Gelo retrogrado: modelli nel caos e continui slittamenti degli scenari freddi.

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L’azione dello sconquasso ai piani alti continua a manifestare i suoi riflessi nella nostra Troposfera, con alternanza di visioni da gelo crudo per molte zone italiane, ad altre miti oceaniche.

E’ logicamente un rebus poter stilare ogni sorte di tendenza oltre le 120 ore, rimarcando il fatto che i vari centri di calcolo trovano davvero una grossa fatica ad inquadrare un evento raro per intensità.

Certamente più passano i giorni e maggiore sarà la possibilità che i vari modelli trovino finalmente una via univoca, per l’inevitabile aggiustamento di tiro che è anche supportato dagli indici teleconnettivi favorevoli ad azioni dinamiche e non per forza improntate al gelo.

Come già detto altre volte, l’Italia è un Paese dove è molto raro un evento da gelo crudo, quello avviene una volta ogni tot di anni e la storia e statistica ce lo insegna, con eventi di notevole intensità che possono essere ricordati in una manciata nel secolo scorso e in appena due o tre negli ultimi 17 anni.

Soprattutto per estensione e durata solo alcuni sono annoverabili come grandi eventi, su tutti l’annata del 1929-1956-1962-63-1985, mentre altri eventi hanno segnato la storia solo in alcune aree del Paese limitandone l’azione ad aree localizzate, tipo 2012-2014-2017 per citare gli ultimi eventi di questo nuovo millennio.

Quindi per far si che certe soluzioni si incastrino a dovere, non è facile per via di molteplici fattori che nel nostro luogo geografico debbono coincidere affinché l”evento” atmosferico cruento abbia modo di realizzarsi.

Vedremo dunque ancora tantissimi ribaltoni in ambito modellistico, pur consci che l’evento meteo estremo resta e resterà sempre l’eccezione e non la regola per l’ambito italiano.

Analisi modelli: caos a fine mese, quale azione prevarrà?

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Oggi i centri di calcolo confermano alcune interessanti mosse, da una parte il canadese GEM che è il più pertubato, in quale evidenzia la formazione di una forte fase di maltempo autunnale nel bel mezzo dei nostri mari.

Se prevalesse questa ipotesi del centro di calcolo canadese, si potrebbero avere piogge intense dapprima al Nord/Ovest e le zone dell’alto Tirreno, poi buona parte delle aree tirreniche centro-meridionali, fin verso la Sardegna, Sicilia e Calabria. (affidabilità bassa).

Il modello americano opta per una linea più soft con una fase instabile tra sabato e domenica, poi a seguire altra instabilità entro fine mese nel bel Paese, ma senza una vera e propria depressione isolata nei nostri mari.

Questa del modello americano sarebbe una sorte di via di mezzo tra il canadese e l’europeo Reading, che intanto ha fatto una marcia indietro rispetto ai giorni scorsi, circa la fase di maltempo dettata dall’interazione di correnti fresche balcaniche con quelle mediterranee. (affidabilità medio/bassa)

L’Europeo fu il primo ad abbozzare un vortice mediterraneo negli scorsi run, ma adesso sta lentamente ritrattando tutto, a discapito di alta pressione anche a fine mese. (affidabilità bassa)

Riepilogando i centri di calcolo per quel che concerne fine mese, diciamo oltre le 144-168 ore sono ancora nel bel mezzo dell’indecisione, bisognerà quindi aspettare per avere maggiori chiarimenti su ciò che potrebbe scaturire dall’isolamento dell’anticiclone a latitudini settentrionali europei.

L’ipotesi più probabile al momento è che nel prossimo week-end possa materializzarsi una prima fase segnata da un pò d’instabilità nel versante tirrenico, in progressione verso est, che interesserà soprattutto il medio-basso versante e la Sicilia.