Meteo prossimi giorni: raffica temporalesca e di grandine, rischio nubifragi fino in Sicilia!

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Inutile girarci troppo attorno, le ultime estati stanno ancora una volta dimostrando, in questi anni 2000′, come gli estremi meteo ormai sono realtà e solo chi ormai ha le bende agli occhi non si accorge che qualcosa è cambiato.

E’ cambiato in eccessi, estremi che fanno ormai parlare di se anche nel cuore della bella stagione o ex bella stagione a secondo dei punti di vista di come la si vede, dove a regnare ormai è tutto tranne che la normalità.

Eccessi di caldo si avvicendano e si danno il cambio a repentine dinamiche opposte, quelle che apportando severissime condizioni di maltempo, del resto lo abbiamo visto tutti cosa è capace di fare madre natura al minimo sbuffo fresco in quota in Italia.

Le ultime estati per intenderci sono state molto significative da questo punto di vista anche perchè normalmente nel cuor dei mesi più stabili dell’anno, quali Luglio e Agosto, almeno la sua prima parte, si è visto tutto e il contrario di tutto.

Anche la dove questa soluzione media era evidente, con questo non vi sto dicendo che era impossibile che piovesse ma che certi eventi non rientrano nel canone di questo periodo a cosi basse latitudini.

Sto parlando delle estreme Regioni meridionali, Sud in genere e versanti costieri, assodato che nei monti le azioni termo-convettive era pur sempre una possibilità estiva in codesto periodo anche nel passato.

A partire quindi dal prossimo week-end entrerà in azione un’altra goccia d’aria fresca in quota, quella che probabilmente sancirà un break più esteso a quasi tutte le Regioni, includendo anche quelle che sono state saltate nei precedenti.

Sicilia e Calabria potrebbero dunque esser raggiunte da piogge, temporali e locali fenomeni localmente intensi anche sotto forma di nubifragio con grandine di un certo peso.

Il tutto a partire da lunedì 15 e fin verso martedì 16 Luglio, dove le simulazioni numeriche propendono per un momentaneo stop clamoroso dell’Estate.

Badiamo bene che a differenza di altre Regioni dove l’energia in parte si è dissipata, con quell’accumulo di calore latente che poi è stato in parte rilasciato con i temporali violentissimi e quelle enormi grandinate, nelle nostre zone ancora nessun fenomeno è avvenuto.

Detto questo ci si aspetta purtroppo come possano esserci le condizioni per forti temporali a macchia di leopardo di difficile localizzazione, dove i vari parametri analizzati propendono per un’alta possibilità di temporali e grandinate localmente intense tra lunedì e martedì.

Ecco dunque che anche nel cuore dell’Estate e nelle zone dove non ti aspetti chissà quali fenomeni sulle zone costiere, potrebbero esserci quelle caratteristiche del tutto similari a mesi autunnali e non di Luglio, dove le vere pertubazioni sono rare per le nostre lande.

Ennesima prova di come ormai gli eccessi meteo fanno già parte del nostro clima e la frequenza e intensità dei fenomeni atmosferici ne è la prova lampante, anche la dove prima erano solo un lontano miraggio.

Ai prossimi aggiornamenti.

 

Temperature tropicali nei nostri mari: Raggiunti i 30.4°C nello Ionio, rischio Autunno alluvionale?

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E’ tempo di iniziare a dare uno sguardo di quello che potrebbe nascere a livello italiano nel prossimo trimestre, quello autunnale, dando uno sguardo più da vicino ai primi segnali per Settembre basandoci sulla visione CFS.

Ebbene, diciamo subito che c’è un importantissimo aspetto da evidenziare e mettere in risalto, quello dei nostri mari.

Oggi pomeriggio le temperature delle acquee superficiali, nella segnalazione dell’ Aeronautica militare per le ore centrali del giorno hanno lambito e superato la soglia pazzesca di 30°C su una totalità delle acquee ioniche.

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Cifra peraltro raggiunta con estensione del 100% della totalità del bacino dove è possibile misurarne attraverso le boe la sua temperatura superficiale.

Cifra davvero imponente, carburante energetico davvero enorme pronto per essere dissipato alle prime intrusioni fresche in quota della stagione autunnale in vista.

 

Ma è sempre scontato che un mare cosi caldo, ormai divenuto quasi tropicale, possa essere segnato poi da una fase autunnale estremamente alluvionale?

La risposta è no! Anche nel 2003 in molte zone d’Italia si raggiunsero picchi termici marini similari a questa Estate 2017, per altro molto simile come ondate di calore intense, ma diversa dai dati finali trimestrali irraggiungibili ad oggi in questa stagione.

Un mare caldissimo non è mai certezza di eventi alluvionali, perchè proprio come nel 2003, tranne eccezioni come in Sicilia, vedi l’alluvione del SE siculo, nel resto del Paese ci fu un Autunno meno estremo rispetto ad altri degli ultimi anni.

La prevalente componente eolica delle correnti fu settentrionale, questo impedì un richiamo umidissimo da sud, con molte zone risparmiate dalla natura a possibili eventi atmosferici cattivi.

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Analisi termico-pliviometrica a livello mensile ipotizzata dal modello stagionale CFS, anomali di poco negative a ovest del Paese e in media altrove, con piogge superiori alla norma al Centro-Nord e aree tirreniche. (NON SONO PREVISIONI MA ELABORAZIONI NUMERICHE IN FASE SPERIMENTALE)!

 

Sarà anche questo 2017 cosi?

Impossibile dirlo ad ora, le tendenze, le prime bozze effettuate per poter capire cosa ha in mente la natura sui prossimi 3-4 mesi è ad oggi indecifrabile, come del resto è inutile poter chiedere che tempo farà da qui a 3 o 4 settimane perchè la valenza delle previsioni man mano che cresce l’arco temporale si riduce a un bel 0%!

E allora cosa dobbiamo aspettarci come statistica per il primo mese di Settembre?

La statistica ci dice che questo mese in Italia è ancora un mese simil estivo nella sua prima decade, mentre una lenta decadenza avviene nel proseguo di esso con i primi temporali autunnali marittimi pronti alla loro comparsa sanciti dalla fase detta “tempesta equinoziale“.

Essa può incorrere a metà-fine Agosto, inizio-metà Settembre che sia, ma negli anni 2000′ si è spesso spostata a volte anche a Ottobre, vista la presenza spesso di alte pressioni sub-tropicali che ne hanno ritardato il suo arrivo.

Con uno sguardo quindi statistico e prendendo come riferimento questo, potremmo dire che in Italia il prossimo mese potrebbe essere in prevalenza anticiclonico al Centro-Sud nella prima parte e con più dinamicità al Nord con fronte pertubato atlantico in lenta ed inesorabile discesa di latitudine.

La seconda parte del mese, dalla 2^ decade fin verso la 3^ si ipotizza che qualche spunto instabile localmente anche intenso possa iniziare a comparire anche nel settore tirrenico meridionale e ionico.

Eventuali fenomeni sarebbero da monitorare, viste le acquee estremamente calde su valori eccezionali, i quali sono sinonimo di grosse manifestazioni temporalesche di tipo marittimo qualora un’intrusione di masse fresche in quota  (cut-off) o di veri e propri fronti atlantici riuscissero a penetrare in area italica.

 

L’Estate 2017 tra eccessi di caldo e fenomeni dannosi

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Ecco lo scenario medio a livello europeo che potremmo riassumere in questa Estate fin’ora.

E’ stata una Stagione che in media sta vivendo periodi poco dinamici a tratti anche localmente molto secchi a sud del Continente, mentre ogni tanto le code del flusso atlantico instabile apportano dei peggioramenti localmente intensi che lambiscono anche le zone settentrionali italiane, la Francia e parte dell’area balcanica e zona turca.

La cartina elaborata dal modello americano GFS, ci fa notare come cambi poco per le zone più a sud del Continente nelle prossime 72 ore, con il flusso atlantico troppo a nord, che rappresenta una stima pluviometrica a livello europeo.

Tranne brevi break nelle zone della Penisola Iberica settentrionale, area che potrebbe ricevere qualche preziosa pioggia, dopo l’ennesima stagione caldissima, il resto del Mediterraneo centrale e fin verso l’area basso balcanica sono quasi del tutto fuori da grossi cambiamenti.

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L’Italia, cosi come il resto della zona orientale del Mediterraneo saranno alle prese con clima per lo più secco al Centro-Sud, più piovoso al Nord solo perchè si troverebbe esposto al passaggio di alcune code di fronti atlantici, che ogni tanto si abbasserebbero di latitudine.

Questi coinvolgeranno parte del centro europeo, alcune aree alpine, pre-alpine, e settori alto balcanici.

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Violentissimo temporale dannoso nato nel Ne italiano che poi si è spostato in Slovenia, foto inequivocabile della grossa grandinata avvenuta in zona.

In queste zone la piovosità andrà ad aumentare localmente con forti temporali e fenomeni anche localmente violenti e dannosi (vedi i già primi disastri tra Trentino Alto Adige e Cortina di questi ultimi due giorni).

Arrivano notizie anche di un fortissimo temporale di grandine, nato nel Ne italiano, che poi si è rinforzato in area slovena dove ha prodotto severo maltempo. (foto allegata accanto)

Del resto per oggi l’ente estofex, cosi come tutti i vari parametri analizzati erano preposti ad un cattivissimo maltempo in zona, dove l’allerta di grado 2 prevedeva la possibilità di grandinate intense e locali tornado.

Dal caldo ai temporali violenti in alcune zone italiane!

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Mentre raggiunge il picco la storica ondata di caldo in Italia Centro-Settentrionale, essa allenterà la presa solo a inizio 2^decade anche al Sud, dando il via libera alla tanto agognata rinfrescata.

Il caldo insopportabile, divenuto atroce negli ultimi giorni, lascerà però spazio a fenomeni davvero violenti, secondo i modelli soprattutto nell’area alpina e in alcune zone del Nord Italia.

Nella carta allegata del modello globale GFS, si notano i picchi di accumulo che potrebbero verificarsi entro un range temporale di 144 ore.

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Si notano le possibili infiltrazioni fresche in quota al Nord, le quali con l’abbassamento del flusso atlantico pertubato, sancirebbero la fine dell’ondata di calore in atto a suon di violentissimi temporali.

Il rischio di forti fenomeni è alto, visto anche il grosso carburante accumulato in questi giorni di “follia meteo-climatica“, che sicuramente passeranno alla storia meteorologica italiana per molti anni.

Al Centro-Sud cambierebbe poco in termini di piogge in questo frangente, con scarsa attività da parte dei fronti atlantici di penetrare in pieno Mediterraneo. Al massimo si avrebbero delle locali note di instabilità a macchia di leopardo.

Di veri peggioramenti qui non se ne scorgono nemmeno a lunghissimo termine, continuando il trend secco su molte aree del mezzogiorno d’Italia e delle aree centrali italiane.