Si formerà un altro ciclone mediterraneo? Alcuni lamma lo abbozzano!

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Simulazione di un vortice ciclonico in possibile degenerazione in un ciclone mediterraneo da parte del lamma bolam 7 km su base GFS per le prime ore del 6 Ottobre.

 

La situazione meteorologica tende gradualmente ad essere influenzata dall’entrata nelle miti acquee mediterranee da parte di una goccia fredda in quota che entro domani andrà in cut/off a ridosso del Tirreno meridionale settore Ovest.

Essa è responsabile di un peggioramento in Italia e con il suo moto verso Sud causerà un’ondata di maltempo dalle caratteristiche autunnali soprattutto nelle zone esposte al flusso molto umido proveniente dal mare.

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Bolam 7 km su base gfs per il 6 Ottobre 2018 run 00 del 1 Ottobre 2018

In particolar modo in tutte le zone esposte ai venti da E-NE o da E-SE, quindi tra comparto ionico e le zone orientali delle isole, dove sarebbe maggiore l’apporto marino molto  e il lamma su baseinstabile.

Ma alcuni modelli e lamma abbozzano addirittura una formazione vorticosa similare a quella avutasi negli ultimi giorni e che ha prodotto una severa fase di maltempo nell’area greca e forti mareggiate nei tratti esposti della Sicilia Se.

In particolare il Global model ECMWFGFS bolam 7 km vedono un principio di nascita di un vortice ciclonico a ridosso della Sicilia, il primo sul canale siculo e il secondo lo vede nel basso tirreno.

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ECMWF che vede il principio di vortice nel Canale di Sicilia per il 5 Ottobre, anticipandolo di circa 24 ore nel suo run mattutino

Trattandosi di una simulazione a 96-120 ore è ancora prematuro poter dire con certezza se esso verrà confermato e sostenuto ancora nelle prossime visioni modellistiche, ma c’è da dire che nel precedente episodio il primo a vederlo in scena fu proprio il modello inglese.

Ma intanto da domani entra nel vivo anche per le zone sicule l’ondata di maltempo con passaggio piovoso sull’isola e soprattutto nelle zone centro-orientali in genere e interne.

Instabilità localmente intensa anche nella giornata successiva, quella del 3 Ottobre e sempre e soprattutto a est per via del flusso umido dal mare, con altre piogge e rovesci possibili.

Il primo peggioramento di puro stampo autunnale è servito!

Mini uragano nello Ionio? Potrebbe restare in mare ma…

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Ecco il tracciato delle simulazioni del 7-8 Novembre 2014 quando ci fu l’inchino con landfall davanti la costa catanese alto ionica a discapito di tutti i lamma e modelli che la indicavano al 100% più bassa lungo l’area del Canale di Sicilia

Nelle simulazioni numeriche che si tracciano quotidianamente nelle elaborazioni modellistiche, al momento ci sono run di alcuni lamma, come per esempio quello ARPAGE o come in questo caso HIRLAM 0.065 che evidenzia una traiettoria alla ECMWF.

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Pressione profondissima ed evoluzione minacciosa verso l’area ionica sicula con traiettoria completamente impazzita ed esulante dalla media modellistica (alla ECMWF)

E mentre la simulazione di Reading è su un Global Model, nel lamma in questione a griglia ristretta si ha una maggior precisione su alcuni parametri, che potrebbero essere davvero esplosivi qualora il medicane si strutturasse in realtà.

Davvero incredibile la visione riprodotta dal lamma che vedrebbe una traiettoria verso Nw in direzione minacciosa alla costa ionica sicula (possibilità al momento bassissima anche se non totalmente escludibile).

Non esclusa proprio perchè in questi casi, entrando in gioco decine di variabili, la massima espressione della tempesta a ciclone maturo, risulta molte volte imprevedibile fino alle ultime ore, addirittura anche in sede di nowcasting.

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venti simulati da IRLAM (Uragano di Cat 2)

E ci sono eventi nel passato che lo testimoniano, l’ultimo caso più eclatante nel Novembre 2014, quando tra 7 e 8 Novembre tutte le simulazioni numeriche dei lamma tracciavano una soluzione da West verso Est e bassa attraversando il Canale siculo senza impattare nell’area ionica.

Sappiamo tutti come andò a finire, anche se molto meno intenso di quello che si potrebbe formare domani notte, esso fu capace di arrecare dei danni con molti alberi sradicati nelle zone dell’alto catanese ionico.

Detto questo possiamo ben dire che un previsore deve tener conto di tutti i modelli fisico matematici, della sua esperienza nel campo, ma altresì ammettere con umiltà che mai come in questi casi la rotta finale non sia scontata.

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In questi frangenti con mille variabili che subentrano, in simili contesti e strutture depressionarie a carattere esplosivo, è un’impresa poter solo stabilirne l’intensità, figuriamoci la sua direzione.

Basta un lieve spostamento di un anticiclone, una piccolissima variazione di umidità, temperatura e vento per far saltare anche una possibile previsione di un TLC, che sulla carta appare ormai certamente probabile, figurarsi poter dire con assoluta certezza se snobberà una zona privilegiandone un’altra.

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Nel 2014 contro tutto e tutti la natura seguì la sua via, infischiandosene di tutti i pareri umani e delle conseguenti elaborazioni numeriche dei super calcolatori, proprio perchè il bello e il fascino di quest scienza non finirà mai di stupirci.

 

Medicane sullo Ionio e la sua possibile evoluzione da venerdì 28!

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Le analisi modellistiche continuano ad evidenziare come sia medio-alta la possibilità che possa nascere un forte ciclone mediterraneo per contrasto tra l’aria fredda e secca in entrata da NE e quella più umida e calda mediterranea.

Il “taglio” avverrebbe a ridosso dell’area ionica greca e dirigersi verso SW in direzione dell’area libica, dove la massa d’aria fredda inzierà il suo processo di rotazione creando un conseguente minimo di bassa pressione.

Sarà presumibilmente la tarda sera del giovedì, domani 27 Settembre che inizierebbe il processo di degenerazione con tentativo di transizione da sistema baroclino a core freddo, a quello barotropico a core caldo.

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La traiettoria possibile e il landfall:

Al momento la media modellistica propende per la sua formazione nel basso Ionio venerdì prime ore dell’alba per poi stazionare buona parte della giornata di sabato pressocché in loco e spostarsi entro domenica 30 in direzione greca.

Unica visione contrastante è ECMWF che continua a proporlo a fasi alterne nei suoi run in Sicilia sud/orientale.

P.S.—(affidabilità in queste condizione pressoché nulla sulla sua direzione, a causa di molti fattori e di condizioni uniche riscontrate in questi cicloni mediterranei).

Seguiremo anche il processo e la sua pressione dentro al suo eventuale occhio, dove alcuni lamma propendono per un calo con processo depressivo dalle caratteristiche “esplosive“.

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Alcune simulazione tipo ARPAGE 0.1 vedono un calo pressorio da record per l’area mediterranea e per tali ciclogenesi, con simulazione che vedrebbero valori pazzeschi anche vicinissimi ai 970 hpa e venti da uragano di 1 o 2 CAT. (raffiche violentissime anche oltre i 150-180 km/h)

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Le principali fasi di sviluppo di un ciclone mediterraneo sono:

  1. si crea un’onda termica, con un settore caldo ben definito localizzato nel settore sud-orientale della depressione al suolo; i venti sono deboli;
  2. non appena il processo convettivo ha inizio, l’aria calda ed umida viene aspirata verso l’alto finché del precedente settore caldo rimangono poco tracce; i venti iniziano ad intensificarsi attorno al minimo di pressione al suolo;
  3. non appena il ciclone comincia a svilupparsi ed accrescersi si crea un “cuore” (core) con aria calda e più secca di quella circostante; i venti raggiungono la loro massima intensità;
  4. dopo circa 37 ore dalla formazione del ciclone al suolo il “cuore” ha temperature di 6-8 °C superiori a quella della circostante aria fredda che di solito si trova nel settore nordoccidentale del TLC.

Tale struttura è simile a quella osservata negli uragani ed essa si estende fin verso i 400 hPa (circa 7000 metri).

(tratto da wikipedia)

L’Autunno prova a tentare la mossa, quella piovosa, ma ci riuscirà?

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Il mese di Settembre spesso anticiclonico in media e con pochi effetti, come preventivato, potrebbe capovolgere le sue caratteristiche, ma farlo solo temporaneamente e in modo localizzato.

Nessun pattern barico infatti al momento compare sulle carte che possa farci pensare a uno stravolgimento del tempo in modo definitivo a livello europeo, dove il Mediterraneo continua a esser interessato in prevalenza da anticicloni.

Nei prossimi giorni, se si eccettua qualche modifica locale e temporanea, a causa di infiltrazioni fresche in quota in un lago enorme di anticiclone, possiamo ben dire che poco cambierà come sinottica a larga scala.

Ma appunto queste piccole e localizzate infiltrazioni fresche in quota, associate al sempre maggior gradiente termico tra le latitudini settentrionali attorno al Circolo Polare Artico e le medie-basse, faranno si che possano nascere alcuni “strappi alla regola”.

Strappi nel senso che potranno infiltrarsi alcuni eventi localizzati, specie a ridosso delle basse latitudini mediterranee, capaci di arrecarvi fenomeni atmosferici localmente anche di forte intensità.

Da alcuni giorni le simulazioni numeriche nel periodo 18-22 ci mostrano alcune note salienti da prender con le giuste cognizioni di causa, soprattutto per quanto riguarda le estreme aree dell’Italia.

Zoom aree dove potremmo vivere una fase di instabilità accentuata o anche a tratti un episodio di maltempo (da confermare in modalità, localizzazione e intensità):

Sicilia, sardegna, basso tirreno a rischio piogge e temporali a causa di quanto detto, pur in presenza di pressioni livellate, alcune infiltrazioni in quota in discesa da nord potrebbero instabilizzare l’intera colonna d’aria.

Dato per scontato che sui rilievi ci saranno condizioni temporalesche a causa dello sviluppo di celle a carattere termo-convettivo, la novità delle ultime corse modellistiche è la possibilità che possa nascere anche una condizione di maltempo specie tra giovedì e venerdì.

La continua penetrazione fresca in quota, in presenza di un tessuto anticiclonico con pressione livellata sarebbe ideale, assieme a mari caldi attorno ai 26-27°C, per la genesi di temporali anche marittimi con interessamento costiero di alcune aree.

Ci sono poi alcuni abbozzi che mettono in risalto, con modi molto differenti sia in intensità che in localizzazione, per la formazione di una depressione al suolo dalle caratteristiche tropicali (TLC).

Al momento, mancando circa 72-96 ore, in simili contesti è impossibile dire di più, già quanto detto infatti è arduo e privo di ogni possibile dettaglio vista la delicata situazione.

Approfondiremo meglio la dinamica nei prossimi due giorni, soprattutto il mercoledì potrebbe essere il giorno per conoscere meglio i dettagli che si avranno per le giornate del 20 e 21, senza dimenticare che gli effetti locali a volte sono individuabili solo in sede di nowcasting (diretta satellitare e radar).

 

Rimangono intatte le possibilità che possa nascere un medicane sullo Ionio!

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La possibilità che il cut-off a carattere freddo possa poi evolvere in direzione del basso tirreno sono ormai elevatissime, mentre ancora da capire se tale nocciolo freddo in quota, al contatto con le più miti acquee mediterranee, possa poi formare una forte area di bassa pressione a ridosso della Sicilia.

Essa, aggirerebbe l’isola, risalendo dallo Ionio domani mattina, arrivando nel basso Tirreno  entro il primo pomeriggio, per poi virare col suo minimo pressorio in direzione nel tirreno occidentale entro sera.

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Dalla tarda serata e notte successiva esso si sposterebbe in direzione del canale di Sicilia, approfondendosi, mentre nel corso della giornata, con la sua avanzata verso levante, in direzione ionica potrebbe divenire un TLC (medicane).

Traendo linfa vitale dalle acquee ioniche (circa 20-21°C nella loro parte superficiale) esso degenererebbe in un ciclone dalle caratteristiche tropicali, con venti sostenuti fin verso i 80-90 km/h e raffiche capaci di oltrepassare la soglia dei 120 km/h.

E se questo lo si evince già dai modelli globali come ECMWF e GFS, tale proiezione la dice lunga sulle possibilità che possa davvero materializzarsi, con piogge eccessive e onde alte nel tratto di mare interessato. (così rischierebbe la parte sud/occidentale greca).

Ci torneremo, ai prossimi aggiornamenti!

Inverno “lampo” al Centro-Nord, poi maltempo al Centro-Sud!

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Le prospettive invernali sono confermate, con esse anche l’arrivo di nevicate in alcune zone dell’Appennino settentrionale fin verso le aree collinari, ma sarà tutto molto veloce.

Neanche il tempo di una decisa raffreddata al Centro-Nord, che la chiusura a cut/off da parte della massa d’aria artica, scivolando verso il settore basso tirrenico, tenderà a dissipare l’energia sotto forma di maltempo specie al Centro-Sud.

Tra martedì 14, mercoledì 15 e giovedì 16 infatti il sistema ormai tagliato dal flusso artico in arrivo dalla Penisola Scandinava, tenderà ad isolarsi nelle acquee del basso versante tirrenico (traiettoria finale ancora da definire).

Ne deriverà la nascita di un ciclone mediterraneo, la cui azione sarà responsabile per piogge, temporali e venti forti a rotazione ciclonica attorno al minimo di pressione che all’incirca si dovrebbe collocare vicino la Sicilia.

Qualora il suo perno finale dovesse andar a posizionarsi verso il canale di Sicilia o verso il settore occidentale dell’isola, non si esclude che la depressione possa poi anche avere delle caratteristiche tropicali.

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Fenomeni denominati “cicloni mediterranei” o Tropical Like Cyclones (TLC), con rapida caduta di pressione, con presenza di un occhio ben distinto e privo di nubi dove spirano venti molto intensi, a volte con raffiche anche oltre i 150 km/h. (minimo al suolo inferiore a 1000 hPa).

L’ultimo ciclone tropicale mediterraneo è VEGA formato a sud della Sicilia, tra Lampedusa e Malta il 07/11/2014, ha prodotto danni e piogge molto abbondanti specie nel settore ionico tra catanese e siracusano, dove si ricordano anche parecchi alberi sradicati nell’alto versante ionico della zona etnea.

Vedremo gli sviluppi futuri di questo sistema depressionario, dove i lamma abbozzano il tentativo di degenerazione della depressione a carattere freddo che domani entrerà nel cuore del mar Mediterraneo.

Nascerà un TLC mediterraneo nel basso Tirreno?

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Alcuni modelli da alcuni run stanno evidenziando come possano esserci le basi per la costruzione di un impianto a scala locale anche localmente “cattivo” in termini di maltempo.

Alcuni lamma in particolare, sia su base ecmwf che riguardanti il modello ukmo, quindi i due europei in questione, ci suggeriscono che esiste una possibilità che il sistema nuvoloso nei pressi del basso Tirreno occidentale possa “degenerare” in un Tropical like Cyclones.

In condizioni cosi “lasche“, dove non prevale una vera e propria pertubazione o fronte ben organizzato, con temperature marine permissive e altri parametri a doc, possono a volte subentrare delle variabili favorevoli affinché nascano delle locali e ristrette fasi di maltempo estremo.

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Come detto, il sistema nuvoloso tutt’ora presente nella parte occidentale del basso versante tirrenenico, con la sua traslazione verso E-SE in direzione sicula, a contatto con le miti acquee del settore più meridionale nelle vicine coste della Sicilia settentrionale, potrebbe mutare e divenire un vortice esplosivo mediterraneo.

I mendicane non sono rari nelle nostre zone e negli ultimi anni abbiamo visto la loro potenza distruttiva che si basa essenzialmente su quantità piovose localmente ingenti e venti con raffiche di tempesta su aree che vengono prese di mira.

La pressione crolla in modo repentino, il sistema inizia a prender le sembianze di un piccolo uragano e si forma un’occhio come nei veri sistemi atlantici, che abbiamo potuto ammirare nella loro bellezza negli ultimi giorni in America.

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Piogge eccessive riguardanti il Tropical Like Cyclones individuato da alcuni lamma 

Certamente non sarà mai un distruttivo uragano, ma questi piccoli cicloncini possono a volte causare delle piogge davvero cattive e venti oltre la soglia d’attenzione, capaci di arrecare danni anche localmente significativi nelle aree da loro attraversati.

Nelle ultime corse modellistiche dei lamma notiamo come il sistema possa prender la direzione delle zone settentrionali sicule e poi virare verso S-SE in direzione ionica, dove da questa sua direzione potrebbero essere interessati in modo particolare il messinese tirrenico, poi ionico e catanese con piogge e venti eccezionali.

Affidabilità che questo avvenga? (bassa ma non impossibile)!

Un consiglio: Tali sistemi vanno seguiti con l’ausilio satellitare e in sede di nowcasting e capiremo se e dove colpirà l’eventuale vortice di tipo esplosivo (ammesso che si formi)!