Entro fine mese e primi di Marzo il colpo “grosso” invernale. Dove potrebbe colpire?

ANTIZONalità

 

 

L’Inverno ha ancora in serbo cartucce, stavolta non a salve, ma veri e propri armamenti di cui alcuni probabilmente letali per le sorti di alcune zone europee.

Il problema è capire dove, quanto e come potranno evolvere queste ondate di aria fredda o gelida, una volta assodato che la Troposfera ha risposto al gran sconquasso in zona stratosferica grazie al fortissimo e record riscaldamento di tipo Maior e conseguenze da Split.

I venti nella parte bassa dell’atmosfera tenderanno ad evolvere da Est verso Ovest, quindi “antizonalità” che prenderà possesso del Continente.

Ma in alcune zone di risposta, contrariamente a quanto si pensa e in base al posizionamento dell’anticiclone, se troppo alto o meno, alcune aree riceverebbero venti più temperati oceanici.

Andando con ordine possiamo sbizzarrirci a formulare alcune considerazioni, vista la grande mole di vie che potrebbe seguire madre natura, magari stupendoci.

Scenario 1:

L’attivazione di un flusso “basso atlantico” prenderebbe corpo in sede mediterranea e potrebbe esser causato dalla mancanza di una radice ben salda in area spagnola della wave2, l’anticiclone azzorriano che è quello che elevandosi verso Nord-Nord/Est facilita le vere discese fredde o gelide artico/continentali per le nostre zone italiane.

Alcuni scenari propendono per una parziale “radice molle” in area basso atlantica e con la conseguente sfaldata del blocco e migrazione conseguente dei massimi pressori nel nord Europa e gelide correnti da est intrufolarsi verso il centro/nord del Continente, mentre nell’area mediterranea tempo piovoso e nevoso in collina-montagna.

Freddo normale per il periodo senza grossi eccessi nella terza decade, in attesa di un altra bordata entro la prima decade di Marzo stavolta con direttrice più Nord/Sud, visto che potremmo andar incontro ad un’altro tentativo di blocco e conseguente allungamento del tentacolo del Vortice Polare in persona.

Scenario 2:

Il blocco tende a resistere quel tanto che basta per attivare una retrogressione da Nord/Nord/Est, con conseguente tempo freddo in arrivo su buona parte della nostra Penisola nei primi giorni della 3^decade mensile. Piogge e nevicate anche a bassa o bassissima quota, più probabili al Centro/Nord, dapprima nei versanti adriatici e poi anche tirrenici.

I modelli stanno trovando molte difficoltà per inquadrare le tempistiche, intensità e traiettoria delle masse d’aria fredde o gelide, proprio per una situazione diversa da quella che normalmente viene vista nei miliardi di calcoli dei super computer.

Questa estenuante lotta e passione con la quale seguiremo gli eventi, per capire chi riceverà l’evento di freddo o gelo intenso e neve, sarà una delle più belle ed avvincenti degli ultimi anni.

Ma una cosa appare evidente, qualcuno sarà alle prese con un evento davvero notevole in Europa, visto che ci troviamo di fronte non a un ridotto evento di piccola estensione, bensì a un fiume di correnti estese e fredde/gelide che prenderanno possesso di molte zone.

Il gioco finale delle figure bariche, con loro posizionamento farà si che poi aree ne verranno interessate maggiormente, mentre altre meno e ancora altre letteralmente snobbate.

Attenzione alle sorprese….

 

Inverno in 2 mosse, la seconda potrebbe essere “spettacolare”!

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Emisferica del Britannico Ecmwf che in accordo al GFS americano vede un tentativo di blocco atlantico più coriaceo, così da permettere a freddo artico e in parziale retrogressione continentale di ridiscender verso le basse latitudini europee.

 

E’ già stato accennato il probabile primo assalto invernale che prenderebbe possesso dello Stivale tra domenica e martedì, con fenomeni comunque relegati nelle zone orientali e del Sud.

Una colata artica marittima, senza nessun evento di gelo che è sempre bene rammentarlo, sarà quella che porterebbe un sospiro di sollievo alle assetate montagne dell’Appennino centro/meridionale.

Le preziose precipitazioni, anche sottoforma nevosa, saranno una manna, anche se effettivamente esse risulteranno molto veloci, con parziale interessanto della giornata di lunedì oltre a quella domenicale.

Rimane molto incerta la reale posizione del minimo al suolo che si formerà non appena la massa d’aria artico/marittima entrerà sulla Penisola, con direttrice NNW/SSE.

Sarà questo il primo “sussulto invernale” del mese in corso, il quale potrebbe non esser isolato se alcuni incastri giusti prendessero forma entro la parte centro-finale della terza decade mensile.

Infatti da alcuni run, le visioni dei due principali centri di calcolo internazionali vedono un possibile primo intenso blocco delle correnti atlantiche, ciò che invece fallirà in questo prossimo imminente travaso freddo artico.

La causa come detto, è da ricercare ai continui apporti di vorticità in uscita dagli USA, con corrente nord atlantica “invadente” e conseguente dispiegamento verso Nord temporaneo dell’ onda atlantica (wave2).

Essa non ce la farà a resistere e il parziale blocco risulterà molto breve, venendo smantellato entro la giornata del 22-23 Gennaio prossimo con scivolamento verso levante della fase fredda (non gelida).

Nella giornata domenicale e prime ore di lunedì intanto si conferma la possibilità di locali imbiancate anche in collina al Sud e versanti del medio adriatico, con venti freddi di Tramontana e mari agitati, con mareggiate nelle zone esposte a Nord.

Parte finale del mesem ancora freddo in vista?

Come detto l’Inverno pare avere 7 vite e altre cartucce da poter usare, dove appare probabile e non impossibile che entro fine mese possano concretizzarsi le basi per un cambio di patterm la cui conferma e durata andrà valutata nei prossimi giorni.

 

Italia nel mirino artico, futuro prossimo ancora freddo?

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Le analisi bariche sul tempo a scala europea vedranno un impianto favorevole alle prime invernate di origine artico marittime, con l’Inverno che farà la voce grossa su molte zone del vecchio Continente.

Il concomitante posizionamento dell’anticiclone azzorriano (wave 2) in elevazione verso la Gran Bretagna, sarà causa dello scivolamento verso le medie e basse latitudini di alcuni impulsi freddi di pura estrazione artica.

Dall’Islanda si attiverà un canale molto freddo, il quale passerà dapprima dalla Scandinavia, poi dritta si fionderà sulle zone centro-europee e infine sul Mediterraneo centrale, ove qui la massa fredda tenderà a invorticarsi, formando un minimo di bassa pressione.

Tale assetto ormai invernale tenderebbe a persistere per buona parte della 1^decade dicembrina, anche se il tempo entro il 5 tenderebbe ad addolcirsi in termini di maltempo, mentre il freddo si farà sentire su molte zone.

Tendenze a lungo termine: 

Al momento fare solo un accenno su quello che sarà dopo tale soglia temporale è molto arduo, anche solo abbozzarne la scena e pur fantasiosamente ipotizzando, si potrebbero scorgere due strade principali.

1^ continuerebbe il trend voltato al freddo e maltempo, con altro impulso freddo in discesa da Nord e tutte le conseguenze del caso che ne deriverebbero (visione del modello americano GFS);

2^ freddo secco in via di definitiva cessazione entro gli inizi della 2^decade, per via dell’incalzar delle correnti più temperate atlantiche che distenderebbero un cuneo anticiclonico azzorriano fin verso il Mediterraneo centrale.

Quindi andremo a seguire le vicende di casa nostra man mano che i Global Model si accorderanno, perchè al momento oltre le 144 ore la divergenza è netta, e trovar in giro previsioni su come sarà il tempo dopo il 5 Dicembre, equivale a tirare a caso un dato con la speranza che esca il numero ipotizzato tanto per far un esempio banale.