I modelli fiutano il primo freddo stagionale, occhio all’interazione tra correnti da est e quelle mediterranee.

FREDDO2DECNOV2018

 

Lo scenario che si potrebbe impiantare, forse temporaneamente,  in attesa di un sensibile rinforzo del Vortice Polare e quindi alla conseguente poca ondulazione del Getto, vede i primi freddi in possibile scivolamento lungo i bordi orientali dell’Anticiclone.

La meta preferenziale sarebbe il comparto balcanico, attraverso un canale che vedrebbe scivolare masse d’aria artico-continentale da Nord/Est, per poi piegare più da ENe in direzione delle nostre lande adriatiche.

Difficile ad oggi capire con che modalità esse potrebbero penetrare nelle nostre Regioni, se in parte o interessate direttamente dall’azione fredda, per altro non troppo rigida alle varie quote, stante la mancanza di un grosso serbatoio di freddo russo.

Di certo c’è un cambio di pattern barico, seppur temporaneo, che a discapito di quello che fin’ora è avvenuto a livello sinottico mediterraneo si comporterebbe diversamente ma con finalità non dissimili dalle ultime settimane.

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Il blocco anticiclonico che ha contribuito nelle scorse settimane alle grandi alluvioni nel Mediterraneo centrale e nostro Paese, con la prima parte autunnale piovosa e molto piovosa in alcune Regioni italiane

Fino ad ora infatti abbiamo avuto un forte blocco altopressorio a est che ha impedito alle correnti atlantiche di penetrare verso levante, bloccandosi in loco e dissipandone l’energia su molte Regioni italiane e del comparto mediterraneo centrale, con episodi alluvionali e purtroppo con una lunga scia di tragedie.

Mentre il prossimo imminente futuro vedrà lo spostamento dell’anticiclone che dall’area mediterranea (dov’è in atto una momentanea pausa stabilizzante), si piazzerà in sede scandinava, contribuendo all’intrusione di masse d’aria artico-continentale in possibile confluenza con quelle mediterranee.

Da notare come da quanto detto ne nascano diverse soluzioni, contemplate dai run pertubati modellistici i quali mettono in risalto soluzioni d’entrata del primo freddo in maniera diversa, con il modello americano che vede l’entrata del primo freddo più alta e quella inglese più bassa.

Con tale discordanza si potrebbero realizzare diversi andamenti meteorologici, con il primo modello che vedrebbe scivolare il freddo più verso il centro/nord, mentre il secondo più verso il centro-sud, con target adriatico comunque in pole per l’azione diretta da est.

Ma non è tutto, con tale dinamica evolutiva, tutto quello che ne deriverebbe potrebbe altresì complicare la situazione in area mediterranea con la formazione di depressioni a carattere freddo, per l’interazione tra le correnti fredde balcaniche e quelle più miti mediterranee.

Sarebbe dunque da attenzionare un’ondata di maltempo con il possibile coinvolgimento di alcune delle nostre Regioni, specie quelle dell’area ionica, in contemporanea con l’avanzare verso levante di correnti più temperate oceaniche.

Lo scontro potrebbe avvenire in prossimità dei mari più meridionali, difficile se non impossibile ad oggi dire dove esattamente, ma se fosse confermata tale dinamica, di certo il maltempo tornerebbe a far visita le aree recentemente colpite da grossi quantitativi pluviometrici (Sicilia – Calabria) specie ioniche.

Ai prossimi aggiornamenti.