Maggio si chiude senza ondate calde di rilievo, anzi potrebbe tornare l’instabilità.

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Un mese ampiamente anomalo su buona parte della Sicilia sotto il profilo termico soprattutto, almeno per quel che concerne gli ultimi anni dove spesso anche da Aprile iniziavano le prime soffiate sub-tropicali.

Quest’anno la musica è ben diversa, molto è dipeso da quel final warming avvenuto in modo tardivo e a livello estremo, come avvenne in fine Dicembre ma come detto nello scorso intervento, stavolta a livello troposferico vi è stata una netta comunicazione.

Tale susseguirsi di vicende atmosferiche ha dunque manifestato nelle zone europee e con riflessi più o meno marcati anche nel nostro orticello siculo, ciò che da anni o forse decenni non si è più avuto con tale intensità.

Stiamo parlando di anomalie termiche sia a livello di temperature medie finali e sia per quelle superficiali marine, che sono tutte al disotto della media trentennale, con Mediterraneo centrale che funge poi da “calamita” per attirar a se gocce fresche in quota.

Esse poi dipanano instabilità o in qualche caso anche episodi di tempo pertubato con le alluvioni che hanno sconvolto l’Emilia per esempio o che hanno apportato le invernate con la dama bianca che è caduta a quote similari del trimestre più freddo anche sull’Etna in Sicilia e Nebrodi.

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Adesso il mese “pazzo”, roba da Marzo per capirci, vuole continuare a stupire ed arrecare l’ennesima pertubazione, con la formazione di un’area di blanda bassa pressione in quota e che potrebbe formare altresì un minimo anche ben strutturato al suolo.

Tutto questo tra sabato e domenica, con ultimi riflessi entro lunedì 27, apportando condizioni di instabilità atmosferica sparsa nella nostra isola, mentre appare colpire in modo più deciso la Sardegna specie orientale, dove li il tempo sarebbe anche momentaneamente pertubato.

Rovesci quindi e temperature ancora al disotto della media almeno fino al 27, con la quasi certezza che Maggio possa finire senza alcuna ondata di caldo africano, roba da guinness anche perchè il trimestre primaverile meteorologico sarebbe clamorosamente a secco di fiammate.

Per fiammate africane intendiamo ovviamente hp sub-tropicali che stazionano almeno 2-3 giorni, ,mentre tutto questo nell’intera stagione ancora non si è visto e probabilmente non si vedrà almeno fino al 31 Maggio.

Abituati in questi anni 2000′ di certo fa notizia, lo fa ancora di più se ti trovi in terra sicula. ai prossimi aggiornamenti!

La bella stagione? Non e’ ancora tempo di mare ma di piogge anche intense.

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Domani una goccia fredda tenderà ad approssimarsi all’area sicula apportando marcate condizioni di instabilità se non tempo localmente pertubato, condizionando pesantemente il quadro meteorologico di molte zone centro-orientali fin quasi al tardo pomeriggio.

La differenza con quanto avvenuto in questi ultimissimi giorni sarà proprio il passaggio di un vero e proprio fronte, una pertubazione come in pieno Autunno, con piogge, temporali e locali intensi rovesci anche a carattere esteso e non localizzato.

La giornata di domani quindi si preannuncia addirittura la più piovosa per le zone centro-orientali dell’isola, dove tra messinese e catanese in modo particolare, si avranno locali manifestazioni temporalesche anche di moderata o forte intensità.

Il tutto sarà associato a un calo termico durante i fenomeni e quota neve addirittura fin sotto i 1600 mt su Etna, quota davvero inusuale per questo periodo, dove potrebbero cadere diversi cm di neve fresca dai 1700-1800 mt e imbiancate fin sotto tale livello altimetrico.

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Sembrerà di essere a fine Ottobre o Novembre, specie durante i fenomeni, attesi anche con qualche grandinata localizzata nelle aree temporalesche, tra comparto peloritano ed etneo.

Attesi picchi pluviometrici di tutto rispetto, visto il periodo in essere, che normalmente dovrebbe essere poco piovoso e che in media trentennale elargisce una pluviometria di poco superiore ai 20-30 mm rispettivamente per la zona di Catania Fontanarossa e per Messina.

Detto questo, a fine mese tali valori potrebbero essere ampiamente superati, dunque risulterebbe un mese al quanto piovoso e sopra media pluviometrica, nonchè una delle primavere più fredde degli ultimi anni e forse decenni.

Infatti la cosa strabiliante per le lande sicule è il dato inequivocabile che vede finora  nessuna ondata di calore sub-tropicale in quasi 3 mesi in questa Primavera, semmai al massimo dei rapidissimi e isolatissimi pre-frontali miti.

L’Inverno ha bussato i primi colpi, adesso si prenderà una pausa, ma..

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L’andamento invernale al momento resta un po sottotono a causa del ricompattamento fisiologico del Vortice Polare, il quale come da ipotesi del sottoscritto giorni a dietro, si sta manifestando anche attraverso la prospettiva di risalita della nao, dopo il picco negativo avutosi in questi giorni.

Le momentanee invernate che si manifestano (a strappi), relegate soprattutto nelle aree adriatiche centro-settentrionali e del Nord Italia saranno dunque sostituite entro l’inizio dicembrino da una pausa fisiologica derivata appunto dalla ritrovata forza del VP.

Entro fine mese ci aspettiamo qualche altro impulso artico debole e veloce soprattutto al Nord e del centro-nord adriatico, meridione e isole saranno  invece meno esposte con un clima più temperato.

Il tutto però condito da una prospettiva di certo non noiosa e possibilmente dinamica quando la trottola perderà la sua forza, tralasciando probabilmente entro la seconda parte stagionale il suo carico di neve e freddo/gelo a spasso per il Continente europeo.

Sarà una possibilità da non sottovalutare, per ora solo in ottica a macro area continentale, proprio per alcune conseguenze che si incastreranno a livello di indici teleconnettivi, inoltre, vi è pure la considerazione statistica che vede avanzare la stagione invernale soprattutto tra Gennaio e Febbraio.

Ma al momento non possiamo sbilanciarci neppure su Dicembre, mese che sulla carta sarebbe visto come un mese di transizione, dove nella sua prima parte trascorrerebbe senza grossi scossoni in termini di ondate di freddo/gelo a livello europeo.

Mentre andando a sbirciare qualche carta inerente all’andamento dei flussi zonali, essa proporrebbe un vistoso calo di essi nel 1°mese invernale, con la conseguente frenata delle correnti atlantiche e svuotamento possibile della trottola polare.

Così facendo, manderebbe segnali di un suo imminente rilascio freddo verso le medio/basse latitudini europee (ao – ;nao –) , proprio il processo inverso che avviene quando essa gira a mille in presenza di un andamento medio in condizione di ao e nao positive.

Con tale prospettive, ricordando a tutti che sono basate su andamento a larga scala e non ai fini previsionali locali, si può dedurre come ci siano possibilità del ritorno in grande stile da parte del Generale Inverno entro la sua parte centro-finale di stagione.

Andare ad individuare i tempi precisi è molto arduo e si correrebbe il rischio di emanare date che non hanno nulla di scientifico, ricordando poi che a livello orticellistico (Italia), le cose devono incastrarsi con tanti tasselli messi al posto e al momento giusto, per far si che un evento di freddo/gelo nevoso possa manifestarsi.

NB. A livello statistico l’Inverno da il meglio di se in molte stagioni analizzate del passato, soprattutto nella sua seconda metà, tra Gennaio e Febbraio e spesso anche prima settimana di Marzo, dove il Vortice Polare in media appare più debole.

Da considerare anche i possibili riscaldamenti stratosferici, altri importanti fattori che possono disturbarlo e conseguentemente propendere all’instaurazione di alte pressioni polari o in area scandinava (Scand +) o se supportati anche da quello termico in sede russo/siberiana (il ribattezzato Orso).

Come vedete subentrano delle reazioni a catena, piccoli tasselli che compongono il puzzle invernale, dove per le sorti italiane dovranno coincidere diversi fattori, per far si che il corso stagionale possa manifestare la sua piena regolarità e perchè no, anche con casi di eccezionalità (ricordando i più importanti degli ultimi anni, con forti ondate di freddo stile 2012 – 2014 – 2017).

L’Inverno giocherà a carte con l’Italia, ma “l’asso”?

 

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Stiamo attraversando una stagione altalenante, dove il primo dei tre mesi invernali, Dicembre, ha messo a segno un paio di giornate fredde e nevose soprattutto per le alcune aree della Penisola.

Adesso in questo mese di Gennaio stiamo assaporando un tempo sostanzialmente “atlantico”, con tanto vento e piogge per lo più relegate alle aree tirreniche e molto meno incisive per non dire nulle in quello ionico.

Soprattutto si ha un elevato deficit pluviometrico nella zone orientale del Sud, appunto, per mancanza di correnti pertubate meridionali umide, le quali apportano cospicue piogge in tali aree fin verso la Sicilia orientale.

Tale dinamica prevarrà con molte probabilità fin verso metà mese, mentre poi, in concomitanza a un possibile rallentamento della Corrente a Getto, si potrebbero aprire diversi scenari.

Pur navigando nel campo delle ipotesi a lungo termine, con timidi segnali emanati soprattutto dal Global Forest Sistem, modello americano, notiamo come possa manifestarsi un tentativo di allentamento dell’infinita fase atlantica “mite in media” che ha prevalso da oltre un mese a questa parte.

Non che questo sia stato un male, anzi, lo vediamo con le cospicue nevicate nelle zone alpine, le quali hanno finalmente avuto una stagione super finora, ma per le sorti italiane l’Inverno ha spesso latitato.

Alcuni indici teleconnettivi hanno fatto si che si perdesse molto tempo nell’ultimo mese e oltre, ma tale processo è sempre stato parte del clima mediterraneo e spesso e volentieri su un trimestre è possibile veder fasi anticicloniche o miti sotto la spinta atlantica come sta avvenendo.

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Dipenderà anche dalla posizione ed eventuale elevazione dell’onda atlantica, la quale permetterebbe un cambio di scenario voltato più a un movimento meridiano delle correnti.

E’ molto raro trovar stagioni che facciano si che possano materializzarsi frequenti ondate di freddo/gelo e neve sul nostro clima che è di norma temperato e poco incline a eventi freddi nevosi di un certo spessore.

Non possiamo pretendere ondate di gelo ogni anno, con un certo tipo di eventi che restano e resteranno sempre molto rari rispetto al contesto dell’area nella quale ci troviamo.

Ma se vogliamo delle “invernate”, certamente fino a inizio o metà Marzo vi è la possibilità che esse piombino sulla nostra Penisola, grazie al fisiologico calo della forza atlantica, che il più delle volte si fa strada nella seconda parte invernale.

Sarà questo il leitmotiv di questo Inverno 2017/2018?

Bella questione, domanda alla quale al momento è impossibile rispondere ma, basandoci su ciò che stiamo vedendo nel panorama modellistico e dei vari indici di riferimento, l’opportunità che entro gli inizi della 3^decade mensile possa cambiar tale scenario mite a uno più freddo è ancora basso.

Timidi segnali si scorgono solo dal modello americano come detto in apertura, dove fin verso la parte finale della 2^decade prevarranno molto probabilmente affondi nord atlantici meno freddi ma instabili.

E’ già un lusso che l’alta pressione non metta radici nel nostro Paese, come potrebbe avvenire nelle classiche “secche di Gennaio”, ma il problema è che non tutti possono usufruirne (vedi appunto le ridottissime precipitazioni in alcune aree rispetto a quelle tirreniche).

Inverno ha la carta vincente e giocherà l’asso?

Da quello che emerge nell’ambito del lungo termine possiamo dirvi che al momento tale mossa è riconducibile non prima della parte conclusiva della 2^decade, a cavallo della 3^, allorquanto il flusso nord atlantico potrebbe finalmente condurre la sua ultima sfuriata della serie.

Dopo, in concomitanza del parziale allentamento della Corrente a Getto, è possibile (probabilità ancora remota) che si chiuda per qualche giorno il rubinetto dall’Ovest e si apra quello del Nord.

Senza illudere nessuno, mi fermo quì, ai prossimi aggiornamenti.

Meteo Sicilia: peggiora con piogge tra 30 e 1 Dicembre, poi calo termico e instabilità!

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Il tempo sull’isola tende a cambiare per via di un affondo d’aria artico marittima che tenderà ad interessare principalmente il Centro-Nord e la Sardegna tra 30 e 2 Dicembre.

Le zone meridionali e la Sicilia verranno invece investite da un richiamo meno freddo dai quadranti sud/occidentali tra oggi e la giornata del 1°Dicembre venerdì, mantenendo un clima meno freddo ma a tratti piovoso.

Infatti l’isola verrà raggiunta domani da un sistema nuvoloso proveniente dal Tirreno, il quale dopo aver attraversato il Centro/Sud tirrenico tra oggi e domani, tenderà ad invadere soprattutto il versante tirrenico e a seguire anche quello ionico entro giorno 1.

Il tempo dunque sarà in peggioramento domani, mentre i venti che oggi precedono il guasto soffieranno attorno Ostro ( previste raffiche nel settore tirrenico anche di oltre i 40/50 km/h).

Essi domani tenderanno a divenire settentrionali, in concomitanza col fronte freddo in discesa dal tirreno, con piogge in arrivo su buona parte del versante tirrenico.

Venerdì sarà invece il turno di tutte le zone centro/orientali ad assaporare di alcune piogge che bagneranno il territorio, con accumuli localmente moderati specie nel settore del messinese ed etneo.

In tal frangente le temperature caleranno di qualche grado anche se ancora di freddo artico non se ne sentirà parlare sull’isola, dato che si troverà sul ramo ascendente della saccatura, che intanto avrà conquistato le zone del Centro/Nord con nocciolo freddo (circa -34;-35°C) a poco meno di 5000 mt vicino la Sardegna.

Solo tra sabato e domenica si registrerà un certo calo nei valori delle isoterme in quota a circa 1450-1500 mt che tenderanno a spazzare tra il valore di 0;-1°C, in concomitanza con l’arrivo a circa 5000 mt di altezza di valori attorno alla -28;-30°C se non più bassi, specie nel settore occidentale.

Facile dedurre che in caso di precipitazioni, esse risulterebbero nevose in montagna sotto i 1100-1200 mt, specie nel settore occidentale sulle Madonie e a seguire anche nell’area nebroidea. (da confermare la tendenza su sabato e domenica)!

In tanto il nocciolo freddo in quota tenderà a proseguire la sua marcia verso il settore tirrenico meridionale, pur dissipando parte dell’aria fredda, ma facendo calare le temperature anche su tutto il meridione.

Depressioni e maltempo a più riprese, ecco l’Autunno dal volto “benevolo”!

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Piogge, temporali e falde acquifere che tendono a riempirsi la dove non ha piovuto per mesi, lo scenario proposto dai principali modelli fisico matematici è finalmente realtà anche con i fatti sul campo.

Dalle analisi si evince finalmente un persistere di configurazioni ideali per far piovere in molte zone del nostro Paese, una manna a cielo aperto e che in parte assicurerà una buona dose di litri/mtq.

Sono giunti i forti temporali fino al Sud, Sicilia, dove tutt’ora sta diluviando come previsto nel Ne della Regione e in molte aree del meridione, con tempo anche pertubato, mentre altrove tenderà a farsi strada qualche schiarita in un contesto comunque instabile.

Ma se la prima pertubazione forte di Novembre lascerà l’Italia entro domani, sarà seguita da una nuova ondulzione del Getto sempre con simile traiettoria, dove si farà vivo un nuovo affondo in quota dalla Francia entro giovedì.

Sarà con tale canale aperto che entro venerdì potrà nascere una nuova depressione anche al suolo e stavolta con affondo più diretto a Sud, fin verso a toccare il settore nord africano.

Tale mossa sarà deleteria per le sorti delle aree tirreniche meridionali e delle isole maggiori, seguendo poi ad interessare buona parte del meridione, con un ulteriore intenso peggioramento possibile.

Certamente non pioverà ovunque, è la normalità di una Nazione che fa i conti con la sua forma allungata e il classico gioco della “coperta troppo corta”, dove i fronti spesso in cut-off scivolando troppo a sud, tendono a dissipare l’energia in alcune zone piuttosto che altre.

Ma non sarà la fine delle piogge anche per le altre zone d”Italia, perchè tale sinottica potrebbe poi favorire una discesa artica al seguito, nell’inizio della 2 decade, interessando nuovamente buona parte della Penisola.

Riepilogando possiamo dire che è finalmente vero Autunno nel nostro Paese e mentre il tempo migliorerà gradualmente entro mercoledì 8 sera, dal giorno successivo potrebbe nuovamente deteriorarsi per l’insorgenza di venti umidi di scirocco.

Da Ovest giovedì 9 potrebbe prender corpo un sistema nuvoloso verso la Sardegna, con piogge e temporali nella sua parte orientale e meridionale, con possibile poi forte peggioramento anche al meridione e Sicilia specie zone orientali  dalla giornata successiva (da confermare).

Meteo Sicilia: peggioramento del tempo dalla sera di domenica!

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Il tempo sull’isola tenderà a divenire instabile e via via pertubato nei giorni iniziali della prossima settimana, a causa di un affondo nord atlantico che tenderà a scivolare con il suo nocciolo più freddo in quota fin verso l’estreme Regioni meridionali.

Nella parte pre frontale della Regione già da domenica pomeriggio-sera tenderà ad addensarsi una fitta nuvolosità nell’area ionica, la quale potrebbe dar la stura a delle locali piogge o rovesci.

Il sistema sarà preceduto da correnti meridionali tra ostro e scirocco, con energia potenziale e carichi di vorticità positiva, con fenomeni localmente anche intensi entro lunedì soprattutto nelle zone settentrionali e centro-occidentali e sud/occidentali sicule.

Le correnti diverranno sud/occidentali tra lunedì e martedì, di conseguenza avremo i maggiori apporti e fenomeni nei suddetti settori, mentre a est ci dovrebbe essere una vivace instabilità con locali piogge o rovesci a macchia di leopardo.

Calo termico, mari mossi o molto mossi, specie il settore tirrenico e canale di Sicilia!

Miglioramento temporaneo nel corso del 9, seguito forse da un altro peggioramento, ma su questo ci torneremo, trattandosi di ipotesi a lungo termine, le quali hanno affidabilità più bassa.