Meteo lungo termine: Dall’Hp africano ai temporali violenti?

Planisfero mappa globo Europa e Nord Africa

 

Assodato ormai che l’anticiclone africano prenderà possesso dell’Italia e parte centrale del Mediterraneo, da alcuni run a questa parte il prestigioso centro di calcolo ECMWF, inglese, mette in evidenza come sia possibile un cedimento barico entro la fine della prima settimana di Luglio.

Sarebbe un ulteriore scacco matto con altro stop estivo, dopo un’ondata di caldo (localmente intenso ma non eccezionale, specie tra le isole e Sud), la quale prenderà possesso delle nostre Regioni dal 30 Giugno.

Reading conferma anche oggi quindi la visione improntata alla dinamicità e vede una goccia d’aria fresca in quota entrare in area italica per la traslazione dell’ex goccia fredda a Nord/Ovest della Penisola iberica verso la Francia (entro il 6-7 Luglio).

Essa, agganciata da nuovi apporti di vorticità positiva in uscita dal Nord Atlantico, si spingerebbe verso Sud/Est in direzione italiana, dove metterebbe fine alla normalissima e moderata ondata di caldo africano a suon di forti temporali, localmente violenti (periodo 8-9 Luglio).

Vedremo se confermare tale evoluzione anche nei prossimi giorni, ma di certo le novità non mancheranno.

Vortice italico, le grandi piogge son servite con alto rischio nubifragi!

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Dal seccume alle piogge, localmente anche forti e abbondanti, con l’Italia che non conosce le mezze misure.

Questo potrebbe esser il sunto delle condizioni dei prossimi giorni, allorquando una forte area ciclonica in quota tenderà ad avvicinarsi alle nostre zone, andando in possibile cut/off nei mari italiani.

Sarà dunque vortice italico che darà la stura a piogge, temporali e anche localmente qualche possibile nubifragio, con rischio di acqua dannosa, quella che per intenderci crea dei problemi di dissesti idrogeologici.

E’ un rischio che si corre tramite concomitanti fattori, appunto derivanti anche dai terreni secchi degli ultimi mesi, specie in aree come Liguria, Sardegna, alcune aree della Toscana tanto per far degli esempi.

Dunque si farà vivo un peggioramento, la tarda sera del 4 e primissime ore del 5 Novembre ad iniziare da Nord/Ovest, con le aree liguri e poi aree alpine e fin verso le aree centro/settentrionali tirreniche che riceveranno buone razioni pluviometriche.

Nella giornata seguente il sistema interesserà anche altre zone del Sud, fin verso la Sicilia, con fenomeni anche qui localmente intensi e rischio grandinate.

Lungo termine improntato al persistere di un’altra possibile azione ciclonica entro il 12 Novembre, dove ancora non si conosce bene la traiettoria che prenderà strada un altro affondo nord atlantico.

Infatti la strada tracciata dal calo dei geopotenziali in quota in area mediterranea, farà da calamita ad altri disturbi che potrebbero intraprender una via leggermente più occidentale e affondare stavolta più a sud (vedi modelli come ecmwf e gem).

Se cosi fosse, ci troveremmo di fronte ad un altro corposo peggioramento nel nostro Paese, da inquadrare in tempistiche e intensità.

L’alta pressione tentennerà, ma non mollerà la presa facilmente!

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Il maestoso e forte anticiclone spezza Autunno è nella sua massima espressione nel bacino centrale del Mediterraneo, con esso le temperature sono molto miti per il periodo su molte nostre Regioni.

Il quadro meteo è destinato a non subire variazioni nel brevissimo termine, mentre ad inizio 3^decade secondo i modelli europei (Ecmwf-Ukmo), potrebbe aprirsi momentaneamente la via atlantica.

Ma il tutto sarebbe da confermare e soprattutto relegato velocemente ad alcune zone specialmente occidentali, mentre molte altre aree del Paese rimarrebbero a secco.

Ottobre continuerebbe a seguire una via secca e anticiclonica per altri giorni, con poche possibilità, in media, di precipitazioni estese e organizzate.

Esse di fatti latiterebbero e con un anticiclone che difficilmente lascerebbe completamente la scena,  con un  mese che sarà destinato per molti a proseguire e forse finire molto al disotto della media pluviometrica.

ANALISI MODELLI: novità o stasi meteo?

 

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Anche oggi inoltriamo il nostro sguardo al futuro meteo prossimo e lo facciamo con l’ausilio dei vari centri di calcolo, i quali ci fanno intravedere alcune speranzose probabilità di uscir fuori dal vicolo cieco della stasi meteorologica.

Se da un lato abbiamo già visto come l’alta pressione prenderà possesso di buona parte d’Italia, tranne locali infiltrazioni fresche dai quadranti orientali all’estremo sud, dall’altro volgiamo lo sguardo più in la con le carte e proviamo a tracciare un quadro probabilistico di ciò che potrebbe cambiare entro la 2^decade.

Va premesso che lo sconvolgimento barico europeo ad opera degli ex uragani è in atto e nella prima fase produrrà un allungamento dell’anticiclone delle Azzorre verso le zone italiane, soprattutto versanti tirrenici.

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Questo steep potrebbe esser definito come arco di tempo approssimativo e con percentuale di riuscita medio/alto fin verso il 4-5 di Ottobre, mentre in seguito ci accorgiamo che la prognosi resta riservata.

Infatti, con le analisi della deviazione standard ( che semplificando è la condizione  nella quale una certa zona geografica si viene a trovare dove sussiste una certa dispersione statistica, vale a dire una stima della variabilità).

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Più vediamo un colore arancione-rosso nella cartina in allegato più si manifesta una bassa affidabilità previsionale per l’area interessata nel target 7-8 Ottobre, con lo scenario che è ben lungi dall’esser inquadrato.

L’anticiclone che intanto dai primi di ottobre si sarà ingrassato in atlantico e con le sue propaggini più orientali allungato fin verso le nostre aree, in seguito, a seconda l’accelerazione o meno del Getto atlantico, potrebbe esser scalfito sia da nord che da nord/Est con alcune gocce fredde.

Sarebbe questo il 1° sintomo di invecchiamento del colosso anticiclonico, con le “ottobrate” che potrebbero ben presto esser ai titoli di coda dopo aver regalato l’ennesima stasi meteo in molte zone del Mediterraneo centrale.

L’unica condizione di un peggioramento del tempo entro la fine della 1^decade o l’inizio della 2^ è dunque da ricondurre a queste figure bariche, le quali erodendone la parte settentrionale o orientale del fianco anticiclonico, si potrebbero insinuare in area mediterranea.

Siamo solo in campo ipotesi sia chiaro, ma i principali modelli oggi come Reading, Gfs, vedono tale possibilità che andrà valutata nei prossimi aggiornamenti delle loro corse serali.

ANALISI MODELLI: domenica passaggio instabile, possibile peggioramento!

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L’interazione tra una massa d’aria fresca balcanica, scorrendo sotto il bordo orientale e meridionale dell’anticiclone che intanto si posizionerà nelle zone scandinave, sarà causa di un peggioramento del tempo nelle zone mediterranee.

a risentirne potrebbero essere le aree tirreniche fin verso il Sud della Penisola, tra domenica 24 e lunedì 25, da ovest verso est.

Domenica infatti potrebbero esserci le condizioni ideale per la genesi locali piogge e temporali che si muoverebbero dall’area tirrenica verso levante, interessando cosi alcune zone italiane, soprattutto del Centro/Sud.

In attesa di conferme per l’allineamento modellistico, diciamo subito che ancora ci sono molte discrepanze circa l’intensità e la tempistica del peggioramento che comunque appare probabile.

La visione più estrema è senza dubbio quella del modello canadese GEM che vede addirittura un profondo vortice mediterraneo colpire la Sicilia e poi il settore ionico del Sud tra 24 e 25.

Gfs mantiene una linea soft nell’ultimo suo run dell 00, alternando corse più pertubate ad altre meno, mentre i modelli europei UKMO e READING scelgono una via di mezzo, con un peggioramento localmente intenso, principalmente riguardante il Sud.

Ci aggiorneremo nei prossimi run, a presto!

Ultima decade di Settembre: arrivano le grandi piogge, Mediterraneo depresso?

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Le analisi degli ultimi aggiornamenti dei maggiori centri di calcolo, confermano anche oggi la possibilità che possano instaurarsi delle sinottiche favorevoli all’arrivo di alcune condizioni ideale per la genesi di aree depressionarie in sede mediterranee.

Il tutto sarebbe da ricondurre ad un cambio di pattern barico, forse temporaneo, coadiuvato dal concomitante posizionamento dell’anticiclone azzorriano tra Inghilterra, Scandinavia con allungamento a ponte verso nord/Est.

Questa mossa causerebbe la discesa di correnti fresche dal comparto russo-balcanico in direzione del Mediterraneo centrale, con conseguente nascita di depressioni in loco, capaci di apportare un peggioramento del tempo.

Ne conseguirebbe un’area depressa nel bacino centrale del Mediterraneo, favorevole alla nascita di situazioni piovose, con il ritorno delle grandi piogge in alcune aree della Penisola.

Tale scenario è supportato da tutti i centri di calcolo che si spingono fin oltre le 200 ore, parliamo di reading, Gfs e Gem, i quali tutti e tre mettono in risalto tale impianto come media possibile che potrebbe prender corpo nell’ultima settimana del mese in corso.

Ancora manca troppo per confermare tale tendenza e soprattutto per i dettagli di tale avvenimento meteo, che a quanto pare comunque ha una buona possibilità di realizzazione per quel che concerne l’impianto generale delle maggiori figure bariche come l’anticiclone che è visto migrare alle più alte latitudini europee.

Gli scenari contrapposti di Reading e Gfs: analisi scenari!

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Da qualche giorno, per chi è attento e segue le vicende del meteo analisi modellistici, si accorgerà che i due centri di calcolo internazionali dipingono scenari diversi e contrastanti uno dall’altro.

Il primo, il prestigioso modello fisico matematico di Reading, ecmwf vede una penetrazione franca delle correnti atlantiche in area mediterranea, con target 9-11 Settembre dritte nel cuore italiano.

Ne nascerebbe una forte prima pertubazione autunnale a tutti gli effetti, preceduta da forti correnti meridionali e abbondanti piogge da scirocco nelle zone esposte della Penisola.

Diverso invece il responso del centro di calcolo americano Gfs, il quale nei suoi run, da alcune corse, propone un isolamento di un cut/off (goccia fresca in quota) nei mari attorno alle zone meridionali e Sicilia.

Ne scaturirebbe cosi un periodo instabile al Sud e nell’isola, a partire dalla giornata dell’8 Settembre in poi, mentre il resto della Penisola, aree costiere in genere, sarebbero governati da un tempo discreto con sola attività termoconvettiva diurna sui rilievi.

Nei prossimi giorni vedremo chi la spunterà e quali potrebbero essere i risvolti per la parte finale della 1^decade del primo mese autunnale meteorologico.