Lo SW e il FW tra i più forti mai registrati a distanza di pochi mesi, conseguenze nel lungo termine?

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La Natura fa ciò che vuole e a volte rende tutto strabiliante agli occhi di tutti noi meteo appassionati, ma ancor di più per la comunità scientifica che studia l’andamento meteo-climatico da una veste più tecnica.

A distanza di pochissimi mesi abbiamo avuto uno dei più forti se non il più intenso riscaldamento stratosferico SW e il più forte riscaldamento tardivo della storia Final Warming FW.

E se da un lato il tutto è studiato e verrà approfondito dagli esperti, l’altra faccenda riguarderà le possibili ripercussioni di quest’ultimo avvenuto in ritardo di circa una decina di giorni.

La differenza tra i due è principalmente relegata alla collaborazione tra le quote inferiori (la troposfera), quella che a noi interessa e dove avvengono i fenomeni atmosferici per capirci meglio.

Tra fine Dicembre e Gennaio tale accoppiata non ci fu e quindi l’episodio invernale estremo fallì su larga scala, mentre in quello in atto l’accoppiata Stratosfera-Troposfera è stata eseguita.

Ed ecco che molte zone del vecchio Continente stanno sperimentando l’invernata tardiva che ha apportato nevicate su molte zone con un possibile replay entro metà mese sui settori orientali.

Maggio, ultimo mese della stagione primaverile è iniziato con connotati espressamente invernali in  aree del centro-settentrionali del vecchio Continente e da circa 48 ore anche il nostro Paese sta assaporando un ritorno invernale.

Un fatto non raro ma eccezionale, dove nel passato perfino in Giugno si ebbero raffreddate anche notevoli, seppur rappresentano appunto l’eccezione e non la regola, con uno sbalzo termico che in alcune Regioni hanno toccato i 10-12°C se non di più rispetto le medie trentennali.

Adesso questo sconquasso ai piani alti dell’alta atmosfera si ripercuoterà ancora per diversi giorni anche nelle nostre lande, con un sali e scendi termico e con altre occasioni di irruzioni d’aria artica anche se non intense come quest’ultima che ha portato la neve a quote basse per il periodo in molte zone dell’Appennino.

I modelli fisico-matematici individuano un’altra azione meridiana ad opera delle correnti di matrice artica entro metà mese, tra 12 e 14 Maggio, con risvolti principalmente relegati al settore adriatico-balcanico.

Sarà un’altra sortita invernale dunque a continuare un trend molto fresco se non freddo, visto il periodo in essere, che potrebbe apportare ennesime nevicate sui monti a quote definibili “basse” su molte zone balcaniche e magari dell’Appennino centro-meridionale.

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Ma ciò che importa è anche i risvolti che tale situazione potrebbe apportare anche a lungo e lunghissimo termine, condita da altri fattori concatenati, come un dormiente fronte di convergenza intertropicale ITCZ, sotto media.

Anche le anomalie termiche mediterranee, sotto media, potrebbero contribuire a un ritardo stagionale e che comporterebbe un mese di Maggio in media sia termica che pluviometrica su buona parte delle Regioni centro-settentrionali e parte di quelle meridionali.

Non ci stupiremmo se anche il mese in questione finisse senza ondate di caldo rilevanti, con un anticiclone africano che potrebbe avere delle difficoltà a risalire la china in serbo a tale andamento stratosferico.

E l’Estate?

Beh adesso chiedete troppo, ai prossimi aggiornamenti.

Sciabolata molto fredda, neve a quote bassissime!

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L’Inverno è pronto a dare una zampata, una delle ultime stagionali, forse la così detta ciliegina sulla torta che calerà il sipario sulla stagione inerente al calendario meteorologico che si concluderà il 28 di Febbraio, con un trimestre davvero particolare in terra sicula.

Dall’area russa è in arrivo una velocissima azione molto fredda di pura estrazione artica-continentale, che dalla serata odierna inizierà a tracimare sui vicini Balcani, andando poi a penetrare con azione retrograda verso il comparto adriatico.

Dalla tarda sera e notte si attiveranno forti o molto forti venti di grecale che con impeto scavalcheranno l’area appenninica e si riverseranno entro domani a tutto il comparto tirrenico e ionico.

Essi saranno il preludio del “bolide gelido“, possiamo definirlo così, vista la sua rapidità e violenza con il quale manderà un sussulto invernale alle zone centro-meridionali italiane.

Il quadro termico calerà bruscamente anche in presenza di venti forti o molto forti dai quadranti settentrionali, sintomo che la massa d’aria molto fredda è di ottima qualità e a differenza di quella artico-marittima si riverserà nei sottosuoli più velocemente anche senza fenomenologia.

Certamente la rarità dell’evento in questione sarà sia per la sua velocità, sia per la sua violenza, con un mix tutto da seguire e con pochi precedenti negli ultimi anni, visto l’entrata particolare e la dinamica che si verrà a creare, di certo non comune.

Andando alla dinamica, vedrà l’innesco di una rapida ciclogenesi ionica in spostamento in moto retrogrado verso WSW, che da domani verso le ore centrali, tenderà a traslare verso il canale e basso ionio entro la serata e notte a cavallo di domenica.

Quindi la visione modellistica ormai prossima agli ultimi ritocchi, per poter definire meglio i dettagli, vede da una parte il modello ECMWF di Reading evolvere il nocciolo molto freddo (-30;-32 a 500hpa) e poco sotto i 1500 mt valori tra (-5;-7°C) più a ovest rispetto a quanto vedrebbe GFS.

Questione di una manciata di km che faranno la differenza sia in termini di tempistiche che di fenomenologia per alcune aree sicule e crediamo che alla fine solo in sede di nowcasting potremmo seguire il tutto, senza mai avere la certezza assoluta neppure a 6 ore dall’evento.

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Detto questo, passando alla fenomenologia, possiamo dividere due fasi.

1^FASE: Tra mattinata tardi e primo pomeriggio a favore dell’area tirrenica soprattutto con entrata di venti tesi o forti da NNE o NE, calo sensibile delle temperature e fenomeni che entro il pomeriggio potranno risultare nevosi a quote di collina o bassa collina.

Coinvolto principalmente il settore del palermitano comparto Madonie e aree nebroidee e del messinese tirrenico occidentale, area peloritana occidentale con quota neve in sensibile calo sin verso i 100-300 mt.  Meno esposti quelli orientali e Stretto, dove potrebbe esserci parziale ombra pluviometrica (visione reading).

Se andasse in porto l’azione più orientale dei GFS op e parallelo rientrerebbe anche il settore peloritano orientale e quello strettese, dove le eventuali nevicate sarebbero relegate a quote molto basse (200-300 mt).

2^ FASE: Tardo pom-sera e fin verso la mattinata domenicale, entrano venti di grecale e e levante sotto la concomitante traslazione della struttura nel basso ionio, con formazione di una depressione a carattere freddo.

Colpita anche l’area ionica e ancora l’ovest e centro siculo tirrenico maggiormente, con fenomeni nevosi a quote che tendono ad alzarsi per via dello scorrimento del nocciolo freddo in quota verso il canale.

Nel contempo arriva l’occlusione da ENE verso sera e prime ore domenicali,  con interessamento del messinese e poi maggiormente del comparto catanese e Se siculo in generale, con forti fenomeni e neve in collina.

Data l’incertezza di quanto possa resistere l’eventuale apporto freddo al suolo derivato dall’entrata della massa molto fredda delle ore precedenti, non si può escludere come aree del catanese soprattutto, possano avere delle eventuali sorprese bianche fino a quote molto basse (200-300 mt) e fiocchi misti a quote pianeggianti.

La situazione è molto ingarbugliata e soggetta anche a clamorosi risvolti pure in sede di nowcasting, quindi è molto facile commettere grossolani errori previsionali per possibili scostamenti di qualche manciata di km, dove rientrerebbero aree rispetto ad altre.

NEVE ETNA: dalle ultime elaborazioni appare possibile una consistente nevicata sin da quote basse, ma con apporti anche di oltre mezzo metro dai 1500-2000 mt di neve fresca.

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MAREGGIATE: Mari molto agitati o grossi, sia il tirreno specie settore ovest (onde sui 5-6 mt a largo) e sia il basso Ionio, con possibili forti mareggiate nel settore palermitano e trapanese, basso catanese e siracusano, in concomitanza di venti molto forti di raffiche fin verso i 100-110 km/h da NE.

Colpito anche parte del messinese, specie il basso versante con onde di mare morto in arrivo da Est-Nord/Est fin verso i 4 forse 5 mt entro domenica, dove l’erosione costiera degli ultimi anni potrà causare l’arrivo di alcune ondate lungo la S.S. 114 con parziale insabbiamento delle carreggiate.

Mediterraneo centrale bersaglio del maltempo invernale reiterato!

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Tutto confermato, aspettavamo che l’ambito troposferico reagisse a quel grosso riscaldamento ai piani alti di Dicembre, dove a fatti compiuti esso si è rivelato uno dei più intensi della storia recente, similare a quello visto nel mese dicembrino del 1985!

Adesso la risposta ai piani bassi, quelli che a noi interessano per capirci meglio, dove avvengono i fenomeni atmosferici, nella troposfera e con condizionamento che sarà relegato fin verso la parte bassa di questo piano atmosferico terrestre.

Facile dedurre che da un lato il VPS tende a riassorbire il duro colpo, mentre quello troposferico VPT riceverà un autentico colpo in faccia con stordimento o addirittura KO, per far un esempio pratico.

Sarà allora che la terza decade di Gennaio sarà pesantemente condizionata dai primi sintomi di questa dura ed estenuante lotta, avvincente, con il Mediterraneo centrale che probabilmente sarà il “ring” per vederne i possibili scenari.

Ad inizio decade si inizierà con l’ “articata” o con correnti polari marittime (meno fredde ma più instabili), che penetreranno con asse NW verso SE in direzione Mediterraneo centro-occidentale, formando almeno 2 depressioni una dietro l’altra.

Sarà in tal frangente che alcune zone italiane del NW potrebbero ricevere le prime nevicate a quote basse o molto basse, condite da geopotenziali bassi e temperature a 850hpa sotto media.

Certamente ancora non si avrà a che fare con il gelo ne alcun episodio invernale storico ne violento, ma sarà inverno e tornerà il dinamismo la dove è mancato nella prima parte di stagione.

Ma sarebbe l’inizio di una lunga fase invernale, la quale poi se si incastrassero alcune condizioni favorevoli, più in avanti, sul fine mese e inizio Febbraio potrebbe pure sfociare in qualcosa di più grosso a “chiusura continentale”. (al momento solo indizi nessuna conferma)

Direi di fermarci qui, inutile andare avanti con scarsa predicibilità e grossa dispersione nei vari centri di calcolo oltre un tot di ore, soprattutto per quel che concerne i vari orticelli.

Ai prossimi aggiornamenti, ne vedremo delle belle!

Altra irruzione fredda tra 9 e 11 Gennaio, poi pausa in attesa della 3^decade mensile..

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E’ prematuro ancora parlarne, si viaggia a mosse e come in una partita di scacchi le varie figure bariche si muoveranno condizionate da ciò che gli andamenti stratosferici trasmetteranno, in modo lento ed inesorabile ai piani bassi dell’atmosfera.

Nella zona troposferica, quella bassa, dove a noi interessa perchè soggetta ai fenomeni meteorologici al momento si hanno solo delle “toccate e fuga” non derivanti a ciò che è successo ai piani alti.

La collaborazione è in attesa, con la zona troposferica che sta ricevendo solo i segnali per il momento, ma presto le cose potrebbero cambiare, a larga scala europea, derivante dal grosso riscaldamento ai piani alti, sui livelli di quello famoso avvenuto a fine Dicembre 1984.

Ai piani alti si è avuto il secondo split del vortice polare nel giro di 1 anno circa, roba da record anche per la vicinanza dei due eventi, meritando lo studio e l’attenzione dell’intera comunità scientifica.

Mentre quello scorso di fine Febbraio 2018 ha condizionato poi in modo tangibile in troposfera molte zone d’Europa e parte d’Italia, questo di fine Dicembre 2018 ancora latita, anche perchè ogni evento è sempre diverso ed è giusto ribadirlo ancora una volta.

Ma intanto c’è da segnalare l’evento di origine artica con parziale contributo continentale che ha arrecato la prima intensa ondata di freddo e neve al Sud e comparto del medio/basso versante adriatico, in attesa di un’altra moderata sempre nelle medesime aree.

Infatti tra 9 e 11 Gennaio arriverà la seconda irruzione fredda della stagione, con target ancora una volta orientale, anche se non sarà intensa e porterà altri cm di neve tra le colline e le montagne nelle zone appenniniche del meridione e Sicilia.

Passata questa irruzione l’Inverno molto probabilmente si prenderà un pausa nella restante parte della 2^decade, fisiologicamente direi, in attesa di quello che sarà l’andamento della sua parte finale, dove non è escluso che possa dare il meglio di se.

Infatti pur non conoscendo le sorti dei vari orticelli italici, quello che è ben visibile è che lentamente e anche grazie al normale andamento ciclico stagionale, il V.P. possa frenare e produrre degli scambi di calore nella sua seconda parte di stagione.

Con trasmissione o no, si vedrà, comunque sia, una stagione dove ci saranno altre occasioni fredde e nevose, vuoi per la possibile collaborazione troposferica, vuoi per l’allentamento delle correnti atlantiche sparate in 2^decade poco propense a realizzare blocchi atlantici durevoli.

Ma l’obiettivo appare vicino, dove aumenteranno le possibilità di blocchi atlantici sul finire del mese ad iniziare dall’inizio della 3^decade, con successiva espansione di un tentacolo del V.P. fin verso le medio/basse latitudini.

Dunque sarà lecito aspettarsi affondi d’aria artica marittima e via via anche in parziale contributo continentale, a “chiusura” tra il concomitante rilascio freddo dalle alte latitudini (collaborazione troposferica probabile con effetti visibili) e la successiva azione di blocco che potrà evolvere verso Ne, così da creare un’azione a “ponte” tra l’alta pressione russa entro Febbraio.

NB. Queste analisi non valgono ai fini locali e orticellistici, ma sono possibili scenari a larga scala continentale, dove grazie a determinate vicissitudini stratosferiche in lenta propagazione ai piani bassi, potrebbero incastrare alcune soluzioni invernali favorevoli anche per l’area mediterranea.

C’è da dire che il proseguo stagionale sarà ad alto rischio invernale anche la dove fin’ora non si è manifestato, vedi aree tirreniche e Centro-Nord in genere, aree penalizzate da una soluzione da Ao – Nao neutro positive o leggermente negative, indici descrittivi che seguono l’andamento dei modelli fisico/matematici.

Quando essi sono invece previsti in vistoso calo, aumentano le chance per invernate anche in altre zone europee, con target più occidentale, in modo da favorire anche altri settori rispetto a quanto avvenuto in questa prima metà invernale.

Ai prossimi aggiornamenti.

*SPECIALE NEVE MESSINESE*: Domani 4 Gennaio giornata clou per le sorti nevose!

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L’ondata di freddo, che è solo agli albori in queste ore, sta per entrar nel vivo in tutta la sua maestosità anche nelle estreme Regioni meridionali, dove la giornata odierna apre quella che potrebbe essere una delle più intense situazioni freddo/nevose degli ultimi anni.

In effetti non e’ mai scontato che ad un freddo magari pungente, possa poi “collaborare” sua maestà dama bianca, dove molte volte al sopraggiungere del freddo più intenso alle basse quote troposferiche, i fenomeni tendono a scemare o a ridursi moltissimo.

Non sarà questo il caso, lo andiamo a scoprire con alcune considerazioni che ci faranno ben capire come domani, 4 Gennaio 2019, possano esserci le basi per un evento davvero entusiasmante, qualora coincidessero vari parametri alla perfezione.

Voi vi chiederete come sia possibile se proprio in questi ultimissimi anni abbiamo sperimentato già almeno 2 forti irruzioni fredde artico/continentali (30-31 Dic 2014) e (6-7 Gen 2017), con la dama che si è depositata al suolo fin verso aree che normalmente hanno un clima più temperato.

Ebbene, dai dati in nostro possesso e facendo un rapido riepilogo e paragone per quel che concerne l’ultimo episodio nevoso con attecchimento fin verso le spiagge messinesi (mattina del 7 Gennaio 2017), vi possiamo dire che la situazione di domani è potenzialmente “esplosiva“!

Andando ad analizzare le varie quote alle quali tanto fanno riferimento i meteo appassionati ( 500hpa e 850hpa) possiamo già dire che tutto sarà quasi perfetto, dove entro domani si prevede l’entrata di un nucleo gelido di ben -38°C condito da una efficace -7°;-8°C alle rispettive quote indicate.

Ciò significa che lo zero termico entro il pom-sera di domani si attesterebbe sui 350-400 mt, con rovesciamento degli eventuali rovesci di neve fin verso quote prossime al suolo e dove in presenza di un ambito “fertile” con innesco di alcuni parametri favorevoli, tutto quello che cadrà dal cielo potrebbe essere di tipo “ghiacciato”. (nevoso)

Ma passiamo al paragone con il bellissimo evento nevoso del 7 Gennaio 2017 nella riviera ionica, area che tra Santa Margherita e fin verso il taorminese, per quel che concerne il territorio messinese, ha visto la nevicata a mare con alcuni cm di accumulo la mattina di quel giorno.

A 500hpa la situazione come geopotenziale era pressochè simile a quella che si prospetta per domani, mentre il valore dell’isoterma che agiva in quelle ore fu all’incirca una -30;-31°C a 500hpa, differenza netta rispetto a domani dove agirà un valore approssimativo di -37;-38°C.

Fattore di non poco conto, dove eventuali fenomeni sarebbero domani molto più intensi ed estesi a gran parte del territorio, ma con una differenza di intensità, che sulla carta visti i parametri coincidenti anche con quelli eolici (Nnw ai bassi strati), dew-point ecc ecc., potrebbero garantire un supporto instabile e di tipo “convettivo” alle strutture.

Il Tirreno potrebbe sfornare una fucina temporalesca con il famigerato “Tirreno Effect”, treni temporaleschi “i classici inchi e sduvaga” al nostro detto, che penetrando verso le dorsali peloritane scaricherebbero rovesci di neve fino a quote bassissime (100-200 m).

La situazione a 700hpa è favorevole a un’estesa onda umida ben presente e indicativa di accesa e frequente instabilità, con una costruzione di gradiente termico verticale anche oltre i 52-53°C tra il valore della massa d’aria a 500hpa (-38°C) e quella della superficie marina (circa 16.5-17°C).

Quindi salta subito all’occhio una notevole differenza d’apporto freddo in quota rispetto al 2017, dove solo alla quota di circa 1400 mt avremo una “piccola” mancanza di 1-2°C, perchè allora i valori che si raggiunsero furono tra i -9;-10°C a tale quota, rispetto a quelli ipotizzati di -7°;-8°C di domani.

Ma tutto verrebbe compensato dai “forti moti convettivi” con le varie strutture sfilacciate di nubi che saranno ben visibili delle animazioni satellitari di domani, dal color grigiastro, sintomo che l’apice della massa d’aria fredda sarà ben attiva nel basso settore tirrenico di fronte al messinese.

Messina Città vedrà la neve? Le zone tirreniche e ioniche saranno imbiancate fin dalle spiagge?

Domande lecite per chi ama questo evento, non di certo comune alle nostre latitudini, dove spesso ci si diventa bambini anche da grandi, perchè il sapore di una nevicata è tale,alle nostre latitudini, da render affascinante il tutto specie se cade fin verso le coste come accaduto già 2 volte negli ultimi 5 anni.

Ad oggi quindi la possibIlità che possa ammantare per bene la Città (essa sorge mediamente su una longitudine abbastanza estesa) è pari al 40-50%, mentre un pò più alto il valore di percentuale per il settore ionico messinese (50-60%).

Diverso il discorso per il settore tirrenico, meno esposto forse all’attecchimento a causa della presenza del flusso umido proveniente dal mare, che grazie alle correnti marine mitigherebbe tale possibilità (30-40%).

Ma qualora si creassero le basi, specie per il settore ionico messinese, grazie ai peloritani domani ammantati di neve fin verso le bassissime quote, potrebbero crearsi i presupposti per la nascita di un altro evento similare al 2014 e 2017, quando le spiagge messinesi assaporarono il gusto e l’incantevole fascino di sua maestà DAMA BIANCA!

Non ci resta che attaccarci alla finestra, aspettare la natura e poi gustarci l’eventuale spettacolo, che mai sarà possibile prevedere con assoluta certezza nelle nostre lande, territorio mite per eccellenza e dal clima mediterraneo…

Meteo Sicilia: Crudo Inverno in arrivo da domani con venti forti settentrionali e neve a bassissima quota ma..

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Le analisi degli ultimi run modellistici sono tutti orientati al calo termico anche sensibile che dalla giornata di domani, soprattutto dal pomeriggio-sera prenderà possesso di tutta la Regione.

Già da stasera i primi corpi nuvolosi abborderanno l’isola e buona parte del comparto adriatico e del Sud Italia, con prime piogge per la genesi dei primi contrasti tra il mar Tirreno ancora sui 16.5 – 17°C e l’aria fredda in discesa da NE.

Ma sarà dalla mattinata di domani che venti impetuosi rafficati da NNW si impadroniranno della scena isolana, rendendo il Tirreno agitato e con pssibili mareggiate di moderata intensità e interruzione probabile del collegamenti marittimi con l’arcipelago eoliano.

Dal punto di vista dei fenomeni, quest’ultimi saranno presenti soprattutto nella mattinata, con quota neve che dai 700-800 mt tenderanno ad abbassarsi, raggiungendo l’alta collina entro il pomeriggio, anche se va detto che ci sarà una parziale interruzione di essi.

Isoterme di circa -5;-6°C a 1450 mt circa si faranno strada lungo le zone tirreniche segno inequivocabile della massa fredda in quota che tenderà ad avanzare verso Sw da Ne, penetrando dal comparto balcanico e infilandosi verso le Regioni adriatiche sfoceranno fin verso le nostre aree.

Visto il tratto di mare poco ampio, esse manterranno intatto quasi tutto il loro reale valore, non perdendo molto, visto anche il periodo dell’anno tra i più freddi, con la massa d’aria in arrivo artico/continentale che sarà in grado di arrecare un intenso raffreddamento dell’intera colonna d’aria.

In tal frangente nella giornata di domani, giovedì 3 Gennaio, il nocciolo più freddo in quota resterà confinato nel settore balcanico meridionale e area adriatica italiana centro-meridionale, senza interessare le nostre zone.

Quindi la giornata dovrebbe trascorrere con qualche nota instabile solo nel comparto tirrenico, ma molto ventosa, con raffiche anche di oltre 70-80 km/h, specie lungo l’area ionica dove le raffiche potrebbero arrecare anche qualche disagio.

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Neve su coste e pianure tra comparto adriatico e siculo

Ma già a partire dalla giornata seguente, quella di venerdì 4 Gennaio e dalla tarda mattinata con il suo moto retrogrado verso Sw, l’instabilità dovrebbe conquistare anche le nostre zone, specie centro-settentrionali dell’isola con calo ulteriore delle temperature e dello zero termico che potrà attestarsi fin verso i 500-600 mt s.l.m.

Sarà questa la giornata migliore per vedere fenomeni di un certo rilievo con frequente e accesa instabilita anche di natura convettiva, associata a locali rovesci o temporali e con gragnolate frequenti a bassissima quota che, viste le termiche, potrebbero risultare anche sotto forma nevosa sin dalle zone di 100-200 mt s.l.m.

Modelli come gli europei vedono un nucleo molto freddo a 500hpa con isoterme di -36°;-37°C che condite alla quota di 850hpa (1450 mt circa) da valori compresi tra -6;-8°C, sarebbero tali da favorire anche localmente accumuli di neve fin verso le pianure e coste tra palermitano e messinese e alto catanese.

Nel caso in cui le precipitazioni dovessero risultare intense, localmente, non si escludono imbiancate nelle zone tirreniche e di alcune aree tra Palermo, Messina e Catania ( anche versanti ionici di quest’ultime aree).

Le temperature durante la giornata di venerdì potranno scendere prossime ai 1-2°C anche in riva al mare durante i fenomeni più forti, e la mattina seguente molte zone saranno imbiancate da una coltre nevosa già dalle bassissime colline.

I più abbondanti accumuli potranno manifestarsi, come sovente accade in presenza di tali correnti, tra Madonie, Nebrodi aree peloritane orientali, poi anche sulle aree etnee esposte a Nord.

Difficilissimo fare stime di cm al suolo, solo la sede di nowcasting ci consentirà di vedere come evolverà la situazione, dove specialmente per quanto concerne la fenomenologia di tipo nevoso, risulta sempre molto imprevedibile soprattutto perchè essa dipende dall’incastro di molti parametri favorevoli.

ATTENZIONE: La giornata del venerdì rappresenta però un nodo cruciale in termini di alcuni elementi imprevedibili che potranno causare una difficoltosa, quanto strana evoluzione e che è contemplata ormai in modo costante dal run parallelo di GFS, modello americano.

Esso infatti vede la formazione di un blando minimo nel settore sardo che in spostamento verso l’ovest siculo si spingerebbe verso il canale di Sicilia entro il pomeriggio di venerdì, stravolgendo completamente le ipotetiche previsioni per quel giorno.

NB. Qualora questo minimo nascesse dipenderanno le sorti sicule sia per quel che concerne il posizionamento dei fenomeni, da valutare in sede di nowcasting, sia anche per la loro intensità ed interessamento di certe aree rispetto alla soluzione contemplata dal resto dei modelli.

Come promesso ecco l’Inverno a inizio Gennaio. I possibili steps degli eventi!

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L’Inverno inizia a muovere le prime truppe in direzione italiana, come da pronostico e dopo le tante attese di queste settimane passate in sordina, per via di un primo mese dicembrino passato in sordina e avaro di Inverno nevoso.

Ma ora, l’andamento meteorologico pare voglia iniziar a cambiare volto e lo farà a cavallo tra questo 2018 e l’inizio del nuovo anno 2019 con la prima debole/moderata rasoiata fredda con target medio/basso adriatico/ionico.

Si attiveranno dunque venti nord orientali e di Tramontana nella nostra Penisola, con fenomeni sparsi a carattere nevoso lungo tutte le zone adriatiche e appenniniche meridionali, vista la massima espressione in quota dei geopotenziali con valori negativi alle varie quote di 500hpa e 850hpa.

Dalla serata del 31 e per le successive 12 ore dunque i fenomeni potranno esser di tipo nevoso e condizionare la scena meteo anche delle catene montuose della nostra isola, la Sicilia, tra le aree delle Madonie orientali, Nebrodi, Peloritani ed etneo esposti a Nord e Ne.

Se tutto verrà confermato, mancano ancora i dettagli per stabilire le quote, si vedrà il primo assaggino invernale della stagione con neve che farà la sua comparsa sotto i 1000 mt di altezza, a quote più basse (600-700 mt) qualora le carte venissero confermate.

Questo potrebbe essere il 1° step da “apripista” in seno a una circolazione che assumerà carattere meridiano, con scambi di calore da Nord verso Sud e con un’altra pulsazione fredda o molto fredda che potrebbe prender corpo attorno alla giornata del 3 Gennaio.

Su tale opzione si necessitano conferme, ma la media ens ecmwf parla chiaro, potrebbe esser un target balcanico/adriatico ancora una volta a sancire l’arrivo di un’altra fase invernale, stavolta più intensa.

Il 2° step al momento è quotato da ecmwf – ukmo – parallelo GFS, mentre fa un passo in dietro il canadese GEM, ma sono normali oscillazioni come sovente accade in tali frangenti.

Difficile sciogliere la prognosi quindi al momento, ma possiamo dirvi che come promesso a Gennaio si cambierà volto col ritorno del primo evento freddo e nevoso a larga scala appenninica e di qui vedremo di capirne l’entità e la durata, anche in base alla successiva pulsazione del 3/5 Gennaio.

Da quell’altra poi dipenderanno anche gli eventuali steps successivi, dove la media ENS di gfs non vede nulla al momento in 19 membri su 20 analizzati, con decadenza del freddo a est e riassorbimento di esso ad opera delle miti correnti atlantiche.

La battaglia ha inizio, staremo qui a commentarla!