Affondo artico di fine mese, che ne sarà?

ipotesiarticafinenov2017

 

I modelli da qualche giorno fiutano un affondo meridiano a carattere freddo che potrebbe spingersi fin verso le medie latitudini europee, con parziale interessamento anche delle aree più meridionali.

Ma al momento è molto difficile individuarne la traiettoria finale, perché, se da un lato esso appare ormai confermato da tutti i centri di calcolo, il suo arrivo è da inquadrare.

Il modello europeo di Reading infatti propende per un’oscillazione occidentale, con spinta delle correnti fredde nella Penisola Iberica e conseguenti grandi piogge autunnali nelle zone occidentali italiane.

Il Global Forest Sistem americano invece per un parziale interessamento dell’Italia con freddo, neve a quote basse al Centro-Nord e piogge su buona parte delle Regioni.

Individuare adesso la soluzione è come detto un’impresa, dato che parliamo di tendenza oltre una settimana, il che se da un lato può anche realizzarsi in via generale, essa dipenderà da tante variabili.

Infatti già oltre le 144 ore la divergenza presa in esame visionando la deviazione standard, è senza convergente ad un elevatissimo errore, con soluzioni diametralmente opposte che poi si manifestano nei centri di calcolo.

Quindi abbiate pazienza, sul tempo che farà a fine mese c’è ancora tanto tempo ma soprattutto tanta carne al fuoco, con la speranza che possa vincere il dinamismo e non l’alta pressione.

Questo è il tempo delle piogge, delle nevicate in montagna per aprire una stagione che si spera possa essere diversa dalle precedenti a livello italiano, per non ritrovarci nuovamente con i soliti problemi siccitosi quando avanzerà la tarda primavera e la successiva stagione estiva.

Gli ex uragani entrano in Europa, modelli nel caos! aggiornamenti sul futuro meteo!

zoom europa centromeridionaleFINoal30sett2017

 

Declassate a forti depressioni, gli ex uragani (Maria e Lee) entrando nel nostro Continente verranno riassorbite dal flusso dei venti occidentali atlantici e produrranno scompiglio in campo previsionale anche nel medio termine.

Per la tendenza riferita ai primi giorni di Ottobre, ancora non è chiaro come l’atmosfera vorrà agire nelle nostre lande, proprio per questa causa suddetta che manderà in tilt i centri di calcolo fin quando tutti i modelli non troveranno la “via maestra” da tracciare.

Mancano circa 5-6 giorni e il destino della nostra Penisola è in mano alle possibilità che possano esserci altri peggioramenti con altre preziose razioni d’acqua per il nostro territorio tanto provato nei mesi precedenti.

Ma come questo avverrà ancora non è chiaro, se sarà un peggioramento intenso o meno e relegato a buona parte del Paese o solo per pochi, con alcune Regioni interessate.

Le medie probabilistiche evidenziano che l’area del Sud e specialmente quella ionica da qui a fine mese riceverà buone dosi di pioggia, anche sotto forma di temporali e localmente anche a carattere di nubifragio.

Dapprima saranno le interazioni tra aria fresca balcanica con quella più umida preesistente mediterranea a dettar legge fino al 30 di Settembre (primo steep), poi dal 1-2 di Ottobre invece entrerà in scena la corrente atlantica a latitudini europee. (secondo steep)

Ma fin dove si spingerà ancora è poco chiaro, dove nei precedenti run i centri di calcolo abbozzavano un’entrata netta ad ovest dell’Italia con conseguente formazione  di depressione e tanta pioggia, mentre adesso il tutto si limiterebbe verso est con al massimo una sfuriata da nord meno piovosa.

Il Getto in questo secondo caso, correrebbe troppo teso per poter produrre un’ondulazione, scambio di calore verso sud, fallendo il tentativo di penetrazione e conseguente netto calo pressorio nei nostri mari.

Al massimo si potrebbero avere delle locali situazioni instabili, ma niente forte peggioramento generalizzato che si sarebbe avuto qualora il flusso atlantico fosse avvenuto con l’oscillazione ad Ovest. (per avere le abbondanti piogge autunnali nel nostro territorio si deve instaurare un rischiamo di aria umida da meridione che precede il fronte freddo).

Quale azione preverrà? 

Al momento prevale la seconda opzione, con nessuna forte ondata di maltempo generalizzata per i primi di Ottobre, ma locali situazioni instabili sparse da inquadrare.

Questo è il responso degli ultimi run modellistici, vedremo nei prossimi giorni di chiarire anche questo secondo steep, che riguarda l’entrata in scena del secondo mese autunnale.

A fine mese incalza l’atlantico dopo il gran caldo

Finemeseluglio2017

 

Scenari più temperati potrebbero presto incalzare a fine mese dopo l’ennesima ondata di caldo prevista nei prossimi giorni, dove tra il 20 e 26 circa potrebbe materializzarsi un’altra ondata di super caldo soprattutto nelle zone del Centro/Sud Italia.

maggiore25a850hpaprobabilityluglio2017

In allegato ecco la probabilità che scenari di caldo forte possano interessare le zone del Sud, specie aree insulari, con l’isoterma campione di +25°C a 1500 mt  che viene vista in probabilità toccare il basso mediterraneo.

Le zone colorate in blu sono quelle che ne potrebbero ricevere la sua visita, ricordando che con tale soglia d’isoterma, in questo periodo dell’anno, si manifestano ondate di caldo di forte intensità.

Da questa soglia campione, fino a valori superiori, si hanno possenti ondate di caldo, dal grafico la possibilità espressa anche oggi dai centri di calcolo è vista che possano toccarsi valori in quota similari alla recente ondata di caldo conclusa la scorsa settimana.

Con ciò non si dice che al Centro/Nord non farà caldo, anzi, ma che i maggiori picchi più estremi, qualora fossero confermate certe opzioni, raggiungerebbero ancora una volta le zone del sud Italia e le isole soprattutto.

Apice del caldo che raggiungerà valori ancora da definire in tempistiche e intensità, ma che sicuramente porterà con se altra afa e giornate difficili per almeno una settimana circa.

Dopo si aprono scenari voltati alle più temperate correnti atlantiche che potrebbero lambire il settore centro-orientale del Mediterraneo, apportando un calo termico e qualche fenomeno temporalesco in alcune delle Regioni italiane.

C’è da dire che un pò tutti i centri di calcolo propendono per la “nuova rinfrescata”, con medie che sono concordi al “cessate il fuoco” da parte delle truppe africane, le quali sarebbero costrette alla ritirata per via di quelle atlantiche.