Gli ex uragani entrano in Europa, modelli nel caos! aggiornamenti sul futuro meteo!

zoom europa centromeridionaleFINoal30sett2017

 

Declassate a forti depressioni, gli ex uragani (Maria e Lee) entrando nel nostro Continente verranno riassorbite dal flusso dei venti occidentali atlantici e produrranno scompiglio in campo previsionale anche nel medio termine.

Per la tendenza riferita ai primi giorni di Ottobre, ancora non è chiaro come l’atmosfera vorrà agire nelle nostre lande, proprio per questa causa suddetta che manderà in tilt i centri di calcolo fin quando tutti i modelli non troveranno la “via maestra” da tracciare.

Mancano circa 5-6 giorni e il destino della nostra Penisola è in mano alle possibilità che possano esserci altri peggioramenti con altre preziose razioni d’acqua per il nostro territorio tanto provato nei mesi precedenti.

Ma come questo avverrà ancora non è chiaro, se sarà un peggioramento intenso o meno e relegato a buona parte del Paese o solo per pochi, con alcune Regioni interessate.

Le medie probabilistiche evidenziano che l’area del Sud e specialmente quella ionica da qui a fine mese riceverà buone dosi di pioggia, anche sotto forma di temporali e localmente anche a carattere di nubifragio.

Dapprima saranno le interazioni tra aria fresca balcanica con quella più umida preesistente mediterranea a dettar legge fino al 30 di Settembre (primo steep), poi dal 1-2 di Ottobre invece entrerà in scena la corrente atlantica a latitudini europee. (secondo steep)

Ma fin dove si spingerà ancora è poco chiaro, dove nei precedenti run i centri di calcolo abbozzavano un’entrata netta ad ovest dell’Italia con conseguente formazione  di depressione e tanta pioggia, mentre adesso il tutto si limiterebbe verso est con al massimo una sfuriata da nord meno piovosa.

Il Getto in questo secondo caso, correrebbe troppo teso per poter produrre un’ondulazione, scambio di calore verso sud, fallendo il tentativo di penetrazione e conseguente netto calo pressorio nei nostri mari.

Al massimo si potrebbero avere delle locali situazioni instabili, ma niente forte peggioramento generalizzato che si sarebbe avuto qualora il flusso atlantico fosse avvenuto con l’oscillazione ad Ovest. (per avere le abbondanti piogge autunnali nel nostro territorio si deve instaurare un rischiamo di aria umida da meridione che precede il fronte freddo).

Quale azione preverrà? 

Al momento prevale la seconda opzione, con nessuna forte ondata di maltempo generalizzata per i primi di Ottobre, ma locali situazioni instabili sparse da inquadrare.

Questo è il responso degli ultimi run modellistici, vedremo nei prossimi giorni di chiarire anche questo secondo steep, che riguarda l’entrata in scena del secondo mese autunnale.

L’Autunno piovoso sale in cattedra a inizio Ottobre secondo il modello americano!

OTTOBREINIZIO2017

 

L’Autunno cerca la strada da percorrere e calca l’acceleratore facendo sul serio a inizio Ottobre secondo l’evoluzione del modello americano GFS, che da alcune corse mette in risalto un affondo pertubato atlantico nel cuore del Mediterraneo centrale.

L’evoluzione è molto incerta trovandosi ancora a circa una settimana di distanza, ma da alcuni run il centro di calcolo statunitense prova a trovare la via corretta proponendo l’entrata nel Mediterraneo centrale di una goccia d’aria fredda in quota.

Diciamo subito che, seppur da più corse tale modello veda tale sinottica, c’è un problema sull’affidabilità che è tutt’ora scarsa, ed è da ricondurre agli ex uragani, che una volta giunti nel nostro Continente sotto forma di depressioni, vengono agganciate dal flusso atlantico.

Tale mossa è deleteria per la visione modellistica, che ha enormi difficoltà a volte perfino nel breve-medio termine, data la tendenza di “disturbo”  da parte di queste figure bariche.

Esse risultano delle “mine vaganti” e condizionano le westerlies (venti occidentali atlantici nel nostro emisfero Boreale), con netti cambi di rotta tra una corsa e l’altra dei modelli fisico-matematici.

Quindi armiamoci di pazienza e non facciamoci ingannare da alcuni run che propendono per una soluzione piuttosto che un’altra, dato che per conoscere il tempo che farà nei primi di Ottobre bisognerà aspettare qualche altro giorno per poter capire cosa la natura deciderà di fare.

Analisi modelli: forte peggioramento atlantico dal 10?

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Le carte stamane mettono alla luce un’opportunità ghiotta da sfruttare al massimo sotto l’aspetto pluviometrico qualora fosse confermata anche nei prossimi giorni, con l’entrata di una intensa pertubazione atlantica in area italiana tra 10 e 11.

Siamo a medio-lungo termine, parliamo pur sempre di carte a sei giorni di distanza, che vanno si prese con le pinze, ma andando a sbirciare delle medie modellistiche e riferite a più run consecutivi, possiamo notare come possa esserci tale possibilità.

Sarebbe il primo vero affondo intenso della stagione autunnale, con piogge estese e persistenti, con tempo anche pertubato prima al Centro-Nord, poi anche nelle zone del Sud specie lato tirrenico.

La possibilità che tale mossa possa incastrarsi a dovere al momento è d’affidabilità bassa, ma a vederla sono sia il modello americano GFS che quello canadese GEM.

Lo sconvolgimento modellistico nei prossimi giorni sarà davvero notevole nei prossimi giorni anche a causa della possibile alterazione alle westerlies (flusso dei venti occidentali nell’emisfero boreale) da parte degli ex uragani atlantici, che inevitabilmente faranno peggiorare l’affidabilità modellistica una volta entrati nel nostro Continente sotto forma di forti depressioni.

Dunque si alterneranno corse molto discordanti tra i vari centri di calcolo, dove compariranno possibilmente intense fasi calde di natura pre-frontale (vedi Reading nei run di ieri sera e stamattina), ad altri con una netta penetrazione degli affondi diretti nel nostro Paese.

Non ci resta quindi di andare avanti seguendo i vari steep modellistici condizionati inevitabilmente anche da questo fattore, sapendo che l’affidabilità sarà molto bassa in questa fase dell’anno per via della transizione tra Estate ed Autunno, con l’aggravante quest’anno di una intensa attività convettiva atlantica con la nascita di forti uragani che potranno minare i centri di calcolo anche nel medio-corto termine.