Oggi pausa ma da domani torna il maltempo nel nord Sicilia, neve a quote medie!

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L’Autunno sta facendo la voce grossa quest’anno, con molti episodi di maltempo anche estremo, dove ieri gli ennesimi tornado hanno nuovamente lasciato una scia di distruzione la dove hanno colpito tra Calabria (crotonese) e salento.

Ma l’andamento meteo sotto l’aspetto termico è stato quasi sempre in un contesto autunnale e quasi mai invernale, dove l’enorme carburante è dissipato pian piano anche a causa dell’elevata umidità in loco e mari ancora relativamente miti.

La fascia più interessate per ora è stata quella del versante ionico e meridionale dell’isola esposte ai flussi umidissimi meridionali a farla da padrone, mentre quella del versante tirrenico ha ricevuto meno razioni di pioggia.

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Lo scenario però sembra mutare da domani, invertendo la fascia di territorio, ma non cambiandone il succo del discorso in ambito pluviometrico, dove la zona tirrenica sicula maggiormente esposta alle abbondanti piogge e stavolta anche a un consistente calo termico.

Entrerà infatti un debole afflusso artico marittimo che incentiverà forti contrasti termici in loco, producendo il classico fenomeno del “Tirreno Effect“, il quale soprattutto dalla seconda parte di domani ammasserà carichi pluviometrici nel nord sicilia.

Trapanese, ma soprattutto fascia tirrenica, tra Madonie nel palermitano, Nebrodi, Peloritani nel messinese e Etna versante esposto a Nord riceveranno ottime razioni di pioggia e anche delle prime nevicate a quote sopra i 1500-1600 mt di altezza con accumuli.

Temperature in calo su valori invernali dalla serata di domani e per almeno 48 ore, seppur temporaneo, con miglioramento del tempo netto dalla seconda parte del 28 mercoledì su buona parte dell’area tirrenica.

Le vie del “GELO” sono infinite! Potrebbe durare molto ed essere pesantissima!

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L’azione fredda o localmente gelida è confermata anche per buona parte del nostro Paese, soprattutto più a Nord si andrà e maggiori saranno gli effetti di freddo/gelo, con manifestazione massima delle potenzialità della massa di pura estrazione artico/continentale russa-siberiana.

Dal 25 domenica e per tutto il restante parte del mese di Febbraio si rischiano giornate intere di gelo, con massima al Nord e localmente al Centro a cavallo dello 0°C o addirittura sotto anche nelle ore di diurne.

Saranno gli effetti del “Buran“, gelido vento che viene dalle più lontane e gelide aree del Pianeta, la dove in questi prossimi giorni la temperatura localmente può avere valori anche di alcune decine di gradi sottozero.

Ma sarà dal 26 in poi che l’Italia centro-settentrionale e parte del Sud adriatico centrale e localmente meridionale, ad assaporarne gli effetti maggiori anche in possibili termini nevosi a quote pianeggianti o costiere.

Una massa di natura pellicolare, molto densa che si instaura facilmente ai bassi strati, ed è difficile scalzare in pochi giorni, scorrendo sopra un mare con netta differenza termica, non potrà non produrre effetti anche eclatanti, nonostante alcuni Global Model ancora non vedono fenomeni importanti.

Lungo l’area adriatica ed Emilia in una prima fase potrebbero esserci sorprese bianche, continuando specie nelle zone adriatiche costiere ed appenniniche per molte ore, grazie al processo chiamato “Adriatic Effect“, mare più caldo e massa gelida che permettono la genesi di attività termo-convettiva.

Saranno giornate cruciali e da vivere, con possibilità che anche i primi di Marzo, qualora certe ipotesi avvallate da alcuni run modellistici trovassero conferma, risultino gelide e soprattutto super nevose per il Centro-Nord, grazie a correnti più umide occidentali che si sovrapporrebbero a quelle gelide preesistenti ai bassi strati.

Durata anche considerevole?

Alcune proiezioni inducono che la massa d’aria gelida, talmente vasta nel Continente alle medio/basse latitudini, possa coinvolgere a strappi, con fisiologiche pause, anche buona parte della 1^decade di Marzo, mandando segnali inequivocabili che la Primavera dolce e mite sarà solo un miraggio per alcuni settori europei e localmente italiani.

Si avrebbero altre occasioni per nevicate, stavolta prodotte da venti provenienti dai quadranti occidentali che scorrerebbero verso il Mediterraneo centrale, interessando parte delle nostre Regioni Centro-Settentrionali a quote basse.

Nevicate di addolcimento, da confermare, ma da non tralasciare, dato che potrebbero far parlare di se qualora venissero confermati certi impianti.

Ma intanto pensiamo all’imminente futuro, non troppo lontano, essendo sulla soglia delle 120-144 ore, con netto evento ormai alle porte di molte zone italiane, escluso forse l’estremo Sud e Sicilia per cause già esposte nei miei precedenti interventi.

Con ciò non sto rammentando che alcune invernate possano colpire anche codeste aree del Paese, ma sempre ai margini e con netta differenza tra evento e una normale fase invernale, anche considerando il fatto che il nocciolo gelido in quota alla quota di 500hpa rimarrà troppo alto di latitudine, limitando il suo raggio d’azione tra comparto adriatico e Nord Italia.

Inverno in 2 mosse, la seconda potrebbe essere “spettacolare”!

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Emisferica del Britannico Ecmwf che in accordo al GFS americano vede un tentativo di blocco atlantico più coriaceo, così da permettere a freddo artico e in parziale retrogressione continentale di ridiscender verso le basse latitudini europee.

 

E’ già stato accennato il probabile primo assalto invernale che prenderebbe possesso dello Stivale tra domenica e martedì, con fenomeni comunque relegati nelle zone orientali e del Sud.

Una colata artica marittima, senza nessun evento di gelo che è sempre bene rammentarlo, sarà quella che porterebbe un sospiro di sollievo alle assetate montagne dell’Appennino centro/meridionale.

Le preziose precipitazioni, anche sottoforma nevosa, saranno una manna, anche se effettivamente esse risulteranno molto veloci, con parziale interessanto della giornata di lunedì oltre a quella domenicale.

Rimane molto incerta la reale posizione del minimo al suolo che si formerà non appena la massa d’aria artico/marittima entrerà sulla Penisola, con direttrice NNW/SSE.

Sarà questo il primo “sussulto invernale” del mese in corso, il quale potrebbe non esser isolato se alcuni incastri giusti prendessero forma entro la parte centro-finale della terza decade mensile.

Infatti da alcuni run, le visioni dei due principali centri di calcolo internazionali vedono un possibile primo intenso blocco delle correnti atlantiche, ciò che invece fallirà in questo prossimo imminente travaso freddo artico.

La causa come detto, è da ricercare ai continui apporti di vorticità in uscita dagli USA, con corrente nord atlantica “invadente” e conseguente dispiegamento verso Nord temporaneo dell’ onda atlantica (wave2).

Essa non ce la farà a resistere e il parziale blocco risulterà molto breve, venendo smantellato entro la giornata del 22-23 Gennaio prossimo con scivolamento verso levante della fase fredda (non gelida).

Nella giornata domenicale e prime ore di lunedì intanto si conferma la possibilità di locali imbiancate anche in collina al Sud e versanti del medio adriatico, con venti freddi di Tramontana e mari agitati, con mareggiate nelle zone esposte a Nord.

Parte finale del mesem ancora freddo in vista?

Come detto l’Inverno pare avere 7 vite e altre cartucce da poter usare, dove appare probabile e non impossibile che entro fine mese possano concretizzarsi le basi per un cambio di patterm la cui conferma e durata andrà valutata nei prossimi giorni.

 

L’Inverno sale in cattedra, attesa un’altra sciabolata artica ai primi di Dicembre!

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L’Inverno batte un’altro colpo, stavolta sarà un vero e proprio ruggito artico nel cuore del Mediterraneo, moderato come intensità, con freddo, neve e vento con il coincidere dell’inizio della stagione fredda astronomica che scatterà il 1° Dicembre.

Molte zone sperimenteranno un calo termico anche intenso, specie in presenza di fenomenologia, dato che la corrente artica ha la capacità di trasferire verso la bassa troposfera il carico freddo in presenza di rovesci intensi o temporali.

Infatti a differenza dell’aria fredda continentale, dove il freddo si riversa subito ai bassi strati anche senza fenomeni, quella di matrice artico-marittima possiede tali caratteristiche, dov’è necessario un apporto fenomenologico per far crollare le temperature anche al suolo.

Infatti spesso ci troviamo di fronte alla colonnina di mercurio che è di diversi gradi sopra lo zero, mentre in presenza di rovesci essa tende a calare vertiginosamente, con quote neve che possono essere anche repentinamente e momentaneamente più basse.

E’ ciò che succederà nei primi giorni del prossimo mese, con soprattutto il Centro-Nord ad assaporare gli effetti di un calo termico più intenso, mentre il Sud e la Sicilia si troveranno meno esposti per via di momentanei richiami sud/occidentali meno freddi.

A seguire, con la traslazione verso levante del nocciolo più freddo in quota, anche nelle estreme zone italiane si avvertirà in deciso calo termico, ma e delle nevicate in montagna.

Dunque si apre un periodo più freddo, che rientra in piena regola col clima del periodo dove aumentano le possibilità per delle ondate di freddo, con anche la neve che tenderà a essere protagonista delle zone appenniniche e alpine.

Al Centro-Nord, specie aree tirreniche la quota tenderà ad abbassarsi fin verso la bassa montagna, probabilmente tra i 600 e 700 mt, localmente più in basso nei fenomeni più intensi potremmo ritrovarla anche fin verso 300-500 mt se non addirittura localmente in pianura.

Si tratterà di fenomeni molto irregolari e non continui, molte zone saranno saltate dai fenomeni, alcune al contrario prese in pieno, dove al momento è la zona emiliana e il basso Piemonte ad essere sulla carta favorite per i maggiori apporti a quote molto basse o di pianura. (Dipenderà sostanzialmente dalla formazione di un minimo barico favorevole, ove i modelli ancora fanno fatica ad inquadrare bene la sua traiettoria finale)

Il Sud come detto, avrà piogge e neve solo in montagna, almeno fino a quasi tutta la giornata del 2 Dicembre, mentre il nocciolo freddo tenderà a conquistare la scena anche su quest’ultima fetta d’Italia nei giorni successivi, con quota neve in calo specie lungo le zone tirreniche.

 

Inverno “lampo” al Centro-Nord, poi maltempo al Centro-Sud!

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Le prospettive invernali sono confermate, con esse anche l’arrivo di nevicate in alcune zone dell’Appennino settentrionale fin verso le aree collinari, ma sarà tutto molto veloce.

Neanche il tempo di una decisa raffreddata al Centro-Nord, che la chiusura a cut/off da parte della massa d’aria artica, scivolando verso il settore basso tirrenico, tenderà a dissipare l’energia sotto forma di maltempo specie al Centro-Sud.

Tra martedì 14, mercoledì 15 e giovedì 16 infatti il sistema ormai tagliato dal flusso artico in arrivo dalla Penisola Scandinava, tenderà ad isolarsi nelle acquee del basso versante tirrenico (traiettoria finale ancora da definire).

Ne deriverà la nascita di un ciclone mediterraneo, la cui azione sarà responsabile per piogge, temporali e venti forti a rotazione ciclonica attorno al minimo di pressione che all’incirca si dovrebbe collocare vicino la Sicilia.

Qualora il suo perno finale dovesse andar a posizionarsi verso il canale di Sicilia o verso il settore occidentale dell’isola, non si esclude che la depressione possa poi anche avere delle caratteristiche tropicali.

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Fenomeni denominati “cicloni mediterranei” o Tropical Like Cyclones (TLC), con rapida caduta di pressione, con presenza di un occhio ben distinto e privo di nubi dove spirano venti molto intensi, a volte con raffiche anche oltre i 150 km/h. (minimo al suolo inferiore a 1000 hPa).

L’ultimo ciclone tropicale mediterraneo è VEGA formato a sud della Sicilia, tra Lampedusa e Malta il 07/11/2014, ha prodotto danni e piogge molto abbondanti specie nel settore ionico tra catanese e siracusano, dove si ricordano anche parecchi alberi sradicati nell’alto versante ionico della zona etnea.

Vedremo gli sviluppi futuri di questo sistema depressionario, dove i lamma abbozzano il tentativo di degenerazione della depressione a carattere freddo che domani entrerà nel cuore del mar Mediterraneo.

METEO SICILIA: piogge anche abbondanti in arrivo nel nord della Regione!

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Accumulo di pioggia in 72 ore visto dal lamma di meteonetwork nel nord Sicilia e Etna nord

 

Piogge, vento, mareggiate e calo termico in arrivo in Sicilia, zona tirrenica della Regione a partire da domani e fin verso il 25 Ottobre.

Previste piogge, rovesci e localmente anche accumuli abbondanti nelle zone nebroidee, area più colpita dal maltempo.

Saranno possibili anche le prime nevicate oltre i 1300 mt, specie lungo la zona nord dell’Etna!

Il prossimo inizio settimana quindi si preannuncia spiccatamente tardo autunnale, con vistoso calo termico e venti di maestrale e tramontana che seguiteranno a render agitato il Tirreno con mareggiate di debole intensità.

Un miglioramento del tempo è previsto dal 26, con un nuovo aumento termico e tempo stabile per i giorni a seguire, presumibilmente fin verso la parte finale di Ottobre.