L’Inverno proverà a racimolare terreno nel lungo termine, dinamiche interessanti!

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media scenari ensemble dei vari modelli fisico matematici con simulazione di split visibile su 5 membri su 64 del canadese

Voglio subito precisare che quanto sto per dire non è assolutamente un quadro previsionale, ma una ipotetica tendenza basata sullo studio di alcune situazioni, tra le quali indici teleconnetivi, predisposizione di alcune figure bariche e altro.

Questo articolo sarà basato solo su una tendenza che potrebbe prender corpo nel lungo raggio, presumibilmente tra gli ultimissimi del mese e primi di Gennaio, qualora alcuni elementi si incastrassero a dovere.

Diciamo subito, andando per il (sicuro), dove è confermatissimo il grosso riscaldamento ai piani alti dell’Atmosfera (Stratosfera), dove il processo di warming (entro la vigilia natalizia si arriverebbe a valori di circa +6;+8°C nel comparto siberiano a 10hpa a circa 30 km di quota) inizierà nei prossimi giorni con culmine a ridosso delle feste natalizie.

Questo riscaldamento così intenso, causerebbe un dislocamento del core del Vortice Polare dalla sua naturale sede, dinamica che nel gergo potrebbe essere di tipo displacement (da confermare).

Volendo sottolineare come le aspettative per il mese di Dicembre stiano al momento risultando concordi al quadro d’insieme pronosticato sul tipo di scenario prevalente, il quale è stato causato anche dal ricompattamento fisiologico del VP.

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Calo dei flussi zonali nei piani alti dell’atmosfera su valori negativi

Nonostante questo, alcuni serpeggiamenti del Getto hanno modulato l’entrata di alcune onde o semi onde atlantiche all’interno del bacino del Mediterraneo, con fasi alcune fasi piovose, specie al Sud e aree tirreniche grazie a dei vortici provenienti dall’Oceano.

A tutto questo si è associata anche la latitanza di veri blocchi atlantici e come sappiamo, senza la risposta da parte dell’onda atlantica (Wave2) si ha scarsa propensione di scambi meridiani Nord/Sud.

Ed ecco che si sta riscontrando un’ottima percentuale di riuscita delle tendenze, che ripetiamo, non sono basate su fini orticellistici, ma sono impiantate a larga scala, dove con molte probabilità le quotazioni per un cambio di scenario erano intraviste solo sul finire del mese e primi di Gennaio.

L’onda atlantica, entro fine mese, potrebbe finalmente decidere di darsi una mossa, o un’elevazione per meglio dire, affinchè prenda piede la dinamica che necessita per poter nascere la base della svolta voltata al freddo invernale.

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riscaldamento stratosferico notevole

Da cambio pattern insomma, non come quelle “caramelline” che si stanno assaggiando oggi con qualche nevicata da “scorrimento” al Nord, ma dettato da un vero e proprio scenario diverso, con un radicale riassetto barico coadiuvato anche dalle condizioni nei piani alti dell’atmosfera.

Certamente va sottolineato il fatto che molti eventi meteorologici in ambito troposferico non sono nati solo a causa di ciò che avveniva in Stratosfera, al contrario a volte capita che non ci sia la predisposizione che le ambedue parti dell’atmosfera collaborino.

Quando la reazione a volte non avviene, ecco che possono subentrare delle altre forzanti per poter decidere le sorti di alcune “invernate”, seppur temporanee e isolate dal contesto medio invernale. (esempio su tutti il famoso Big Event troposferico del 1956).

Può anche capitare che certe soluzioni, derivanti anche dalla risposta troposferica a ciò che è successo sul piano stratosferico, possano essere in parte deviate verso altri lidi e pur sempre avvenire tardivamente, dove il grosso dell’evento, sotto il profilo delle potenzialità  sono in parte smorzate per causa della tardiva manifestazione e traiettoria.

Ne troveremmo tanti di esempi in merito ma per ricordare i più recenti (esempio Febbraio 2012 e scorso Febbraio 2018), possiamo già vedere tali riscontri di quanto detto.

I due eventi  presi come campione ci fanno capire come, nel caso del (Febbraio 2012), in un Inverno sotto tono possa esserci l’evento anche tosto o storico, grazie all’aiuto stratosferico e con la risposta successiva ai piani più bassi (orticello italico).

Mentre nello scorso (Febbraio 2018), a causa della tardiva manifestazione di un Big Event Stratospheric, il fenomeno seppur di enorme portata, non ebbe risvolti storici riferiti al periodo in Italia, per un soffio, soprattutto per la direttrice troppo alta di latitudine.

Tornando a noi, entro gli ultimissimi giorni del mese, tra le feste di Capodanno e primi del 2019, salgono le quotazioni per poter assistere ad un cambio di scenario a livello Europeo (il che non significa che l’Italia verrà interessata da forti ondate di gelo, sia chiaro).

Ma sulla base dei cali dei venti zonali intravisti ormai, con buonissime percentuali di realizzazione nelle corse modellistiche e dalle varie medie e sia per alcune situazioni legate agli indizi degli indici ecc ecc., probabilmente si riuscirà ad aver più possibilità di vero Inverno rispetto a quanto visto fin’ora.

Detto questo, ogni annata fa storia a se, ogni evento pure e ciò che è palese a tutti è che in ambito meteorologico niente è scontato, perché alla fine la natura fa sempre ciò che vuole e lo fa in modo assolutamente perfetto.

Non ci resta che attendere i risvolti. A presto!