Vortice italico, le grandi piogge son servite con alto rischio nubifragi!

58nov2017

 

Dal seccume alle piogge, localmente anche forti e abbondanti, con l’Italia che non conosce le mezze misure.

Questo potrebbe esser il sunto delle condizioni dei prossimi giorni, allorquando una forte area ciclonica in quota tenderà ad avvicinarsi alle nostre zone, andando in possibile cut/off nei mari italiani.

Sarà dunque vortice italico che darà la stura a piogge, temporali e anche localmente qualche possibile nubifragio, con rischio di acqua dannosa, quella che per intenderci crea dei problemi di dissesti idrogeologici.

E’ un rischio che si corre tramite concomitanti fattori, appunto derivanti anche dai terreni secchi degli ultimi mesi, specie in aree come Liguria, Sardegna, alcune aree della Toscana tanto per far degli esempi.

Dunque si farà vivo un peggioramento, la tarda sera del 4 e primissime ore del 5 Novembre ad iniziare da Nord/Ovest, con le aree liguri e poi aree alpine e fin verso le aree centro/settentrionali tirreniche che riceveranno buone razioni pluviometriche.

Nella giornata seguente il sistema interesserà anche altre zone del Sud, fin verso la Sicilia, con fenomeni anche qui localmente intensi e rischio grandinate.

Lungo termine improntato al persistere di un’altra possibile azione ciclonica entro il 12 Novembre, dove ancora non si conosce bene la traiettoria che prenderà strada un altro affondo nord atlantico.

Infatti la strada tracciata dal calo dei geopotenziali in quota in area mediterranea, farà da calamita ad altri disturbi che potrebbero intraprender una via leggermente più occidentale e affondare stavolta più a sud (vedi modelli come ecmwf e gem).

Se cosi fosse, ci troveremmo di fronte ad un altro corposo peggioramento nel nostro Paese, da inquadrare in tempistiche e intensità.

ANALISI MODELLI: domenica passaggio instabile, possibile peggioramento!

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L’interazione tra una massa d’aria fresca balcanica, scorrendo sotto il bordo orientale e meridionale dell’anticiclone che intanto si posizionerà nelle zone scandinave, sarà causa di un peggioramento del tempo nelle zone mediterranee.

a risentirne potrebbero essere le aree tirreniche fin verso il Sud della Penisola, tra domenica 24 e lunedì 25, da ovest verso est.

Domenica infatti potrebbero esserci le condizioni ideale per la genesi locali piogge e temporali che si muoverebbero dall’area tirrenica verso levante, interessando cosi alcune zone italiane, soprattutto del Centro/Sud.

In attesa di conferme per l’allineamento modellistico, diciamo subito che ancora ci sono molte discrepanze circa l’intensità e la tempistica del peggioramento che comunque appare probabile.

La visione più estrema è senza dubbio quella del modello canadese GEM che vede addirittura un profondo vortice mediterraneo colpire la Sicilia e poi il settore ionico del Sud tra 24 e 25.

Gfs mantiene una linea soft nell’ultimo suo run dell 00, alternando corse più pertubate ad altre meno, mentre i modelli europei UKMO e READING scelgono una via di mezzo, con un peggioramento localmente intenso, principalmente riguardante il Sud.

Ci aggiorneremo nei prossimi run, a presto!

Analisi modelli: caos a fine mese, quale azione prevarrà?

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Oggi i centri di calcolo confermano alcune interessanti mosse, da una parte il canadese GEM che è il più pertubato, in quale evidenzia la formazione di una forte fase di maltempo autunnale nel bel mezzo dei nostri mari.

Se prevalesse questa ipotesi del centro di calcolo canadese, si potrebbero avere piogge intense dapprima al Nord/Ovest e le zone dell’alto Tirreno, poi buona parte delle aree tirreniche centro-meridionali, fin verso la Sardegna, Sicilia e Calabria. (affidabilità bassa).

Il modello americano opta per una linea più soft con una fase instabile tra sabato e domenica, poi a seguire altra instabilità entro fine mese nel bel Paese, ma senza una vera e propria depressione isolata nei nostri mari.

Questa del modello americano sarebbe una sorte di via di mezzo tra il canadese e l’europeo Reading, che intanto ha fatto una marcia indietro rispetto ai giorni scorsi, circa la fase di maltempo dettata dall’interazione di correnti fresche balcaniche con quelle mediterranee. (affidabilità medio/bassa)

L’Europeo fu il primo ad abbozzare un vortice mediterraneo negli scorsi run, ma adesso sta lentamente ritrattando tutto, a discapito di alta pressione anche a fine mese. (affidabilità bassa)

Riepilogando i centri di calcolo per quel che concerne fine mese, diciamo oltre le 144-168 ore sono ancora nel bel mezzo dell’indecisione, bisognerà quindi aspettare per avere maggiori chiarimenti su ciò che potrebbe scaturire dall’isolamento dell’anticiclone a latitudini settentrionali europei.

L’ipotesi più probabile al momento è che nel prossimo week-end possa materializzarsi una prima fase segnata da un pò d’instabilità nel versante tirrenico, in progressione verso est, che interesserà soprattutto il medio-basso versante e la Sicilia.

Azione fresca balcanica a lungo termine: scenario visto dai modelli!

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Anche oggi giungono importanti conferme dai modelli matematici che elaborano le tendenze a lungo termine, dove sia Reading che l’americano GFS e il canadese GEM vedono una tendenza improntata all’azione fresca balcanica.

Una mossa che si farebbe viva nella parte centro-finale dell’ultima decade di Settembre e che sarà figlia di un posizionamento degli anticicloni nel nord Europa, da dove poi ne nascerebbe una discesa fresca sotto il suo bordo orientale e meridionale.

L’intrusione di correnti da Ne ancora non è chiaro che strada prenderà, se più a nord o più a sud, ma appare evidente che essa qualora centrasse il Mediterraneo centrala, causerebbe la formazione di un vortice depressionario con  tutti i risvolti del caso.

A vedere oggi un’azione depressionaria nei nostri mari sono in particolar modo ECMWF e GEM, i quali propendono per un peggioramento più deciso, in 3 decade, ma il quadro ancora è poco chiaro e bisogna solo inquadrar il tutto a solo scopo di tendenza.

Ci aggiorneremo nelle prossime emissioni.

Ultima decade di Settembre: arrivano le grandi piogge, Mediterraneo depresso?

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Le analisi degli ultimi aggiornamenti dei maggiori centri di calcolo, confermano anche oggi la possibilità che possano instaurarsi delle sinottiche favorevoli all’arrivo di alcune condizioni ideale per la genesi di aree depressionarie in sede mediterranee.

Il tutto sarebbe da ricondurre ad un cambio di pattern barico, forse temporaneo, coadiuvato dal concomitante posizionamento dell’anticiclone azzorriano tra Inghilterra, Scandinavia con allungamento a ponte verso nord/Est.

Questa mossa causerebbe la discesa di correnti fresche dal comparto russo-balcanico in direzione del Mediterraneo centrale, con conseguente nascita di depressioni in loco, capaci di apportare un peggioramento del tempo.

Ne conseguirebbe un’area depressa nel bacino centrale del Mediterraneo, favorevole alla nascita di situazioni piovose, con il ritorno delle grandi piogge in alcune aree della Penisola.

Tale scenario è supportato da tutti i centri di calcolo che si spingono fin oltre le 200 ore, parliamo di reading, Gfs e Gem, i quali tutti e tre mettono in risalto tale impianto come media possibile che potrebbe prender corpo nell’ultima settimana del mese in corso.

Ancora manca troppo per confermare tale tendenza e soprattutto per i dettagli di tale avvenimento meteo, che a quanto pare comunque ha una buona possibilità di realizzazione per quel che concerne l’impianto generale delle maggiori figure bariche come l’anticiclone che è visto migrare alle più alte latitudini europee.

Analisi modelli: forte peggioramento atlantico dal 10?

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Le carte stamane mettono alla luce un’opportunità ghiotta da sfruttare al massimo sotto l’aspetto pluviometrico qualora fosse confermata anche nei prossimi giorni, con l’entrata di una intensa pertubazione atlantica in area italiana tra 10 e 11.

Siamo a medio-lungo termine, parliamo pur sempre di carte a sei giorni di distanza, che vanno si prese con le pinze, ma andando a sbirciare delle medie modellistiche e riferite a più run consecutivi, possiamo notare come possa esserci tale possibilità.

Sarebbe il primo vero affondo intenso della stagione autunnale, con piogge estese e persistenti, con tempo anche pertubato prima al Centro-Nord, poi anche nelle zone del Sud specie lato tirrenico.

La possibilità che tale mossa possa incastrarsi a dovere al momento è d’affidabilità bassa, ma a vederla sono sia il modello americano GFS che quello canadese GEM.

Lo sconvolgimento modellistico nei prossimi giorni sarà davvero notevole nei prossimi giorni anche a causa della possibile alterazione alle westerlies (flusso dei venti occidentali nell’emisfero boreale) da parte degli ex uragani atlantici, che inevitabilmente faranno peggiorare l’affidabilità modellistica una volta entrati nel nostro Continente sotto forma di forti depressioni.

Dunque si alterneranno corse molto discordanti tra i vari centri di calcolo, dove compariranno possibilmente intense fasi calde di natura pre-frontale (vedi Reading nei run di ieri sera e stamattina), ad altri con una netta penetrazione degli affondi diretti nel nostro Paese.

Non ci resta quindi di andare avanti seguendo i vari steep modellistici condizionati inevitabilmente anche da questo fattore, sapendo che l’affidabilità sarà molto bassa in questa fase dell’anno per via della transizione tra Estate ed Autunno, con l’aggravante quest’anno di una intensa attività convettiva atlantica con la nascita di forti uragani che potranno minare i centri di calcolo anche nel medio-corto termine.

Arriva il fresco autunnale, ma modelli discordanti dopo le 96-120 ore!

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Le analisi modellistiche odierne, con riferimento al modello inglese di Reading, mette in risalto un trend instabile localmente pertubato con ricadute nella 1^decade settembrina.

Sulla stessa riga il modello canadese Gem, mentre nel run 00 di GFS, come è normale che sia avendo ben 4 run giornalieri, c’è stata una linea evolutiva più soft riguardo al persistere di condizioni autunnali instabili durature.

Anzi il run uscito stamane era voltato ad un’altro principio di caldo dopo la fase fresca dei primi di Settembre, con nuova impennata dell’hp africano sulle nostre Regioni, prontamente smentito invece dall’uscita di poco fa nella corsa 06z.

Cosa c’è di vero sia sulla strada instabile/pertubata o di ritorno dell’hp africano?

Rispondo che è al momento impossibile decifrare la sinottica che verrà a materializzarsi da qui a dopo le 96-120 ore proprio per la dispersione di vedute da parte dei centri di calcolo, che sono tutti in disaccordo!

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discrepanza modellistica con dispersione dei vari membri ens che sono sinonimo dopo le 120 ore di molta incertezza previsionale

Quindi calma ai facili cambi d’umore e panico da “runnite acuta“, la visione su quello che accadrà dopo il 4-5 Settembre è ancora da decifrare, figurarsi su quello che accadrebbe dopo tale soglia.

Di sicuro al momento c’è che arriverà l’Autunno, instabile, fresco e temporalesco con locali piogge e temporali a tratti che potrebbero presentarsi pericolosi in alcune zone, mentre sul dopo ci penseremo!

Analisi modelli: Reading/Gfs goccia fredda ionica

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Stamane giungono timidi segnali di conferma circa un leggero calo dei geopotenziali in quota in area ionica e Sud, dove l’azione concomitante di una massa d’aria fresca scivolerebbe da Nord/Est a fine mese tra 30 e 31 Agosto.

Tale mossa sarebbe capace di apportare una rinfrescata moderata e pure qualche locale nota instabile nei rilievi appenninici del Sud e Sicilia, specie aree centro-orientali isolane.

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Il duetto GFS-ECMWF stamane nei loro run 00 mettono in risalto tale possibilità, da confermare, mentre l’altro centro di calcolo UKMO e il canadese GEM non vedono tale azione da est.

Mancherebbero circa 96 ore quindi siamo nel campo del medio termine, ma come vedete c’è discordanza tra i vari modelli sul cut-off che potrebbe isolarsi in queste zone e bisognerà attendere eventuali conferme o smentite da una o dall’altra parte.

Aggiornamento centro di calcolo canadese shock! Sarà caldo intenso duraturo?

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Il caldo in arrivo secondo la visione del modello canadese GEM stamattina è a dir poco spaventosa. Certamente facciamo fatica a commentare un simile run.

Se fosse vero ci troveremmo di fronte nuovamente a possibili picchi molto alti, vicini a quella record della 5^ondata di caldo,almeno per alcune zone del Nord/Ovest italiano e aree del Nord.

In questa 7^ondata di calore in arrivo, certamente ancora non si conoscono intensità e durata effettiva, ma è costante nei modelli soprattutto da Reading come quel cut-off  che scivolerebbe verso il basso settore Spagnolo, sarebbe la causa della fiammata africana.

Dipenderà da quanto affonderà, dove si posizionerà effettivamente e soprattutto quanto stazionerà li, così da emanare più aria calda e duratura.

L’evoluzione del GEM infatti propone anche una lunga durata, ma costatando alcune medie spaghi ens appare forse troppo quanto evidenzia nel suo folle run il modello in questione.

Su tutti questi aspetti ancora nulla è certo, e personalmente ritengo esagerata l’evoluzione del centro di calcolo canadese, staremo a vedere!

Aggiornamento ondata di caldo imminente

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Oggi 27 Luglio iniziamo a dare uno guardo più approfondito alle soluzioni modellistiche che concernano l’andamento termico in quota della massa d’aria molto calda, in possibile rotta verso l’Italia.

Le più bollenti soluzioni ad oggi, premesso e considerando il fatto che lo steep per il modello globale come ECMWF, nella sua corsa mattutina sono basate sulle ore meno calde della giornata. (Quindi prenderò come riferimento le ore 00 alle 144 ore di tutti)

Andiamo a vedere appunto il modello inglese:

 

Soluzione estremamente calda come possiamo vedere alle 144 ore, dove il tutto parte circa 48 ore prima, ed è un impianto molto cattivo e voltato al caldo forte specie con asse Sw-Ne che taglia l’Italia, con Sardegna, aree centro/nord.

Passiamo adesso al modello canadese GEM sempre alla soluzione delle 144 ore:

 

 

Un disturbo atlantico, derivato da un’intrusione fresca in quota tenderebbe a dissipare parte della grossa calura al Nord, favorendo una erosione sul bordo nord/occidentale del maestoso hp africano in risalita. Con tale mossa la corrente atlantica sarebbe leggermente incisiva quel tanto che basta per produrre un’ondata di calore più smorzata.

Adesso vediamo quello che ci dice il modello UKMO sempre a 144 ore:

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Terrificante il modello inglese UKMO, il più estremo dopo ECMWF, con asse spietato da Sw-Ne che taglia l’Italia, specie del centro/nord con lingua di fuoco (mancano le isoterme a 1500 mt). Sarebbe ondata di caldo molto forte.

 

Adesso passiamo a GFS, modello americano sempre a 144 ore:

 

Così come il modello canadese gem, anche quello americano vede quell’intrusione atlantica nel run 00, (è un pò il neo da capire di questa prossima ondata di caldo in arrivo). Infatti basta che un piccolo scostamento dell’asse più a Se da parte dell’anticiclone africano per scongiurare una grande ondata di caldo.

Sarà determinante capire quanto l’intrusione atlantica sarà penetrante verso levante, in modo da poter in parte smorzare il fuoco africano.

Ad oggi abbiamo una lotta tra modelli europei (ukmo-ecmwf) con un’onda di caldo forte/molto forte (localmente eccezionale), mentre una annoverabile come localmente forte da parte del connubio (GFS-GEM).

Mancano ancora molti run per la soluzione definitiva e ci aggiorneremo, a presto!