In arrivo un periodo instabile e fresco, temporali e molto vento. Sembrerà Autunno inoltrato.

12MAGGIO2019

 

Una goccia d’aria fresca in quota tenderà a evolvere verso le Regioni italiane e con perno soprattutto in quelle centro-meridionali della Penisola, apportando vari giorni di tempo instabile e al quanto fresco.

L’aria di origine polare marittima sarà difficile da scalzare e probabilmente dissiperà molta energia in loco per vari giorni, a causa del suo stazionamento nei nostri mari meridionali.

Il cut-off sarà lento e ci saranno ben due o più alimentazioni susseguenti che lo alimenteranno nuovamente in entrata da Nord-Nord/Est, con aria decisamente fresca per il periodo in essere.

Sembrerà di vivere un fine Ottobre o inizio Novembre per intenderci, specie durante i fenomeni atmosferici che non mancheranno, visto lo scontro tra l’aria mediterranea più mite e quella più fresca in discesa dalle latitudini nordiche.

Tra domenica 12 e per un periodo di almeno tre o quattro giorni le temperature rimarranno decisamente inferiori alla media del periodo e i temporali non mancheranno nelle giornate per molte zone dell’Italia centro-meridionale.

Per avere un deciso miglioramento e un rialzo termico probabilmente si dovrà attendere ancora qualche giorno, anche se vi è molta discrepanza in merito, visto anche dall’enorme spread oltre le 144-168 ore.

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Ma fino al 17 la previsione termica è sostanzialmente molto affidabile e dunque quasi certa 95% nella sua realizzazione, mentre poi i dettagli sul quadro pluviometrico dipenderanno sostanzialmente dall’esatta collocazione del minimo al suolo e dalle correnti alle varie quote.

Riassumendo, ci attende un periodo molto instabile e con fenomeni quali piogge, rovesci e temporali e qualche grandinata, ma anche con ampie pause durante il corso della giornata, dato che non pioverà tutto il giorno.

Di certo non saranno giornate da mare, per questo ci sarà tempo.

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Il cammino verso l’Autunno, scopriamo come potrebbe subentrare la sua vera prima mossa.

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I modelli ancora stentano ad inquadrare ciò che sarà in modo definitivo l’assetto barico tra il 26 e fine mese, con una discrepanza netta dalle 120 ore, dove la deviazione standard è elevata proprio nel settore centrale del Mediterraneo.

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Evidenti difficoltà si hanno soprattutto per quel che sarà o no l’entrata franca o di striscio da parte della massa d’aria fredda in discesa lungo l’area dell’est europeo.

Perchè è li che si dirigerà l’aria fredda artica, principale obiettivo dell’irruzione invernale precoce, dove farà nevicare anche a quote di tutto rispetto visto il periodo in essere.

Bisognerà ancora attendere i prossimi giorni, proprio perchè la tenacia di un anticiclone a Ovest sarà tale che probabilmente si corre il rischio di non veder un’entrata netta e decisa della massa d’aria fresca in Italia.

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Semmai, come spesso succede in tali dinamiche, sarà una toccata per le zone adriatiche e del meridione, dove in simili contesti possono aversi anche locali fenomeni da stau con la reazione del mare molto caldo in questo periodo.

Ci sono diverse visioni soprattutto tra i modelli più prestigiosi, quello americano nel suo run ufficiale che non vede altro che un ingombrante anticiclone mangia autunno, con il modello ukmo europeo è dello stesso avviso.

Diversa la soluzione di Reading, dove rimane quasi costante da diversi run a questa parte, tranne che anche lui orientalizza la struttura di una manciata di km, sottoponendo però un drastico calo termico e fenomeni nei settori adriatici e al Sud.

Vedremo come andrà a finire.

Estate ai titoli di coda, entro fine mese torna il tardo Autunno, con calo termico generale!

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I principali modelli fisico matematici cercano di trovare la via d’uscita a un’Estate che probabilmente emanerà l’ultimo sussulto, il famoso “canto del cigno” prima di abdicare in modo definitivo.

E le corse del modello inglese ECMWF e a tratti anche il canadese GEM e americano GFs mettono in luce tale possibilità, dove entro le giornate del 26-27 Settembre la stagione estiva porrà le sue maniche corte nell’armadio.

Ancora molto incerta risulta la traiettoria della massa d’aria fresca/fredda in possibile arrivo, con target che al momento appare più plausibile tra Balcani e Italia, ma molti sono ancora i dubbi sia per l’intensità che l’esatta collocazione di eventuali minimi al suolo.

Si passa da un run all’altro con netti cambi di traiettorie, di intensità di fenomeni e di temperature, specialmente queste ancora da valutare perchè il modello inglese ecmwf nel suo run 00 ci va giù in modo pesante.

Secondo tale visione si passerebbe infatti dall’Estate all’Inverno, senza transizione autunnale, anche se per poco più di 36-48 ore nelle nostre zone italiane, con scarti che per questo run sarebbero impressionanti (anche di circa -12°C rispetto alla media).

Alcune zone dell’area appenninica adriatica assaporerebbero nevicate precoci e a 1500 mt isoterme da pieno Inverno anche sotto la soglia dei 0°C a tale quota, valore davvero ragguardevole considerato il periodo di fine Settembre.

Quanto vale questa tendenza?

Diciamo subito che a 7 giorni vale poco meno del 20%, la dispersione dei vari cluster è ancora troppo ampia e presumibilmente dovremo attendere altri 3 giorni circa per avere un primo quadro più esaustivo.

Detto questo, circa la localizzazione di eventuali fenomeni, il grado del calo termico che si avrebbe e quant’altro vi rimando ai prossimi giorni quando i modelli tenderanno ad allinearsi in quell’univoca strada previsionale che con molta probabilità ci traghetterà alla prima seria rottura estiva.

L’Autunno prova a tentare la mossa, quella piovosa, ma ci riuscirà?

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Il mese di Settembre spesso anticiclonico in media e con pochi effetti, come preventivato, potrebbe capovolgere le sue caratteristiche, ma farlo solo temporaneamente e in modo localizzato.

Nessun pattern barico infatti al momento compare sulle carte che possa farci pensare a uno stravolgimento del tempo in modo definitivo a livello europeo, dove il Mediterraneo continua a esser interessato in prevalenza da anticicloni.

Nei prossimi giorni, se si eccettua qualche modifica locale e temporanea, a causa di infiltrazioni fresche in quota in un lago enorme di anticiclone, possiamo ben dire che poco cambierà come sinottica a larga scala.

Ma appunto queste piccole e localizzate infiltrazioni fresche in quota, associate al sempre maggior gradiente termico tra le latitudini settentrionali attorno al Circolo Polare Artico e le medie-basse, faranno si che possano nascere alcuni “strappi alla regola”.

Strappi nel senso che potranno infiltrarsi alcuni eventi localizzati, specie a ridosso delle basse latitudini mediterranee, capaci di arrecarvi fenomeni atmosferici localmente anche di forte intensità.

Da alcuni giorni le simulazioni numeriche nel periodo 18-22 ci mostrano alcune note salienti da prender con le giuste cognizioni di causa, soprattutto per quanto riguarda le estreme aree dell’Italia.

Zoom aree dove potremmo vivere una fase di instabilità accentuata o anche a tratti un episodio di maltempo (da confermare in modalità, localizzazione e intensità):

Sicilia, sardegna, basso tirreno a rischio piogge e temporali a causa di quanto detto, pur in presenza di pressioni livellate, alcune infiltrazioni in quota in discesa da nord potrebbero instabilizzare l’intera colonna d’aria.

Dato per scontato che sui rilievi ci saranno condizioni temporalesche a causa dello sviluppo di celle a carattere termo-convettivo, la novità delle ultime corse modellistiche è la possibilità che possa nascere anche una condizione di maltempo specie tra giovedì e venerdì.

La continua penetrazione fresca in quota, in presenza di un tessuto anticiclonico con pressione livellata sarebbe ideale, assieme a mari caldi attorno ai 26-27°C, per la genesi di temporali anche marittimi con interessamento costiero di alcune aree.

Ci sono poi alcuni abbozzi che mettono in risalto, con modi molto differenti sia in intensità che in localizzazione, per la formazione di una depressione al suolo dalle caratteristiche tropicali (TLC).

Al momento, mancando circa 72-96 ore, in simili contesti è impossibile dire di più, già quanto detto infatti è arduo e privo di ogni possibile dettaglio vista la delicata situazione.

Approfondiremo meglio la dinamica nei prossimi due giorni, soprattutto il mercoledì potrebbe essere il giorno per conoscere meglio i dettagli che si avranno per le giornate del 20 e 21, senza dimenticare che gli effetti locali a volte sono individuabili solo in sede di nowcasting (diretta satellitare e radar).

 

L’alta pressione tentennerà, ma non mollerà la presa facilmente!

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Il maestoso e forte anticiclone spezza Autunno è nella sua massima espressione nel bacino centrale del Mediterraneo, con esso le temperature sono molto miti per il periodo su molte nostre Regioni.

Il quadro meteo è destinato a non subire variazioni nel brevissimo termine, mentre ad inizio 3^decade secondo i modelli europei (Ecmwf-Ukmo), potrebbe aprirsi momentaneamente la via atlantica.

Ma il tutto sarebbe da confermare e soprattutto relegato velocemente ad alcune zone specialmente occidentali, mentre molte altre aree del Paese rimarrebbero a secco.

Ottobre continuerebbe a seguire una via secca e anticiclonica per altri giorni, con poche possibilità, in media, di precipitazioni estese e organizzate.

Esse di fatti latiterebbero e con un anticiclone che difficilmente lascerebbe completamente la scena,  con un  mese che sarà destinato per molti a proseguire e forse finire molto al disotto della media pluviometrica.

L’Autunno entra nella sua fase clou: Piogge intense e nubifragi in arrivo su molte zone!

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Lo scenario che si va incastrando nelle zone italiane è quello classico di una stagione che dovrebbe non steccare, ma al contrario proporre scenari piovosi con le vere pertubazioni atlantiche che apportano fasi piovose omogenee nel nostro Paese.

In questi ultimi 12 mesi ha spesso tradito le aspettative, ma adesso sembra che sia arrivata la volta buona per porre fine in alcune aree, per altro già interessate negli scorsi giorni da alcune piogge, alla siccità gravissima che ha afflitto questi ultimi mesi.

Certamente anche in questo caso qualcuno potrebbe ricevere di più e altri di meno, ma il prezioso liquido cadrebbe su molte zone anche sotto forma di violente manifestazioni temporalesche.

L’aggravante del periodo in essere e di questi ultimi 15 anni almeno, sono le temperature del mar Mediterraneo, specie i settori tirrenici e adriatici, dove le anomalie anche di 3-4°C in positivo, forniscono carburante alla costruzione di violente celle temporalesche marittime.

E questo sarà lo scenario che probabilmente avremo tra venerdì e prime ore di sabato nelle zone estreme meridionali, mentre dopo anche su altre Regioni nel prossimo week-end, con la chiusura del secondo steep piovoso al Sud a inizio settimana prossima.

Configurazione ideale all’arrivo del vero Autunno in Italia!

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L’Autunno 2017 ha tutte le intenzioni di ingranare la marcia più leggera, entrando franco senza grosse difficoltà come un treno e con una configurazione che a quanto pare assomiglia più a quella tipica dei mesi più freddi.

Si creerebbe un canale preferenziale, con tracimazione fresca da Nord/Est dopo che la goccia fredda dei primi giorni di Settembre avrà “calamitato” a se anche aria più fresca in entrata dalla Russia.

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Ne nascerebbe cosi una prima decade settembrina al quanto autunnale, con un susseguirsi di episodi instabili, con direttrice Ne/Sw, i quali poi a sua volta potrebbero generare delle formazioni depressionarie nel mar Mediterraneo, vista anche la sua “calda presenza” con possibili intensi fenomeni in sviluppo.

Tutto questo schema barico si protrarrebbe fin verso la parte finale della 1^decade, dando la stura a un trend si spera diametralmente opposto che possa fare da contro altare alla calda e terribile Estate 2017.