorno 7 e presumibilmente ci resterà fino a giorno 16 (Ps. tale valore alla quota di 1500 mt circa s.l.m. è presa in esame solo come indicativa per stabilire un paragone).

Come vediamo sarebbero solo 10 giorni consecutivi in questo Giugno 2019, mentre il discorso nel 2007 cambia, dato che nella ricerca su rianalisi del modello fisico matematico GFS i giorni consecutivi con tale valore furono 13.

Ma cosa cambia rispetto ad allora? Beh, cambia anche e soprattutto l’intensità “MOSTRE” di certi valori per giorni consecutivi, dove per circa una decina di giorni isoterme paurose e terribili afflissero tutto il Mezzogiorno e isole.

Dalle rianalisi si nota come per 9 giorni consecutivi, isoterme a quota di 850hpa (1500 mt) di almeno +25°C fino a un max di +30°C a tale quota stazionarono in modo duro con record di temperature che caddero come birilli sia in quota che al suolo in molte aree.

Furono giornate difficilissime, dove non si respirava nemmeno di notte, e con effetti di venti di caduta che in Sicilia furono asprissimi nell’area tirrenica dove si stabilì il record di temperatura media minima più alta d’Europa ( dopo la mezzanotte alcune stazioni del litorale tirrenico palermitano segnalavano ancora oltre 41°C tanto per render l’idea).

Riepilogando questo paragone possiamo riassumerlo così almeno per la nostra zona SICULA:

DURATA

Giugno 2007 per durata di isoterme oltre la soglia di +20°C a 850hpa ( 13 circa)

Giugno 2019 per durata di isoterme oltre la soglia di +20°C a 850hpa ( 10 circa)

INTENSITA’

Giugno 2007 isoterme di  +25°C o oltre (per almeno 9 giorni consecutivi)

Giugno 2019 isoterme di  +25°C ( per almeno 4 giorni consecutivi)

Giugno 2007 straccia il Giugno 2019 sia in intensità che durata.

 

Freddo artico si o no nei primi di Novembre?

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Ci accingiamo a concludere la prima sfuriata tardo autunnale o simil invernale, che sta ancora interessando le estreme aree meridionali della Penisola, dove il risveglio è stato bianco per alcune aree.

E’ nevicato nelle zone appenniniche meridionali e sull’Etna in Sicilia, con coltre bianca dai 1500-1600 mt, venti forti di tramontana e mari agitati con mareggiate lungo il settore tirrenico.

Adesso da domani ci attende un miglioramento, il quale si protrarrà con probabilità fin verso il venerdì 27, mentre a seguire potremmo andare incontro ancora a correnti settentrionali localmente instabili lungo le zone adriatiche e del basso tirreno.

Ottobre finirà dunque avaro di piogge importanti per molte zone dell’Italia, mentre il nuovo mese si aprirà con delle possibilità che possa instaurarsi qualche novità nel comparto europeo, per via di correnti artiche che sostituirebbero il semi-permanente anticiclone africano.

Seguiremo i risvolti modellistici, andando a vedere se l’aiuto della wave2 sarà tale da permettere al treno artico di ridiscendere e conquistar la scena in modo da coinvolgere anche parte delle nostre Regioni.

Al momento il quadro sinottico vedrebbe l’elevazione a blocco dell’anticiclone azzorriano alle miti correnti atlantiche, con conseguente discesa artica per alcune zone europee centro-settentrionali.

Parte di questo fiume freddo potrebbe tracimare verso sud e interessare le zone centro/settentrionali italiane e versanti adriatici dopo, con abbassamento termico e possibile formazione di instabilità.

Ma dato il vistoso lasso temporale che ci separa dall’evento è bene andare per steep, seguendo al momento la situazione non oltre il fine mese.

Ai prossimi aggiornamenti!

Pronta la 7^ondata di caldo stagionale!

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Ormai non ci sono più dubbi, semmai solo incertezze riguardanti la sua durata e la sua reale intensità.

Se da un lato i modelli hanno trovato l’accordo su quest’altra ondata di caldo, attesa dopo il 25 Agosto, dall’altro ancora mancano certezze su quanto durerà.

Si ipotizza una veloce ondata di caldo, massimo di 2-3 giorni di picco che confrontata ai 10-12 della 5^ record avuta in questo mese è da considerare di “breve durata”.

Ma appunto sono solo ipotesi perchè la reale intensità e persistenza saranno valutate in corso d’opera, quando si saprà delle sorti di un’altra figura barica, dalla quale dipenderà la risalita dell’anticiclone africano.

Il suo settimo ruggito infatti sarà causa di risposta a un vortice sul Regno Unito, che a sua volta potrebbe poi evolvere verso levante in cut-off (visione ecmwf), andare in cut/off nell’Africa con apertura della falla iberico-marocchina o restare inglobato al flusso atlantico ed avanzare verso est nel corso di fine mese.

Di certezze dunque al momento c’è solo che farà caldo anche intenso a tratti e soprattutto al Centro-Sud, con nuovo aumento termico dal 25, per essere poi il picco presumibilmente tra 26-27 Agosto.

Il dopo resta un’incognita, lo scopriremo nei prossimi aggiornamenti.

Agosto estremo per il caldo, potrebbe non finire qui!

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L’anticiclone africano ha le radici nelle zone italiane quest’anno, esso non solo vuole abdicare ma pare che a lungo termine non sia finita qui.

Resta confermata dopo il 9 una parziale attenuazione della grande calura, ma il sospetto del dopo è ancora intrinseco di possibili altre probabili fiammate (impossibile stabilire oggi la loro eventuale intensità).

Certo, sarà difficile poter superare questa in atto, sia per durata che per forza, dove codesta, a fine evento, potrebbe sancire la caduta di altri record storici dopo quelli di ieri.

Ricapitolando, come se ce ne fosse di bisogno, l’andamento termico resterà quasi immutato da qui al 7-8 su tutta Italia, poi lento calo da Nord che scivolerà verso il Centro/Sud entro gli inizi della 2^decade.

Ma l’impressione è che dopo una momentanea pausa, l’hp africano possa nuovamente spingersi verso le nostre latitudini. (ovviamente è una tendenza da confermare).

Da notare come questo mese possa sancire un trimestre di fuoco, escludendo Luglio al Nord, il resto della Penisola ha dovuto fare i conti con ben 5 ondate di super caldo.

Visto le premesse, magari ci sarà da confermare una possibile 6^ ondata di calore entro la seconda parte di questo mese, stabilendo forse un record in tre mesi estivi per quanto riguarda il numero di anticicloni sub/tropicali con caratteristiche tra il forte/violento.

Temporali marittimi sulle coste tirreniche

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I temporali che prenderanno corpo dalla seconda parte di domani nel settore del medio/basso versante Tirrenico, cosi come quello adriatico centro/meridionale, potrebbero assumere caratteristiche “simil tropicali“.

Un’enorme carburante nelle acquee del Mediterraneo centrale, nei mari italiani del Sud in particolare, sara’ alla base per la genesi di celle temporalesche anche di tipo marittimo.

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In periodi dell’anno che vanno da fine Luglio a tutto Ottobre e prima parte di Novembre, i mari rilasciano quantità energetiche molto elevate grazie al loro lento rilascio di calore, il quale viene dissipato durante il periodo invernale in modo graduale.

Capitano annate invece, che il surplus energetico marittimo non viene dissipato in fretta nemmeno nel periodo più freddo, sovente quando nel Mediterraneo l’Autunno risulta caldo con anomalie positive derivate dalla presenza di alte pressioni dominanti.

Per dissipare l’energia marina e far crollare le temperature dei nostri bacini, serve un’entrata franca di pertubazioni a carattere freddo, che possano smuovere innanzitutto le acquee superficiali , grazie al rimescolamento di quelle più fredde situate in profondità.

In questo periodo le acquee sono spesso molto calde, dove negli anni 2000′ abbiamo ormai un netto surplus energetico, derivato dalla presenza ormai costante più dell’anticiclone africano rispetto a quello azzorriano.

Per ovvi motivi dunque il carburante delle acquee superficiali marine è maggiore rispetto al passato, perfino in anticipo, perchè normalmente queste temperature si dovrebbero riscontrare a fine Agosto.

Anomalie di 3-4°C nei bacini sono quindi alla base di possibili costruzioni temporalesche localmente cattive che possono far scoppiare un forte temporale marittimo lungo le coste, specie del versante tirrenico (vedi il nubifragio di Scilla la scorsa settimana con 117 mm in poco tempo).

Sarà il caso anche dei prossimi due giorni, specie tra le ore serali e notturne e del primo mattino, la dove i temporali si attiveranno, potranno essere localmente intensi e causare improvvisi allagamenti.

Le zone indicate a maggior rischio sono Campania tirrenica, Calabria tirrenica, estremo angolo del NE siculo (messinese eoliano, tirrenico orientale ed estrema punta nord dello Stretto di Messina, localmente anche versante ionico della Provincia).

 

 

Nuova rimonta dell’anticiclone africano!

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Nelle ultime analisi vengono confermati scenari caldi a tratti anche molto caldi per la prima parte della 3^decade del mese, anche se c’è molta discordanza in merito alla durata di questa fase sopra media termica.

C’è una netta spaccatura tra i vari centri di calcolo con alcune opzioni che risultano anche improntate al caldo forte nelle zone insulari e del Sud, altri invece propendono per scenari più soft.

Al momento c’è anche incertezza sulla durata di questa ennesima ondata di caldo, la quale potrebbe protrarsi (condizionale d’obbligo) per quasi una settimana in Italia.

Lo scenario peggiore vedrebbe infatti un aumento del caldo che da moderato, ad iniziare dal 20 in poi, si farebbe intenso tra 23 e 25, a tratti forte nelle zone insulari e del meridione.

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A seguire ci sono discordanti visioni circa l’entrata o meno di correnti atlantiche più temperate con la cessazione della gran calura in tutte le nostre Regioni.

Su quest’ultimo infatti sussistono molti dubbi, circa la propagazione effettiva di correnti spazza caldo associati a fenomeni temporaleschi (vedi il modello americano GFS).

Una cosa però appare certa, assaporiamo gli ultimi 2 giorni di temperature meno roventi, perchè dal 20 e per circa 96 ore successive si avrà a che fare nuovamente con afa e temperature da pieno Luglio caldo.